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Rugo | Affondo

Rugo | Affondo

Pubblicato per Costello’s, l’album d’esordio di questo giovane cantautore conferma le sue qualità, ma non convince appieno.

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Rugo, giovane cantautore pisano, per il suo album di esordio confeziona un lavoro davvero ben fatto; peccato che Affondo, questo il titolo, richiamo alla nobile arte della scherma, rischia seriamente di finire nel mucchione dei dischi che una volta ascoltati finiscono nel dimenticatoio.

E il motivo è semplice: è un album uguale alla miriade di dischi pop, indie-pop se preferite, che affollano la discografia di casa nostra degli ultimi anni.
Si dimostra un artista abile nella scrittura, qualità che unita a un sound elegante e sempre preciso, aumenta i rimpianti. 


ph. Alice Fiorenzi

La voce, educata e dai toni malinconici, di Rugo ci ricorda un primissimo Dente, mentre la ricerca, a volte un po’ forzata, della rima, un Tommaso Paradiso in hangover.
Non c’è niente di male nel muoversi all’interno dei canoni riconosciuti di un genere, ma a volte si corre il rischio di essere stucchevoli. 

Quello che tiene in piedi questo disco è il concept, molto personale, intimo, che ci catapulta, in maniera dolce, nel mondo di Rugo, analizzando in maniera chiara, e a volte, amaramente ironica il concetto di abbandono in ogni sua forma: subito, scelto, fisico o sentimentale che sia.

Questo crea una sorta di empatia con l’autore che permette di apprezzare maggiormente le sue doti compositive, perché le sue storie, sono spesso quelle di tutti noi. 

I passi avanti rispetto a Panta Rei (EP d’esordio del 2016, ndr.) sono notevoli, la scrittura è più matura si percepisce forte la consapevolezza dell’autore nei propri mezzi; peccato che non c’è stato quello scatto, o forse è meglio dire, quell’affondo,  per elevarsi dalla media.

Dal nuovo che avanza ci aspettano meno sbadigli.  

Brani migliori: Don Bosco, Baglioni

 

Tracklist

1. Baglioni
2. Giada un po'
3. Juta
4. Insolitaria
5. Don Bosco
6. Formiche
7. Asintoto
8. Morositas
9. Non sono mica tua mamma 

Crediti

Produzione: Antonio Ciulla, Andrea Pachetti
Registrato e mixato da Andrea Pachetti al 360 Music Factory di Livorno
Master: Andrea Suriani


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