Il tesoro della Sierra Madre | B. Traven

Il tesoro della Sierra Madre | B. Traven
Il libro che ha ispirato uno dei più grandi film di John Huston torna in libreria in una nuova, preziosa edizione… col buco.
La scrittura bruciante e disillusa di B. Traven e, in omaggio, due racconti inediti del regista che ne colse tutta la febbre.

recensione di Chiara Bianchi
 

C’è oro nella Sierra Madre, eppure il vero scavo avviene nel sottosuolo dell’animo umano.
Il tesoro della Sierra Madre, romanzo scritto nel 1927 da B. Traven, è molto più di un’avventura esotica fra banditi e cercatori solitari: è una radiografia crudele del desiderio, una parabola mineraria sull’avidità che scava e sgretola, più delle mani, le coscienze.

Traven – figura sfuggente, autore mascherato e forse per questo più libero di ogni etichetta – scrive con un piglio quasi antropologico, disilluso, eppure partecipe, mostrando come l’uomo possa essere divorato dal desiderio tanto quanto dalla fame. I suoi personaggi sono uomini alla deriva: Dobbs, Curtin e il vecchio Howard partono per cercare ricchezza, ma si ritrovano naufraghi nell’abisso della propria solitudine morale. Il Messico che li ospita – arido, immenso, superstizioso, saggio – non fa nulla per consolarli, anzi: li guarda crollare con la pazienza di chi ha già visto tutto.

Il film del 1948, diretto da John Huston, è un adattamento mirabile, quasi uno specchio lucido del testo. Humphrey Bogart, nei panni di Dobbs, offre una delle sue interpretazioni più cupe: l’eroe cinico che si trasforma in persecutore, in ossesso, in preda. La scena in cui Dobbs sospetta di tutto e di tutti, con gli occhi persi nel nulla, è cinema che raddoppia la letteratura. Ma se il film è una discesa negli inferi a passo sicuro, il romanzo è un lento logoramento, una sabbia che si insinua dappertutto, fino a far cedere ogni impalcatura morale. 

Chi era B. Traven? Nessuno lo sa davvero. Forse un rampollo dell’aristocrazia prussiana, forse un marinaio americano. Sicuramente una persona che preferì restare nell’ombra per lasciare parlare i suoi personaggi. Si è detto fosse un anarchico, un ex detenuto, un fantasma con la macchina da scrivere. A lui viene attribuita questa frase «l’autore non conta, contano solo i suoi libri». E a giudicare dalla forza con cui scrive, aveva ragione.

Traven non giudica, ma osserva. E nella sua prosa secca, a tratti documentaria, risuona l’eco di un autore che conosce i margini della società, che parla con la voce di chi è stato operaio, viandante, forse rivoluzionario. La critica all’avidità capitalista è implicita, eppure profonda: il vero tesoro non è l’oro, ma la possibilità (forse irraggiungibile) di restare umani mentre lo si cerca.

Il finale, beffardo e sublime, è una risata del destino che si fa filosofia: l’oro sparso nel vento non è perdita, ma liberazione. E se Howard, l’unico a ridere, appare come un saggio zen travestito da vecchio cercatore, forse è perché ha capito che l’unica ricchezza possibile è sapere quando smettere.

Oggi, grazie a WoM Edizioni, questo classico ritorna con una nuova traduzione di Debora Baratti e Matteo Pinna, attenta alle sfumature linguistiche e morali del testo.
Ma non è tutto: insieme al libro, in omaggio, l’Omega Idiota di John Huston, due racconti inediti del grande regista americano che portò Il Tesoro della Sierra Madre sul grande schermo. Un dialogo postumo tra letteratura e cinema, tra due uomini che sapevano come raccontare la fame, il sogno e il disastro con occhi pieni di sabbia. 

In un mondo in cui le miniere si svuotano e gli uomini si scavano da soli, Il tesoro della Sierra Madre resta un romanzo attuale, feroce e necessario. E la sua domanda più segreta: quanto vale un uomo quando ha troppo? risuona ancora oggi, come un colpo di piccone nella notte.

Oro e argento non portano felicità. Lo fanno forse con te? Voi bianchi uccidete, derubate, ingannate e tradite per l’oro. Vi odiate a vicenda per possederlo, ma con l’oro non potete comprare l’amore, solo odio e invidia. Per accumulare oro, voi bianchi distruggete la bellezza della vita.


Pagine 324
Formato 13 x 23
Rilegatura Brossura in filo refe nero
Lavorazioni speciali Fustella
ISBN 979-12-810069-7-2
Collana Neri
Data di pubblicazione 04/15/2025
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