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Lucca Comics and Games 2018 | Il ritorno

Lucca Comics and Games 2018 | Il ritorno
Lucca Comics and Games 2018 | Il ritorno

Una delegazione crunchida di valorose e coraggiose adepte si è immolata per portarvi testimonianza dall’appena concluso “Lucca Comics & Games”, la Mecca di tutti gli appassionati di fumetto, game, cosplay e tutto ciò che fluttua nell’universo nerd.
La maggior parte di noi era alla prima esperienza, abbiamo così deciso di prendere questi quattro giorni e sfidare le leggi fisiche e il maltempo per vedere più cose possibile, nonostante fosse chiaro e cristallino che nemmeno l’applicazione confezionata su misura ci avrebbe salvato.
Il programma era fittissimo, un po’ come la pioggia che ci ha inzuppato il secondo giorno.

I bocconi di eccellenza per noi? Le mete più ambite? Sicuramente incontrare Dave McKean, uno dei più grandi illustratori al mondo (per citare solo alcuni dei suoi capolavori “Cages”, “Sandman”, e il suo meraviglioso Joker in “Arkham Asylum”). Non meno ambito l’incontro con Benjamin Lacombe e maestri del calibro di Junji Ito.

Volete sapere se ce l’abbiamo fatta? Io e Ombretta ci accingiamo a farvi sbirciare il nostro personale diario di bordo.

Lucca Comics and Games | Giorno Uno

Giulia
Il meteo ci ha accolto in maniera abbastanza clemente e dopo un minimo di ambientazione ci siamo subito lanciate verso la meta del giorno.
L’incontro con Dave McKean si è svolto nella Sala Tobino e, nonostante i problemi tecnici che lo hanno obbligato a tenere il suo portatile capovolto per un’ora, è stato davvero illuminante.

Dave ci ha parlato di sogni e di quanto sia importante avere sempre una base di realtà da cui partire per esplorare la mente umana. Vedere le sue opere scorrere davanti ai nostri occhi mentre lui ce le raccontava è stato davvero emozionante, quasi come essere i protagonisti di uno di quei sogni onirici rappresentati nelle sue tavole.
L’incontro è terminato e dopo un bagno di applausi, il karma ci ha fatto un primo piccolo dono: McKean seduto su una seggiolina davanti alla Sala Tobino ha elargito qualche firma ai più fortunati.
Non contente abbastanza siamo andate subito a procurarci la sua ultima fatica allo stand di Edizioni Inkiostro, “Apophenia - Artbook”, accaparrandoci l’opportunità di ricevere uno sketch l’indomani. Niente male come primo giorno! Ma è solo l’inizio di un viaggio nella città magica che non mette freni all’immaginazione e lascia che i sogni facciano il proprio corso fra le vie del borgo straripanti di fantasia e sognatori.

Ombretta

Non sarebbe il primo giorno in un qualsiasi luogo che non sia casa mia se non mi perdo. E infatti mi perdo cercando l’Area Pro, centro di opportunità di incontro con editori e autori, un ambiente in cui si succedono workshop e ansie varie. L’hanno spostato (da quando sono stata al Lucca Comics del 2015) in una struttura molto più confacente e ospita anche la mostra dei  finalisti del Lucca Project Contest.
Nonostante il mio inesistente senso dell’orientamento riesco a tornare indietro in tempo per l’incontro con Dave McKean e l’esperienza si intreccia e sovrappone con quella di Giulia, ma il punto fondamentale, disguidi tecnici a parte, è che il bello di questa fIera è proprio la possibilità di ritrovarti all’improvviso catapultato tra le parole di mostri sacri dell’illustrazione che presentano con informale naturalezza il loro ultimo libro.

Lucca Comics and Games | Giorno Due

Giulia
Abbiamo passato la prima notte nel campeggio e ci siamo svegliate con le ossa inzuppate di umidità.
Piove da far schifo ma ci infiliamo il braccialetto fuxia e siamo pronte a strisciare nel fango. Infiliamo le nostre copie di “Apophenia - Artbook” negli zaini e presto detto ci ritroviamo in fila. Le ore passano inarrestabili. Scambiamo qualche parola con un paio di ragazzi, davanti a noi nella fila, nel tentativo di alleggerire l’attesa, mentre i trailer delle nuove uscite di anime vanno in loop. Dopo due ore ci ritroviamo davanti al Maestro che, ancora una volta, da una grande prova di umiltà e gentilezza che non si può assolutamente dare per scontata.
McKean ci concede una foto tutti insieme e ci sketcha i volumi. Le foto parlano da sole.
Continua a piovere senza pietà.
Tempo di arraffare un boccone che ci ritroviamo di nuovo in fila. Stavolta stringiamo fra le mani “Racconti Macabri” di Benjamin Lacombe e la cornice è Palazzo Ducale, dove ci sono tutte le mostre.


Naturalmente è tutto in ritardo, anche a causa della pioggia che non ne vuole sapere di smettere. Seguo Lacombe da anni e credo di poterlo tranquillamente infilare fra i miei illustratori preferiti e quando lo vedo mi tremano un po’ le gambe. Al contrario di McKean, non ci accoglie con molto calore e simpatia ma la soddisfazione è comunque in esplosione dentro di me.

