L’Asimmetria della menzogna | Dimitri Favre

L’Asimmetria della menzogna | Dimitri Favre

«Dettagli. Ma è nei dettagli che si nasconde la perfezione, e anche il diavolo». E nel giallo di Dimitri Favre, i dettagli sono ovunque, nascosti nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano.
Recensione di Paolo Perlini 

Leggere L’Asimmetria della menzogna di Dimitri Favre è come fare una lunga camminata nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano: ogni passo ti porta a scoprire un dettaglio nuovo, a percepire sfumature di luce e ombra, e ti fa apprezzare la profondità della provincia italiana.

La storia parte dalla sparizione di un uomo a Borgotaro, Nestore Donna, e dalla misteriosa ricomparsa della sua bicicletta sporca di sangue. È la figura equivoca dello scozzese William Campbell a indirizzare questo ritrovamento.
L’indagine è affidata al maresciallo Vittorio Adorni, che si muove in un’Italia di provincia ancora scossa da Mani Pulite: siamo negli anni Novanta e questo ci viene ricordato più volte nel romanzo con piccoli riferimenti.
Il cerchio si stringe quando la scomparsa di un’arma si collega agli spari contro la caserma di Colorno, e attraverso link all’apparenza poco solidi, si arriva alla figura di Nestore Donna, ma soprattutto ad alcuni personaggi potenti della zona. 

La scrittura di Favre è precisa e pulita, senza fronzoli: ti guida con naturalezza attraverso indagini intricate, dialoghi credibili e personaggi vivi. Adorni non è l’eroe invincibile dei gialli metropolitani, ma un uomo solido, umano, che cresce pagina dopo pagina sotto i nostri occhi. Il cast intorno a lui, dall’elegante pubblico ministero di Parma, Emanuela Ferri al vicebrigadiere Richetti dalla memoria eidetica; dal veneto Ettore Zanetti, Maggiore della Guardia di Finanza fino a Lodovico Morreale, è costruito con grande cura, rendendo ogni interazione realistica e coinvolgente.
Ciò che colpisce è la capacità dell’autore di restituire la provincia italiana in tutta la sua complessità: un luogo dove il potere e la menzogna si intrecciano, ma anche dove la vita quotidiana, con le sue piccole e grandi verità, mantiene un fascino tutto suo. 

Da recente frequentatore dei sentieri appenninici, ho trovato particolarmente godibile questo tipo di noir “di territorio”: lontano dal ritmo frenetico delle grandi città, con i suoi delitti e intrighi, sembra quasi di gustare una cucina più casalinga, ma non per questo meno saporita e avvincente.
Un giallo intelligente e appassionante, che mescola indagine, memoria storica e introspezione dei personaggi, e che fa venir voglia di continuare a seguire le vicende di Adorni perché il personaggio e i suoi comprimari (come, ad esempio, il carismatico Corrado “Kurt” Bertelmayer, che con lui, il 30 marzo di ogni anno, brinda insieme) fanno intendere che potrebbe esserci qualcosa di seriale. 

«Anziché concentrarti su ciò che c’è, dovresti provare a guardare a quello che non c’è. E scoprire quale sia la tua ignoranza dell’ignoranza».



Titolo:
L’Asimmetria della menzogna
Autore: Dimitri Favre
Casa editrice: Soncini editore
Pagine: 243
Pubblicazione: 29 luglio 2025

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