Una delicata collezione di assenze | Aline Bei

Una delicata collezione di assenze | Aline Bei

Un romanzo intenso, delicato ed emozionante. 
Recensione di Roberta Zaffora

Una delicata collezione di assenze di Alina Bei edito La nuova frontiera affronta con grande sensibilità temi universali come la perdita, la memoria, l'amore familiare e la ricerca della propria identità. Attraverso una scrittura poetica e intensa, l'autrice racconta la storia di tre generazioni di donne segnate da assenze, silenzi e legami profondi che resistono al tempo e alla distanza.
Il titolo stesso richiama uno dei nuclei centrali dell'opera: le persone che scompaiono dalla nostra vita non cessano davvero di esistere, ma continuano a vivere nei ricordi, nei gesti quotidiani e nelle ferite che lasciano dietro di sé.
Aline Bei costruisce una narrazione delicata e commovente, in cui il dolore si intreccia alla speranza e la fragilità diventa una forma di forza.

Una delicata collezione di assenze racconta la storia di Margarida, una donna segnata da perdite, silenzi e abbandoni. Da giovane fugge con un circo, dove lavora come assistente del mago Oberon, inseguendo il desiderio di allontanarsi da una realtà familiare dolorosa. L'esperienza nel circo rappresenta un momento di libertà ma anche l'inizio di nuove ferite.
Anni dopo, Margarida vive nella cittadina di Belva, dove si guadagna da vivere leggendo le linee della mano. La sua esistenza ruota attorno alla nipote Laura, cresciuta senza madre perché Glória, figlia di Margarida, è partita lasciandola alle cure della nonna. La vicenda segue così tre generazioni di donne — Filipa, Margarida, Glória e Laura — unite da legami profondi ma anche da incomprensioni, assenze e segreti.
Più che una trama costruita su grandi eventi, il romanzo procede attraverso piccoli gesti quotidiani, ricordi, dialoghi e riflessioni che rivelano lentamente la storia emotiva dei personaggi.
Margarida è il cuore del romanzo una donna forte e fragile allo stesso tempo, abituata a convivere con il dolore e con il senso della perdita. Nonostante le difficoltà, continua ad andare avanti, prendendosi cura degli altri. La sua vita è definita proprio da quelle "assenze" che danno il titolo al libro.
Accanto a lei la nipote adolescente Laura. Curiosa, intelligente e piena di contraddizioni. Sta attraversando il passaggio dall'infanzia all'età adulta e vive sentimenti intensi: rabbia, gelosia, desiderio di appartenenza e bisogno di capire chi sia davvero. La sua crescita rappresenta uno dei temi centrali del romanzo.
Glória, pur essendo spesso assente fisicamente, è una presenza costante nella storia. La sua fuga e il suo abbandono influenzano profondamente la vita di Laura e di Margarida. È una figura quasi mitica, ricordata per la sua straordinaria bellezza e per la sua passione per la musica e il cinema.
Filipa, madre di Margarida rappresenta il peso della tradizione, della religione e del giudizio morale. Il rapporto tra lei e la figlia è complesso e conflittuale, ma anche attraversato da una forma di amore che non riesce sempre a esprimersi apertamente.
E infine Camilo, una presenza rassicurante nella vita di Margarida. Antiquario e amico fedele, rappresenta la possibilità di una compagnia sincera e di un affetto maturo, lontano dalle passioni tumultuose della giovinezza.

Aline Bei adotta uno sguardo estremamente poetico e umano. Non giudica mai i suoi personaggi: li osserva con tenerezza, mostrando le loro fragilità senza trasformarle in difetti.
La sua scrittura è particolare perché si colloca a metà tra narrativa e poesia. Le frasi sono spesso brevi, frammentate, ricche di immagini e metafore. Gli oggetti quotidiani, i ricordi e i piccoli dettagli acquistano un significato simbolico. Il tempo non è lineare: passato e presente si intrecciano continuamente, proprio come i ricordi che emergono nella mente dei protagonisti.
L'autrice sembra suggerire che le assenze non siano semplicemente vuoti da colmare, ma presenze invisibili che continuano a modellare le nostre vite. Questa idea viene espressa fin dalle prime pagine, quando il pagliaccio legge la mano di Margarida e descrive la sua esistenza come "una delicata collezione di assenze".

Una delicata collezione di assenze è un romanzo intenso, delicato ed emozionante. Punta molto sulla costruzione di un universo emotivo ricchissimo, proprio per questo, la forza del romanzo risiede soprattutto nei personaggi femminili e nella capacità dell'autrice di trasformare il dolore, la nostalgia e la mancanza in una forma di poesia narrativa. 
Aline Bei riesce a raccontare come le persone che perdiamo o che si allontanano continuino a vivere dentro di noi, lasciando tracce che, pur dolorose, diventano parte della nostra identità.

Titolo: Una delicata collezione di assenze
Autore: Alina Bei
Traduzione: Marta Silvetti
Casa editrice: La nuova frontiera
Pagine: 288
Pubblicazione: 27 febbraio 2026

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