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Le dame del Faubourg, di Jean Diwo

Le dame del Faubourg, di Jean Diwo

Una vicenda appassionante nella quale si fondono finzione e realtà: Le Dame del Faubourg di Jean Diwo.

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C'è chi a vent’anni ha già perso tutta la propria creatività e chi, a sessantotto, dopo la morte della moglie pubblica il suo primo libro, Chez Lipp ispirato dalla storia di una fabbrica di birra. Il romanzo diventa un best-seller e vince il prestigioso Prix Roland de Jouvenel assegnato dall’Académie française. Parliamo di Jean Diwo, uno dei principali reporter di Paris Match e fondatore della rivista Télé 7 Jours2. Nato a Parigi nel Faubourg Saint-Antoine il 27 dicembre del 1914, nel 1985 pubblica il primo libro della trilogia Le dame del Faubourg che vende più di un milione di copie. 

 

Tutto inizia nel 1471, al tempo di Luigi XI. Con un sacco in spalla e il bastone da compagnon in mano (un bastone da camminata che si tramanderà di padre in figlio), Jean Cottion arriva a Parigi in una giornata di sole, si presenta dal maestro Pierre Thirion, mobiliere del Faubourg e qui ha inizio la saga della famiglia Cottion-Thirion, gli ebanisti del sobborgo dove lo scrittore è nato e ha vissuto gran parte della propria vita. 

Le dame del Faubourg è un grande romanzo che segue la grande tradizione francese. È scritto con uno stile leggero, brioso e le quasi ottocento pagine volano via in una settimana. Sono sempre interessanti gli aneddoti storici e le piccole curiosità sull’arte dell’ebanisteria. Comodamente seduti in poltrona, assistiamo alle vicende del Rinascimento, alle guerre d’Italia, alle epidemie di peste e alle persecuzioni religiose, fino all’inizio della Rivoluzione. 

Un affresco ricco di personaggi sui quali spiccano fra tutti le donne, non solo le badesse che reggono l’abbazia, ma le donne comuni: mogli, amiche, sorelle, amanti. Sono loro il vero motore, capaci di non scoraggiarsi mai, prendere in mano la situazione, addirittura tradire il marito durante il viaggio di nozze, pur di raggiungere uno scopo.  

Donne capaci di dire:

«Ma dove la trovi un’altra amante che scriva versi a un meccanico! Comunque, la poesia non è che una parte della nostra filosofia amorosa. Il momento che stiamo per vivere, caro signore, è molto importante e intendo celebrarlo come un atto divino. Per prima cosa ci laveremo, ci ungeremo con del balsamo come gli antichi greci, e ci profumeremo con dell’origano. Poi sceglieremo il gusto dei nostri baci. Per l’occasione ho preparato tre tipi di miele, gelatine di frutta e marmellate. Se vuoi inizieremo con un bacio al ribes nero: non è né troppo dolce né troppo amaro ed è colorato…»

Per dirla tutta, gli uomini non ci fanno poi una bella figura, sempre dediti al lavoro e puzzare di legno e colla.

L’unica pecca, come in tutte le saghe, è che manca quel coinvolgimento emotivo che ti fa gioire e soffrire con il protagonista. Tutto appare come una cronistoria di eventi, talvolta ripetitivi e quando impari a conoscere e apprezzare un personaggio, a un certo punto, senza tanti drammi e in poche righe se ne va. 

Forse è proprio per questo, per i ritmi da Serie TV, che Le dame del Faubourg piace tanto.  

Autore: Jean Diwo
Editore: 21lettere
Data di pubblicazione: 1 set 2021
Pagine: 789

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