Oscar Wilde | Teleny

Oscar Wilde | Teleny

Come dar voce apertamente alla passione tra uomo e uomo: ce lo insegna Wilde

di Chiara Bianchi

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Chiamatela letteratura erotica, elogio a Priapo e all’amore carnale. Chiamatela come preferite, nulla potrà depotenziare la scrittura di Oscar Wilde. Le descrizioni pungenti, precise, asciutte dei sentimenti e degli episodi sono straordinarie. La trama si affida a una sorta di intervista. L’interlocutore anonimo, di cui non sappiamo né sapremo nulla di più, se non che siede accanto al nostro Des Grieux, pone quesiti con curiosità e indulgenza. 
Teleny ha una storia filologica tribolata. Pubblicato anonimo nel 1893, in tiratura limitata e in edizione clandestina – dati i temi trattati le due scelte editoriali trovano risposta – in lingua inglese. In seguito, il manoscritto fu tradotto in francese, erano gli anni Trenta del Novecento, censurando tutte le scene erotiche. E fu questa versione a essere tradotta in italiano negli anni Ottanta, mentre solo nel 1989 vide la luce la prima edizione critica in lingua inglese conforme alla versione originaria. La seconda opera in questo volume edito da WoM edizioni, per la collana Rosa, dal titolo Des Grieux. Preludio a Teleny fu pubblicato per la prima volta nel 1899, poco prima della morte di Wilde, e sarebbe stato il primo volume di un’opera destinata a raccontare la genealogia della sessualità della famiglia Des Grieux. 

Le due opere qui riunite sono state tradotte in italiano da Matteo Pinna, con illustrazioni di Paola Biandolino. 
Oscar Wilde con il suo stile riconoscibile fatto di temi ricorrenti come l’indebolimento dei poteri artistici dell’amante a causa dell’assenza dell’amato; la bellezza, l’arte, il peccato e la colpa, la sensualità delle descrizioni dell’ambiente, dei profumi, dei corpi ci conduce nella vita di Des Grieux, nelle sue pene d’amore, nel suo desiderio carnale e di possesso e di gelosia per l’amato pianista Teleny. Nel circuito borghese in cui Camille e Renè vivono, lo sguardo narrante di Camille ci permette di affacciarci a quel passato e viverlo assieme ai suoi ricordi. L’interessante costruzione della trama, in cui senza dubbio il sesso, l’uranismo sono temi scottanti, emergono altresì numerosi aspetti che rendono il testo pregevole per natura: le citazioni colte – dalla mitologia greca a Shakespeare – la violenza e lo stupro nei confronti delle donne – Wilde descrive l’isteria femminile legata al ciclo mestruale come qualcosa di mostruoso e incomprensibile – il suicidio come ancora di salvezza o liberazione dal peccato, la moralità o l’immoralità della natura, l’attenzione particolare alla figura della madre che da protettiva prende le distanze dai silenzi di suo figlio, l’insistenza sui precetti religiosi, la superstizione e una interminabile ripetizione di due parole: concupiscenza e lussuria. 

«Possiamo chiamare concupiscenza il fuoco ardente e inestinguibile che consumava i nostri corpi?»

In alcuni tratti, emerge senza dubbio lo stile aforistico di Wilde: «Un bacio, è qualcosa di più del primo contatto carnale tra due corpi, è l’esalazione di due anime innamorate», per farne un esempio. 
La forza di questo romanzo sta nella suspence che Wilde è stato in grado di artificiare, e nel finale fa il verso al mito romantico manzoniano con l’apoteosi in chiave omosessuale. 
La seconda opera Des Grieux. Preludio a Teleny racconta l’infanzia e la prima giovinezza di Camille, partendo dai suoi avi. Tornano i temi della verginità, del suicidio, della visione maschile del corpo della donna che «è per selezione naturale fatta per l’amore», al quale corpo non vengono risparmiate violenze e isterismi, mentre la vita di Des Grieux – il cui nome è un chiaro riferimento a Manon Lescaut – si dipana tra esperienze terribili, fatte di solitudini e profondissimi traumi, alla scoperta del sesso e di se stesso. 
Grazie a quest’ennesima prova di scrittura e di libertà d’espressione, Wilde ci insegna come dar voce apertamente alla passione tra uomo e uomo. 


«E se avessi potuto provare realmente per lei un po’ d’amore, credo che mi sarei potuto spingere a sposarla, piuttosto di diventare un sodomita e affezionarmi a un infedele che non si preoccupava minimamente di me».


Titolo: Teleny
Autore: Oscar Wilde
Edizioni: WOM Edizioni
Pagine: 248

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