La caccia silenziosa dell’anima
Recensione di Paolo Perlini
«Tanto tempo prima, alla fine dell’infanzia, quando aveva dodici o tredici anni, era stato investito da qualcosa che da allora non l’aveva più lasciato andare, la sensazione di essere stato bandito dall’esistenza, di trovarsi non nell’aldilà o nel nulla, bensì come in uno spazio a margine dentro il quale però non poteva continuare a vivere davvero».
Jakob vive in una fattoria ai margini dell’Alta Austria, vicino a un’autostrada. Giovane contadino dai modi schivi, abita con i genitori in una casa dove l’affetto è un concetto vago, più immaginato che vissuto. Jakob è quello che già da piccolo ha preso in mano le redini della fattoria, complice un padre perso, con tanti progetti in testa ma incapace di realizzarne uno. Suo fratello maggiore Alexander si è trasferito a Vienna e lavora al ministero; la sorella Luisa vive ad Amburgo con il figlio e ha lasciato una figlia in Svezia; in realtà è sempre lì da loro, a rubare vitto e alloggio.
La vita di Jakob è fatta di rituali rurali, fatica e solitudine che stempera la sera con una birra o frequentando Tinder. A turbare questo fragile equilibrio è Katja, un’artista di Salisburgo arrivata per una borsa di studio. Per Jakob, abituato alla terra più che alla pelle, lei è un’estranea, forse persino una minaccia. La percepisce come una figura invadente, una figura luminosa e ambigua insieme, che tenta un bracconaggio affettivo: prova a incastrarlo, a farlo uscire dal suo nascondiglio emotivo. Ma Jakob non è una preda facile. È selvatico, indurito, opaco. Non si lascia prendere, almeno non subito.
Contro ogni previsione, tra Jakob e Katja nasce un amore. Lei lo aiuta nella conduzione dell’azienda agricola, si dimostra concreta, paziente, viva. Si sposano, hanno un figlio. Sembra una via di fuga, una redenzione. Ma in Bracconieri, di Reinhard Kaiser-Mühlecker, nulla è lineare, e soprattutto nulla è definitivo. Le crepe dell’infanzia, i non-detti familiari, i rancori sedimentati da anni riaffiorano con forza, più forti della nuova felicità.
Jakob infatti, rimane chiuso nel suo mondo emotivo, come un animale che ha imparato a non fidarsi. Non riesce ad amare nel modo in cui Katja vorrebbe, o forse riesce solo a modo suo: con gesti ruvidi, silenzi lunghi e sguardi che non arrivano mai fino in fondo. Il lettore lo osserva con frustrazione e pietà, perché capisce che quel blocco non è scelta, ma condanna. La sua incapacità di essere felice non nasce dall’egoismo, ma da un dolore che lo ha lasciato emotivamente sordo.
Eppure qualcosa, dentro Jakob, si muove, come una quercia che mette radici sotto terra senza farsi notare e quando finalmente riesce a dire “ti amo”, non è una scena da film. È un gesto stanco, quasi rotto, ma vero. Una frase che non doveva pronunciare.
Il romanzo si svolge tutto in uno spazio ristretto: la fattoria, il campo, l’autostrada in lontananza. Con una prosa limpida, implacabile, mai compiacente, Kaiser-Mühlecker scava nei paesaggi mentali dei suoi personaggi come si scava nella terra: con fatica e rispetto. Il ritmo è quello dell’agricoltura: lento, ostinato, ciclico. E in questo ritmo si annida una tensione morale continua, un’inquietudine che cresce insieme alla possibilità, remota ma presente, di una rinascita.
Bracconieri è il racconto di un uomo che vorrebbe cambiare, ma forse non può. E anche della donna che tenta di salvarlo, ma forse non deve. Perché in certe relazioni non si tratta di salvare o guarire, ma di resistere. Di rimanere. Di capire che non tutti gli amori sono felici, ma alcuni sono comunque veri.
E allora chi è il vero bracconiere? Katja, che cerca di penetrare nel cuore di Jakob? O Jakob stesso, che inconsapevolmente cattura chi gli si avvicina, per poi lasciarla a vagare nel suo vuoto? O forse è la vita stessa, che ci caccia sempre, ci mette alle strette, e non sempre ci lascia scampo.
«No, lui non era come suo nonno. “L’amore se ne va” aveva detto una volta, come se fosse un verso della sua canzone preferita, “gli ettari restano”. E Jakob aveva spesso ripensato a quella frase, l’aveva anche ripetuta, facendo indignare Katja».

Titolo: Bracconieri
Autore: Reinhard Kaiser-Mühlecker
Traduzione: Alessandra Iadicicco
Casa editrice: Carbonio editore
Pagine: 272
Pubblicazione: 13 giugno 2025
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