I bambini della terra selvaggia | Auke Hulst

I bambini della terra selvaggia | Auke Hulst

Nel cuore grigio dell’Olanda degli anni Ottanta, crescere diventa un atto di resistenza e scrivere una forma di salvezza.
Recensione di Paolo Perlini

“Che c’è poi di tanto divertente nello scrivere?”
Kai non rispose. Scrivere non era stata una scelta consapevole: aveva semplicemente iniziato. Quando, esattamente? Non lo ricordava. Era come se avesse scritto da sempre.

Siamo nell’Olanda degli anni Ottanta, nella grigia campagna attorno a Groningen, dove le compagnie petrolifere hanno accumulato ricchezze estraendo gas naturale, lasciando però poco o nulla a chi ci vive. In questo scenario marginale e dimenticato, Kurt, Kai, Shirley Jane e Deedee – figli di genitori bohémien – crescono in un’infanzia ribelle e libera, fatta di caos creativo e fantasia sfrenata. Vivono ai confini del mondo, tra povertà e immaginazione, trasformando il dolore dell’abbandono in nuvole, sogni, giochi, ricordi. A loro si aggiungono gli amici Jarmush e Wilk.
Sognano navicelle spaziali, fondano band immaginarie, progettano film da girare. Nelle loro esplorazioni tra fabbriche dismesse e capannoni abbandonati, osservano – con occhi spalancati e menti febbrili – un mondo che lentamente va in pezzi.
Un mondo in rovina che si apre ai loro occhi come un paesaggio post-apocalittico, inquietante ma stranamente sereno.

“Ogni giorno in cui eri vivo era un giorno in cui non eri morto, anche se avrebbe potuto benissimo accadere.”

Se qualcuno chiedeva a Kai che lavoro facesse suo padre, lui rispondeva: “Vai a vedere al cimitero”. Sua madre, invece, sparì gradualmente, come l’estate che sfuma. Ogni giorno prendeva l’auto, rientrava più tardi, poi restò via una notte, poi due e infine non tornò più. Ma la sua lontananza si faceva sentire attraverso i debiti lasciati o le continue richieste di denaro.
In questo contesto di marginalità, Kai e i suoi fratelli sembrano vivere come piccole Pippi Calzelunghe: abbandonati a loro stessi, cresciuti senza regole, in una libertà caotica e spesso dolorosa. La loro casa diventa un punto di passaggio per assistenti sociali, funzionari, poliziotti, creditori. Eppure, nonostante tutto, riescono sempre in qualche modo a cavarsela.

Per Kai, un rifugio dal caos emotivo si manifesta nella lettura – con una particolare attrazione per la fantascienza – e, soprattutto, nella scrittura. Questo talento, impossibile da ignorare, diventa per lui un mezzo di sopravvivenza e di affermazione di sé. Scrivere lo aiuta a dare un senso al disordine, a evadere dalla realtà, a proteggersi dal dolore e a immaginare e costruire un futuro diverso. Eppure, questa vocazione non è priva di ostacoli. Nel contesto grezzo e maschilista in cui cresce, scrivere viene percepito come qualcosa di strano, fuori posto, addirittura “da femminucce”. Esporsi attraverso le parole significa esporsi al giudizio, alla derisione, al sospetto. La sensibilità diventa un peso, un segno di debolezza. Così, ciò che per Kai è una salvezza, rischia di trasformarsi anche in un ulteriore motivo di esclusione.

“L’immaginazione era un’amica, un rifugio, una via d’uscita, dal qui e ora.”

Con I bambini della Terra Selvaggia, Auke Hulst firma un romanzo sospeso tra autobiografia e finzione, più la prima che la seconda. Una narrazione intensa che restituisce con sincerità disarmante il dolore dell’abbandono e la forza creativa dell’immaginazione. Un libro che lascia il segno, come impronte nel fango della Terra Selvaggia: sporche, reali, indimenticabili.

Si sentiva Kai battere sempre più forte sui tasti. Doveva farlo per forza, l’inchiostro era finito e non aveva soldi per un nastro nuovo. Così scrivere diventò con il tempo un gesto sempre più violento.

Titolo: I bambini della terra selvaggia
Autore: Auke Hulst
Traduzione: David Santoro
Editore: Carbonio editore
Pagine: 320
Pubblicazione: 9 maggio 2025

Compra sul sito della casa editrice


Ti è piaciuto questo articolo? Dacci una mano! Il tuo aiuto ci consente di mantenere le spese di questa piattaforma e continuare a diffondere l'arte.
L'associazione si sostiene senza pubblicità ma soltanto con le tessere associative e l'impegno dei soci.
I Link verso i canali di vendita sono inseriti al solo scopo di agevolare gli utenti all'acquisto.
Sottoscrivi la tessera associativa con una piccola donazione su PAYPAL
Oppure puoi offrirci un caffè.

 

Privacy Policy