Quando l'indifferenza diventa complicità: un romanzo corale che scava nelle pieghe della coscienza collettiva.
Recensione di Roberta Zaffora
L’indifferente scorrere di Valeria Manzi, edito Ali Ribelli Edizioni, è il suo romanzo d’esordio, intenso e riflessivo. Attraverso una narrazione corale, costruisce una storia in cui le vite di personaggi molto diversi finiscono per intrecciarsi, mettendo in luce le contraddizioni della società contemporanea, l'indifferenza verso il dolore altrui e la difficoltà di restare umani in un mondo che spesso invita a voltarsi dall'altra parte.
Il romanzo prende avvio dalla vita apparentemente ordinaria di Angelo Sansonetti, uomo di mezza età con una famiglia stabile, un buon lavoro e una quotidianità scandita da abitudini rassicuranti. Tuttavia, sotto questa superficie tranquilla si nasconde un crescente disagio interiore. Angelo si sente sempre più colpito dalle ingiustizie che osserva attorno a sé: la sofferenza dei migranti, l'emarginazione sociale, la violenza e il degrado morale.
Quando assiste all'aggressione di un uomo disabile da parte di un gruppo di giovani, reagisce impulsivamente e con una violenza che sorprende persino lui stesso. Da questo episodio si sviluppa una riflessione più ampia che coinvolge altri personaggi, tra cui Guido, il disabile vittima delle angherie, sua figlia Nora, e Jasmin, chiamata Cornelia, una delle giovani responsabili degli atti di bullismo.
Le loro storie si intrecciano dando vita a un racconto che esplora il rapporto tra vittime e carnefici, responsabilità individuale e collettiva, rabbia, dolore e possibilità di riscatto.
Valeria Manzi sceglie una prospettiva fortemente empatica e sociale. L’autrice non si limita a raccontare gli eventi, ma invita il lettore a interrogarsi sulle proprie responsabilità di fronte alle ingiustizie.
Uno degli aspetti più interessanti è che nessun personaggio viene rappresentato in modo completamente positivo o negativo. Anche chi compie azioni deplorevoli viene analizzato nelle sue fragilità e nel contesto che lo ha formato. L'autrice sembra suggerire che l'indifferenza sia una delle forme più pericolose di violenza: quella che permette alle ingiustizie di perpetuarsi senza opposizione.
Attraverso la storia di Angelo emerge una domanda centrale: quanto a lungo si può assistere al dolore degli altri senza reagire? E cosa accade quando tutta quella sofferenza accumulata esplode improvvisamente?
Una scrittura semplice, scorrevole e immediata che punta su una narrazione realistica, ricca di osservazioni psicologiche e riflessioni sociali. La scelta di alternare diversi punti di vista permette al lettore di comprendere profondamente i personaggi e di cogliere la complessità delle situazioni raccontate.Con un esordio convincente, Valeria Manzi costruisce una storia che invita alla riflessione e che pone domande, quasi essenziali, sul valore dell'empatia, della responsabilità e della partecipazione alla vita degli altri. Un romanzo capace di dar voce a chi spesso rimane invisibile

Titolo: L’indifferente scorrere
Autore: Valeria Manzi
Casa editrice: Ali Ribelli Edizioni
Pagine: 96
Pubblicazione: 2026