Un viaggio epico tra emigrazione, diritti e identità.
La straordinaria vita di Vincent Massari raccontata da Alessio De Stefano.
Recensione di Paolo Perlini
«Non ha ancora compiuto diciotto anni. Si fa conoscere subito per un taglio di capelli bizzarro, sono cortissimi ai lati e voluminosi al centro, scuri e lisci. Cammina in modo composto e non dinoccolato, è basso di statura e in qualche modo, attraverso il suo portamento, dà l’idea di essere più grande».
È Vincenzo Massari, protagonista del bio-romanzo quasi omonimo Vincent Massari. Cronache di un abruzzese d’America, scritto da Alessio De Stefano e pubblicato da Radici Edizioni. Per ricostruire la sua storia, l’autore ha trascorso circa dieci giorni a Pueblo, la città dove Vincent ha vissuto e lavorato per tutta la vita, ospitato da Bob, Lucía e il loro amico Pan. Un lavoro di ricerca sul campo attento e appassionato, dedicato a raccontare la figura di questo straordinario abruzzese, noto negli Stati Uniti come il Leone Italiano.
La vicenda di Vincent Massari si intreccia con le grandi dinamiche della storia del Novecento, ma vista da una prospettiva insolita: quella di chi la storia l’ha fatta senza che venisse scritta nei manuali. È una storia di emigrazione, di sopravvivenza, di lotta e riscatto sociale. Nato a Luco dei Marsi, in Abruzzo, i suoi emigrano, lui invece resta. Sua madre Angela, preoccupata per il futuro del figlio rimasto in Italia a studiare in seminario, decide di tornare in patria nel 1914 per riportarlo con sé. Un viaggio provvidenziale che lo salva dalla tragedia del terremoto della Marsica, avvenuto solo pochi giorni dopo la loro partenza. Con loro, in grembo, c’è anche il fratellino Alex, “l’unico Massari ad aver attraversato l’Atlantico senza pagare il biglietto”.
La narrazione segue con ritmo avvincente e grande accuratezza storica il cammino di un giovane che, partendo dal fondo della scala sociale, riesce a diventare leader sindacale, giornalista, intellettuale e infine Senatore dello Stato del Colorado. La vicenda di Massari si inserisce nel contesto delle dure condizioni di lavoro nelle miniere, dello sciopero di Ludlow e delle prime battaglie per i diritti dei lavoratori.
Lontano dall’Italia, ma mai davvero separato dalla sua identità, Massari fonda Marsica Nuova, giornale che fa da ponte culturale e civile tra gli abruzzesi d’America e la loro terra d’origine.
Uno degli aspetti più interessanti messi in luce da De Stefano è il coerente antifascismo di Massari. Mentre molti nelle comunità italiane d’oltreoceano si lasciavano affascinare dalla retorica del regime, lui si schiera apertamente contro Mussolini e le sue politiche, prendendo posizione con coraggio e lucidità. È anche grazie a figure come lui se l’opposizione al fascismo poté contare su una rete di resistenza intellettuale e culturale che andava ben oltre i confini italiani.
Tra i suoi meriti culturali, il ruolo nella diffusione di Fontamara di Ignazio Silone, romanzo che verrà pubblicato a puntate sul giornale L’Unione ben dieci anni prima della sua comparsa in Italia. Una scelta che mostra quanto Massari credesse nella letteratura come modo per capire meglio la realtà e provare a cambiarla insieme agli altri.
Il libro si chiude con il culmine della parabola di Vincent: la sua elezione al Senato del Colorado nel 1964 e la realizzazione dell’Università del Colorado del Sud, sogno coltivato per tutta la vita.
Vincent Massari. Cronache di un abruzzese d’America ridà voce a una vita che ha davvero lasciato un segno: una storia personale intrecciata alle battaglie collettive del Novecento. È leggendo biografie come questa che capisci chi ha fatto davvero la storia: non i politici o gli statisti che giocano con i soldatini, le bombe e le vite degli altri, ma persone comuni che hanno lottato, rischiato e costruito qualcosa di concreto.

Titolo: Vincent Massari. Cronache di un abruzzese d’America
Autore: Alessio De Stefano
Casa editrice: Radici edizioni
Pagine: 168
Pubblicazione: marzo 2023
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