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L’ultima volta | Doug Johnstone

L’ultima volta | Doug Johnstone

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Basta un clic, eppure non tutti i clic sono uguali.

C’è quello prodotto dall’otturatore della Canon, lo strumento di lavoro di Mark. Lui è impegnato nella spiaggia di Portobello Beach, cerca di cogliere l’attimo irripetibile, quello in cui le balene pilota tirano fuori la testa come i suricati. Sarebbe una fotografia ben pagata dal giornale ma a quanto pare deve accontentarsi di scatti comuni, un caos di pinne nere, qualche colpo di coda, niente che possa finire in prima pagina.
Il suo lavoro è ostacolato dal vento, dalla sabbia che può rovinare l’apparecchio fotografico, dalle balene che girano in cerchio e rischiano di spiaggiarsi.
Poi è costretto ad arrendersi perché lo chiamano dalla scuola: suo figlio Nathan è in attesa che qualcuno vada a prenderlo. Doveva andarci Lauren, sua moglie ma inspiegabilmente è sparita, come era già successo anni prima, dopo la gravidanza.
C’è poi il clic prodotto dal mouse, quello che Mark muove compulsivamente per indagare fra la posta di Lauren e i suoi account social. Vuole capire cosa nasconde, perché sia sparita, perché di nuovo. La polizia non sembra dargli retta, la detective Ferguson cerca di tranquillizzarlo e allora Mark indaga per conto suo. Affronta anche Gavin Taylor, il titolare della Caledonia Dreaming, la società in cui sua moglie lavora. Un tizio che non gli è mai piaciuto e che più volte ci aveva provato con Lauren.

C’è infine il clic del grilletto della pistola. Una pistola di famiglia, ereditata dal padre, che a sua volta la ereditò dal nonno. Una Browning HP semiautomatica da 9 mm, reliquia della II Guerra Mondiale.

Può un fotografo impugnare un’arma e fare clic quando vede i suoi affetti messi in pericolo?

L’Ultima Volta si legge come un thriller ma sarebbe riduttivo incasellarlo in questo genere. È molto di più: un romanzo familiare, di formazione, in cui largo spazio viene dato al passato di Mark e Lauren ma soprattutto al rapporto tra padre e figlio, il vero punto forte dell’intero romanzo. Del thriller si può dire che conserva il ritmo, la tensione. Del resto, lo stesso Johnstone, nel corso di un’intervista ha detto che "a me non interessa il mistero ma la tensione drammatica".
Ed è questa tensione crescente che lega il lettore e in un paio di sere lo accompagna fino alla fine della lettura e alla soluzione del mistero.


L'ultima volta | Doug Johnstone
Collana: Riottosi
Editore: CasaSirio 
Uscita: 16 novembre 2018
Formato: Copertina Flessibile
Lunghezza: 320 pagine

© Paolo Perlini

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