Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

Approvo

La Balena di Piazza Savoia | Leopoldo Santovincenzo

La Balena di Piazza Savoia | Leopoldo Santovincenzo

++++ +

Nelle fiere della piccola media editoria ci sono libri che acquisti e non sai perché. Li prendi perché sei stato attirato dalla copertina, dal titolo, dalla gentilezza e forza di persuasione di chi sta dall'altra parte dello stand. Li compri perché non importa, per fermare il momento e tornare a casa con un souvenir originale. Oppure perché non si sa mai, puoi regalarlo a...
Alcuni di questi libri li divori il mese successivo, altri se ne stanno lì sullo scaffale, in attesa che il tempo sia propizio.
Il 20 agosto è arrivato il momento di "La Balena di Piazza Savoia" di Leopoldo Santovincenzo, edito da Exòrma.

Il bello di questi acquisti “d'impulso” è che non sai cosa aspettarti, nonostante la lettura di quarta di copertina. E in questo caso è stato un ritorno al passato, vuoi per l'età anagrafica, le esperienze, gli episodi comuni.
L'autore ricorda di avere visto una balena in piazza al centro di Campobasso. Nessuno dei suoi amici sembra ricordare il passaggio di questa balena, conservata sotto formalina, trasportata con un camion ed esposta al pubblico.
Inizia così una ricerca in cui "la vicenda del cinema popolare si intreccia con la vera e appassionante storia della balena Goliath, ricostruita attraverso un'indagine degna di un romanzo giallo.” 

A differenza dell'autore, il mio ricordo in proporzione è 30 volte più piccolo: si tratta di un elefante nella piazza davanti alla chiesa parrocchiale. Ma a parte i cetacei e i pachidermi il filo conduttore è il cinema, una passione che in gioventù mi aveva preso così tanto che non mi vergognavo a trascorrere in solitudine i pomeriggi nelle economiche sale di seconda visione.

É un libro che per chi è nato negli anni Sessanta rappresenta una viaggio nel tempo, quando andare al cinema era una cosa seria, “i soli spazi sociali laici che si davano in alternativa alle chiese”.

Per definizione il “mio”cinema ha le sedie di legno con piano ribaltabile...non mi sono mai fatto ingannare dall'opulenza delle moderne poltrone che rappresentano solo fumo negli occhi. Un certo grado di sacrificio deve essere contemplato nell'andare al cinema e la scomodità è utile anche come test di qualità: se il film funziona la sedia la dimentichi subito.”

Come ha scritto qualcuno – e se non lo ha scritto nessuno lo scrivo io adesso- un tempo si pagava l'ingresso in uno spazio comune acquisendo il diritto di abitarvi per qualche ora, ora si paga il consumo di un prodotto".

Ecco, l'ottavo capitolo, “Una questione privata”, spiega benissimo cosa significasse andare al cinema in quegli anni, sensazioni, emozioni che pur raccontandole, chi è nato dopo non può capire. Sarebbe come spiegare l'incanto della camera oscura a un nativo digitale.

Mi sono quasi commosso leggendo della schedatura dei film da parte del Centro Cattolico Cinematografico, una valutazione pastorale appesa nella bacheca fuori dalla chiesa in cui, in calce al titolo del film c'erano le indicazioni: inaccettabile/degradante/aberrante/licenzioso/negativo/discutibile/volgarità...
Indicazioni che in famiglia si prendevano sul serio e nel 1979 mi guadagnai un rimprovero per aver visto Uragano, con Mia Farrow, probabilmente classificato con un discutibile/scabrosità.
Provvidenziale fu l'intervento di mia sorella maggiore, che pure lei l'aveva visto e con vigore smontò quella classificazione. 

Poche pagine dopo, una frase che mi ha fatto capire quanto Campobasso non sia molto diversa da Verona:
“Nello stesso atrio di via Conte Verde un missionario laico appena tornato – i missionari erano sempre “appena tornati”... immaginavo le sue valigie deposte proprio lì, nell'ingresso della scuola...”

"La Balena di Piazza Savoia" è un un libro a cavallo tra la memorialistica e l'autobiografia, un romanzo di formazione, che spazia nell'arte, nella società, nei costumi, oltretutto ricco di curiosità: Chi di voi sapeva della lavatrice funzionante senza energia elettrica?
Meriterebbe una ricerca, alla pari della balena Goliath.

La Balena di Piazza Savoia
Copertina flessibile: 285 pagine
Editore: Exòrma (26 ottobre 2017)
Collana: Scritti traversi
Lingua: Italiano

© Paolo Perlini


BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS