#crunch190 | Lonelymagpies

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“Talvolta la bellezza risiede in ciò che viene ignorato, talvolta è il risultato di ciò che viene ignorato.” Khang Kijarro Nguyen

Ciao Arianna e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo? 
Ciao! Avere un mio spazio tra i vostri morsi quadrati mi rende davvero tanto orgogliosa, grazie!

Diciamo che ho capito quanto mi piacesse disegnare dalle elementari, tutti i lunedì la maestra di italiano ci spiegava una poesia nuova e per il lunedì successivo, oltre ad impararla, ci veniva chiesto di abbinare un disegno al testo. Tutta la mia settimana girava intorno al lunedì!

Ho iniziato a disegnare e non ho più smesso, essendo una persona molto riservata, disegnare mi ha dato modo di confrontarmi con molte persone e al tempo stesso ho potuto ritagliarmi del tempo solo per me e le matite, amo imparare cose nuove e sperimentare, disegnare è stato da subito una necessità.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?

Sono sempre stata dell’idea che la bellezza risieda nell’autenticità, intendiamoci: pregi e difetti inclusi. Credo davvero che ciò che venga ignorato abbia una forza ed una fierezza tutta sua; che sia una pianta, un vecchio libro o, da escursionista dilettante, la natura incontaminata. Non fraintendetemi, credo comunque che la cura e le attenzioni, abbinate alla libertà, siano quanto di più bello ci si possa augurare.

Il tuo stile combina atmosfere gotiche e liberty, in modo del tutto fluido e naturale. Hai unito queste caratteristiche consapevolmente o hai lasciato che il tuo stile si formasse istintivamente? 
Adoro la morbidezza del liberty e, sin dai primi tentativi, è un tratto stilistico che mi è rimasto attaccato addosso senza che potessi accorgermene. Intanto il mio gusto estetico si è avvicinato molto al gotico e ai toni dark. Sono due caratteristiche che sono venute a galla da sole, il grosso del lavoro è stato farle andare d’accordo!

C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita? 
Ce ne sono molti, in realtà! Il primo che mi sento di nominare è senza ombra di dubbio Gustave Dorè, ho avuto modo di cimentarmi nell’incisione e di capire quanta dedizione ci fosse dietro ogni sua opera e non posso che nutrire un’immensa ammirazione nei suoi confronti. Poi ovviamente ci sono i preraffaeliti, Dicksee e Waterhouse in particolare. Trovo tutto il genere cavalleresco una fonte inesauribile di ispirazione.

Anche Tolkien deve prendersi i suoi meriti dal momento in cui è il creatore dell’universo fantasy a cui mi ispiro maggiormente.

Le tue illustrazioni sono in gran parte realizzate su carta ma ce ne sono anche di digitali. Ti approcci diversamente a questi due tipi di tecnica? Hai la sensazione che ti permettano di esprimerti in maniera differente?
Il rimbalzo tra cartaceo e digitale per me è il miglior allenamento! Uso il digitale soprattutto per lavoro, mentre carta, acquerelli e inchiostro sono soprattutto per i miei progetti personali e sono gli strumenti con cui preferisco sperimentare, poi provo ad applicare al digitale ciò che ho imparato a fare con le tecniche tradizionali dal momento che la tavoletta grafica velocizza molto il processo. Non credo di poter rinunciare ad una delle due tecniche, anzi, faccio in modo di usarle entrambe in maniera regolare!


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
La musica, irrinunciabile.
Ho iniziato veramente tardi ad apprezzarla, soprattutto perché ascolto artisti che sembra impossibile poter leggere nelle stessa frase; la ricerca è stata lunga e adoro scoprire nuovi artisti e generi. Onestamente ascolto artisti diversi a seconda della stagione, dell’umore, di ciò che mi serve per lavorare al meglio. Tra chi mi tiene più spesso compagnia ci sono di sicuro Florence Welch e Marilyn Manson mentre nessuno come i Summoning mi aiuta con gli acquerelli.
In ogni caso, non mi sento legata ad un genere in particolare, ma ad artisti specifici di generi lontanissimi tra di loro. 


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Ma grazie a voi per la possibilità! Le idee sono sempre tantissime per fortuna, è la fase di filtraggio il problema! Gli unici punti certi di qualsiasi progetto si intraveda all’orizzonte saranno luccicanti armature e simboli alchemici.

Grazie ancora!

Grazie a te e in bocca al lupo!
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