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Gli anni incerti: Canzone di fine millennio | Emiliano Dominici

Gli anni incerti: Canzone di fine millennio | Emiliano Dominici

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Gli anni incerti: Canzone di fine millennio - di Emiliano Dominici
Un viaggio lungo gli ultimi tre decenni del secolo (e millennio) scorso, in compagnia di tre amici...forse più che amici. Gli Anni Incerti sono quelli che ci racconta Emiliano Dominici. 

Qualcuno potrebbe dire che è impossibile ma compito della narrativa è anche questo, dare spazio alle possibilità. Quante probabilità ci sono che tre persone, nate lo stesso giorno in tre luoghi distanti, si incontrino e diventino inseparabili? Forse nessuna ed è per questo che il romanzo di Dominici appare come un bel sogno, uno di quelli che al risveglio ti lascia una sensazione agrodolce e ti fa dire: "È impossibile...però sarebbe bello".

Uno di questi tre fortunati è Guido. Nasce all'ospedale di Livorno, a poche ore dalla morte di Judy Garland, celebre attrice, madre dell'altrettanto famosa Liza Minelli.  
Prima di arrivare all'ospedale, Antonella ha strappato al marito la promessa che qualunque sia il sesso del nascituro, il nome lo sceglierà lei. Se fosse nata femmina e se le leggi lo avessero permesso, l'avrebbe chiamata Judy, o Giuditta. Ma è arrivato un maschio, il terzo della famiglia e così lo chiama Giuda. Un nome che suona molto bene abbinato al cognome: Giuda Vox. Ma quando va all'anagrafe a registrare la nascita, il marito Vittorio si fa convincere dall'impiegata e modifica l'ordine delle vocali: Giuda diventa Guido. A questa mancanza Vittorio ne farà seguire altre.

La seconda fortunata è Giulia, nata in un istituto religioso ad Assisi, mentre alla radio viene trasmessa la canonizzazione di Santa Giulia Billiart. Lei vorrebbe chiamarla Tosca ma alla fine, a suggerire il nome è suor Mirella. E Francesco, il padre, aggiungerà il secondo nome Paola, in onore di papa Paolo VI. Lui è un cattolico che ai nostri giorni definiremo ultra ortodosso, tanto che per il battesimo della figlia avrebbe preferito la liturgia in latino e nella culla, al posto della girandola con le api ci sono le sagome dei suoi santi preferiti ritratti nel martirio.

Il terzo è Jerry, che vede la luce a Central Park, New York, durante un concerto dei Grateful Dead. Per chi fosse troppo giovane o musicalmente impreparato, i Grateful Dead furono un gruppo musicale rock statunitense, famoso per il loro stile eclettico e per le interminabili esecuzioni dal vivo. I loro fan seguivano in gruppo i loro concerti, vivendo come nomadi, praticando la filosofia hippy, l'amore libero e l'uso sconsiderato di sostanze psichedeliche. Per questo sua madre Alberta nemmeno sa chi sia il padre del piccolo Jerry, chiamato così in onore di Jerry Garcia, il leader del gruppo.

Tutti e tre nascono il 22 giugno del 1969, un mese prima dello sbarco dell'Uomo sulla Luna, alla fine di un decennio che prelude ai Settanta: anni di stragi, terrorismo, scioperi, proteste, droga. Anni incerti che proseguono fino alla fine del 2001, dove tutto è instabile, anche le famiglie dei tre protagonisti. L'unica certezza, seppure tra molti dubbi, è la loro relazione che ci ricorda Jules et Jim di Henri-Pierre Roché. Quando sono in tre l'unione è perfetta, quando sono soltanto in due (e non importa da come è composta la combinazione) manca sempre qualcosa.

In 370 pagine Dominici ci accompagna in un lungo viaggio intorno agli ultimi tre decenni del secolo scorso. Per qualcuno gli episodi narrati possono sembrare preistoria. Chi è nato e cresciuto in quegli anni può rivivere le emozioni e i turbamenti della propria giovinezza e con onestà dire che nonostante tutto, oggi si vive e si sta meglio. Anche se incompleti.

Gli anni incerti
Canzone di fine millennio
Emiliano Dominici
Editore: Effequ
Collana: Rondini
pagine: 368

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© Paolo Perlini

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