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Sound and Color – Alabama Shakes

Sound and Color – Alabama Shakes

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Prendete la carica emotiva delle voci femminili degli anni ’60/’70, le calde estati dell’Alabama, il rock dei Creedence Clearwater Revival e di tutta la loro generazione, prendete poi il punk, del caro bluesaccio sporco e infine prendete quattro giovani amici che mettono la musica davanti ad ogni altra cosa al mondo, stropicciate tutto insieme, shakerate e otterrete gli Alabama Shakes

 Brittany Howard (alla voce, testi e chitarra), Zac Cockrell (al basso), Heath Fogg (alla chitarra) e Steve Johnson (alla batteria e percussioni) formano il gruppo nel 2009 e da quel momento è una strada in discesa: per fare gavetta girano i locali dell’Alabama proponendo show da 45 minuti di sole cover di rock classico, dai Led Zeppelin agli AC/DC.

Nel frattempo Brittany lavora a materiale inedito, suona e scrive, scrive e suona finché nel 2011 entrano in studio di registrazione e ne escono con il notevole EP omonimo che li farà notare praticamente a tutti quelli che contano. Nel 2012 viene pubblicato “Boys and girls” che sembra spuntato negli scaffali dei negozi di dischi direttamente dagli anni ’70 ma con una inaspettata nota degli anni 2000. L’album è un tale successo che la rivista Rolling Stones nomina “Hold On” – il primo singolo estratto – come miglior canzone del 2012. Quella stessa estate fanno da opening act per il tour estivo di Jack White, completamente innamorato della voce e della potenza vocale di Brittany Howard.

Prima di proseguire parlando del protagonista di questa recensione, ovvero il secondo album “Sound and Color”, uscito nel 2015, non posso non soffermarmi su Brittany Howard.

Genio musicale, chitarrista eccellente, front woman del gruppo e di altri progetti che tira fuori come i funghi, custode di sinergie musicali, paroliera sopraffina, donna, femmina, amante dell’alcol e dei sigari che consuma senza badare a spese, è il vero sistema nervoso del gruppo e di tutto quello che gli gira intorno.

La sua voce che è come uno schiaffo profumato alla vaniglia, è una di quelle personalità che ti stende con la giusta dose di dolore e piacere, un po’ come quella di Nina Simone o Janis Joplin, per fare un esempio banalissimo. Brittany però non è una imitazione di queste Signore della Musica, è piuttosto un’eredità, un regalo, è la fortuna di essere nate con la coppia cromosomica giusta. Brittany Howard è il concetto di eargasm fatto persona.

Dopo il successo di “Boys and Girls” gli Alabama Shakes tornano subito in studio per un secondo album che esce nel 2015 con un sound completamente diverso dal primo. È come se in un anno di tour avessero ascoltato e assimilato gran parte della musica rock, soul e R’n’B degli ultimi 20 anni e l’avessero fatta loro. La trasformazione ci regala un disco meraviglioso che fin dal titolo “Sound and Color” anticipa quella che è una esperienza musicale multisensoriale.

Undici canzoni che trascinano via qualsiasi inibizione emotiva e fisica, il tutto corollato dalla voce ora sensuale, ora fredda, ora straziante di Brittany che si spoglia di tutto il suo passato e ne esce regina del microfono, delle melodie e anche dei testi. “Sound and Color” è il nuovo manifesto di una generazione di musicisti che ascolta, impara, spezzetta, trita e trasforma i propri gusti musicali in eccellenza contemporanea.

Sound and Color” è una piccola esperienza mistica, un angolino di Alabama caldo e polveroso che esce direttamente dalle casse dello stereo di casa vostra e che vi conquista così, senza neanche avere il tempo di opporre resistenza.

Bonus: la mia personalissima scelta di canzoni da ascoltare per innamorarsi dell’album: “Don’t wanna fight”, “Gimme all your love” e “Gemini”, proprio in questo ordine.

© Fiorella Vacirca

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