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Altri dodici cesari | Stefano Tonietto

Altri dodici cesari | Stefano Tonietto

Quando mi chiedono: “cos’è che ti fa ridere? Ora lo so. Con gli Altri dodici cesari ho perfino lacrimato.
di Paolo Perlini

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Vite dei dodici Cesari è un'opera storiografica di Svetonio, scritta in 8 libri e comprende le biografie di Gaio Giulio Cesare e di altri undici imperatori romani. 
Altri dodici Cesari, invece, è la prima traduzione italiana della Historiola Augustula di Gaio Vanesio Svetonietto (Stefano Tonietto). Sono dodici biografie inventate, così assurde e improbabili, ma come dice la quarta di copertina, non sono meno plausibili di quelle vere.
Il biografo illustra in dodici capitoli la vita di coloro che si sono distinti per essere primi in qualcosa, e quindi, il primo imperatore plebeo, donna, inesistente, tossico, repubblicano, doppio, sportivo, non umano, filosofo, insicuro, veramente degno. Nel quinto capitolo si parla addirittura del primo ultimo imperatore.
Nell'analisi di ciascun imperatore, Svetonietto segue più o meno lo stesso schema di Svetonio: premessa, origini e ascesa al potere, azioni di governo, la fine.

Spurio Glebano fu il primo imperatore plebeo. «Inaugurò le grandiose terme fatte costruire dal suo predecessore, ma non vi entrò mai, convinto che l’acqua facesse male alla salute...La scarsa igiene personale era motivo di lamentele da parte dell’imperatrice Patrizia, ma egli sosteneva che "solo chi è sporco si lava, chi è pulito non si lava mai"».
«Da privato non si sposò e viveva con la madre; da imperatore fu obbligato a prender moglie perché nessuno dei suoi predecessori aveva governato senza una donna che lo governasse».

Ed infine i presagi funesti e la morte:
«Negli ultimi giorni del suo principato si moltiplicarono i presagi funesti. Un’aquila planò su un gregge e rapì un agnello. Nacque a Vetulonia un cane Cerbero deforme, con una testa sola. La gallina prediletta di Glebano fu trovata morta nella sua gabbia».

Giugnio Papio Alieno, il primo ultimo imperatore, verso gli ultimi anni diventò vegetariano e vietò che le belve dell’arena venissero nutrite con le carni dei condannati a morte. Per farlo fuori, «si tentò invano di dare fuoco alla sua piscina. Si avvelenarono tutti i suoi assaggiatori, affinché, rimasto senza, non potesse più difendersi dai veleni».

Dissidio fu il primo imperatore insicuro. Sua madre era Diatriba Stoica, «nata da nubile famiglia (nessuna delle sue sorelle, nemmeno sua madre e le sue zie era sposata)». Un suo ambizioso lavoro fu la preparazione di una minuziosa carta geografica dell’Impero, incisa su pietra per durare in eterno e in scala uno a uno, destinata quindi ad essere vasta quanto l’impero.

Il primo imperatore repubblicano, Coccio Dextaliniano, era un uomo semplice e dagli atteggiamenti piacevoli. «Diversi condannati a morte, mentre venivano legati al palo del supplizio, testimoniarono entusiasticamente della calda umanità mostrata dall’imperatore durante il processo». Si faceva sempre vedere in pubblico con la corona di alloro perché temeva di prendere freddo alle tempie.
«Quando si diffuse la notizia della sua morte, lo piansero a lungo e molti ancora lo piangono».

Non so dire quale sia l’imperatore che mi ha divertito di più. Ognuno ha i suoi tratti, i suoi sconfinamenti temporali ma tutti, nelle azioni di governo, hanno eseguito con solerzia l’allontanamento dei giudei. Paradossale, ricco di humor, talvolta così inverosimile da pensare che al giorno d’oggi, uno dei 12 imperatori potrebbe anche esistere e avere un successo trasversale.
E se è vero che nell’impero romano si sono susseguiti 105 imperatori, io mi aspetto che Svetonietto ci racconti la storia degli altri 93.



Titolo: Altri dodici Cesari
Autore: Stefano Tonietto
Editore: Exòrma 
Pagine: 144
Pubblicazione: 26 maggio 2022
Compra sul sito dell’editore 


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