Terra vergine e altri racconti | George Egerton

Terra vergine e altri racconti | George Egerton

Una raccolta di racconti fuori dal tempo, nel nostro tempo
Recensione di Simonetta Gallucci

Faccio pubblica ammenda: prima di incrociare questa raccolta di racconti, io non sapevo neppure chi fosse George Egerton (pseudonimo di Mary Chavelita Dunne); dopo, mi sono chiesta perché sia stata persa lungo la strada della letteratura, e la risposta che mi sono data è che la ragione risiede nel suo essere, in qualche misura, un’autrice scomoda. Per fortuna, 8TTO Edizioni, nella loro collana Le s8ttane, ha pubblicato a settembre Terra vergine e altri racconti, nella traduzione di Cecilia Fabaro e a cura di Debora Lambruschini, soffiando e spazzando via la polvere della dimenticanza.

Si tratta, appunto, di una raccolta che si divide in due parti: Donne e Madri, marcando così un cambio non di status ma della percezione esterna, come se procreare significasse automaticamente smettere di essere persone dotate di desideri, paure e bisogni, per incarnare un ruolo, far sì che qualcuno ci cacci a forza in una bella edicola, ci piazzi sotto un lumino, ci rivolga ogni tanto un pensiero (puro, asessuale) e ci lasci lì, a interpretare quella che ancora per tanti è e resta “la nostra parte”. Ecco, viene da qui il primo senso di straniamento: i racconti di Egerton sono stati scritti a fine Ottocento eppure, al netto dell’ambientazione, oltre la superficie, toccano delle corde che ancora oggi non smettono di vibrare. «Sembra che tutte le religioni, il progresso e la cultura del passato non abbiano fatto altro che forgiare catene per imprigionare chi verrà dopo di noi», considera la protagonista di La primavera è arrivata: una confidenza: non sembra una profezia, e allo stesso tempo una maledizione?
Se nella prima parte a emergere sono donne intraprendenti, consapevoli dei propri desideri e che non si lasciano abbattere da ciò che accade loro, riuscendo anzi a guardare, nonostante tutto con fiducia, alla nuova vita che le attende, nella seconda esplode l’innovatività di questi racconti, quando si confrontano con la figura materna puntando l’attenzione sul lato più oscuro. Quelle di Egerton sono madri alle quali i figli vengono sottratti, oppure costrette ad accudire quelli altrui anziché i propri in virtù del
Vincolo coniugale che le unisce a un uomo che non amano e dal quale non sono più (e chissà se lo sono mai state davvero) amate. Sono donne, in ultima analisi, strappate a quella Terra vergine che dà il titolo alla raccolta e costrette a una vita che non appartiene loro, restituite a quella terra dallo sguardo di un’autrice che si propone di esplorare proprio ciò che la cultura dominante non voleva (e talvolta fatica ancora oggi a) raccontare.

«Tutto ciò che è stato scritto, detto, cantato, vissuto, è stato vissuto per noi che siamo qui oggi», dice la protagonista del racconto Vita di una donna in tre atti, una ragazza alla quale gli anni migliori sono stati portati via da un uomo sposato che l’ha presa per capriccio, col ricatto, più per desiderio di possesso che per amore, e che poi è così pavido da lasciare l’incombenza di scaricarla all’uomo che cura i suoi affari. «È nostro», continua lei. Compresa questa raccolta, aggiungo io, che arriva da un’altra epoca e ha ancora così tanto da dirci.

Titolo: Terra vergine e altri racconti
Autore: George Egerton
Pagine: 296
Casa editrice: 8TTO Edizioni
Pubblicazione: settembre 2026

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