Ce ne stiamo per andare quando arriva LRNZ che fa da cicerone alla sua mostra. Un’occasione imperdibile! LRNZ è un calderone di conoscenza, è un diamante dalle mille facce (e dalle mille tecniche) e, a vedere i suoi lavori, ci si chiede quante vite abbia vissuto per aver fatto così tante cose applicando così tanti stili e tecniche diverse. Ci accaparriamo anche una copia di “Astrogamma” firmata e ci facciamo firmare anche il poster unico della mostra, nato da un algoritmo che propone una serie infinita di combinazioni di elementi e colori per ottenere una moltitudine di poster unici. Il poster viene autografato da un braccio meccanico, programmato sempre dal genio dell’autore, che riproduce perfettamente la firma.


Non è di certo bastata la pioggia a scoraggiarci, anche per il secondo giorno il bottino è enorme. I muscoli iniziano a far male, ma la strada è ancora lunga.

Ombretta
Quale giorno migliore per fare la spola tra l’Area Pro e gli eventi che si alternano simultanei e beffardi in tutta Lucca. Tutta la mattinata è impegnata nell’incognita dei colloqui e nel tentativo di raggiungere gli eventi che mi ero prefissata.
(Permettetemi una parentesi polemica. Perché infilare Junji Ito in caffetteria, che è una delle sale più piccole e con meno posti a sedere, col conseguente assembramento di persone fuori dalle porte che tentano in punta di piedi di assorbire, se non visivamente almeno acusticamente, brandelli di conversazione giapponese-italiano? Ecco, perché sono bassa e munita di borse ingombranti e non ci ho capito molto. Sicuramente ci saranno solidi motivi logistici dietro ma avevo bisogno di rammaricarmi per la mia disfatta.)
Il tempo di inzupparmi fino alle ginocchia in questi andirivieni sotto la pioggia e raggiungo il valoroso resto del drappello crunchido, in stoica fila per il firmacopie di Benjamin Lacombe. Non devo farmi firmare nulla ma mi inserisco ugualmente nella foto di rito.

Giunge dunque il momento della follia del Lucca Comics 2018, dato che io evito, se possibile, le file come dottrina di vita. Ebbene in questo caso ho deciso che non me la sarei risparmiata. E questa eccezione deve aver aggravato la situazione metereologica dato che per i 50 minuti di attesa nella fila in questione ha piovuto con maggiore intensità. Però la proiezione de “Il ragazzo più felice del mondo” volevo guadagnarmela, alla fine della giornata di maratona. Per ora ne ricordo i sorrisi, ma presto aggiungerò la recensione tra queste pagine.

Lucca Comics and Games | Giorno Tre

Giulia
Il sabato è il giorno peggiore in termini di folla e delirio, è risaputo. Lucca si trasforma in un enorme centro commerciale sotto Natale, in un’oasi in mezzo al deserto, in un’occasione irripetibile di incontrare i propri idoli e realizzare i propri sogni. La gente è incontenibile, la cecina invece è introvabile. Decidiamo di aprire la giornata con il padiglione Napoleone, il cuore pulsante del mondo comics. Abbiamo i nostri espositori di fiducia e approfittiamo per salutare qualche amico illustratore.
Quel che rende speciale questa manifestazione è che, nonostante il caos e la frenesia, ci venga regalato del tempo. Che sia davanti allo stand o davanti a un caffè non ha importanza. Così ci sono le chiacchiere allo stand 001 Edizioni con Massimiliano Feroldi e il suo “OZ” (prestissimo la recensione) e i peschini con Tony Sandoval e Paco Roca. E ci si ritrova un po’ brilli con aria sognante a condividere momenti e sorrisi con persone che fino a pochi attimi prima erano solo grandi fonti di ispirazione su carta. Dai volti già amici (Stefano Bessoni, Carmine di Giandomenico, Helena Masellis, Francesco Dossena, Giulia Pintus, Alessandra Manfredi) ai volti nuovi che speriamo di rivedere presto (Gud, Peracomics, Roger Olmos) è una continua scoperta. Logos Edizioni si riconferma fonte copiosa e garantita di meraviglie visive da mangiare con gli occhi senza nemmeno andare oltre la copertina.
A conclusione della giornata ci lanciamo nell’esplorazione della Japan Town.
I muscoli stanno sempre peggio, ma il cuore sta sempre meglio.


Ombretta
Il sabato è la devastazione definitiva. Una spaventosa formula matematica fa sì che si concentrino un numero pericolosamente alto di persone e di eventi. Ma la mattina il workshop di Shintaro Kago elimina ogni dubbio. Guardare un professionista di questo livello disegnare è un’esperienza chiarificatrice e sbalorditiva. Con la possibilità di fare domande durante il procedere del disegno poi la questione diventa davvero interessante. Terminato l’incontro, che avrei volentieri protratto per qualche settimana, ho tempo di vagare un po’ per le mostre, soffermandomi in particolar modo su quelle di LRNZ, Lacombe, Leji Matsumoto e Junji Ito. L’allestimento delle sale è ineccepibile e poter vedere da vicino le tavole degli ultimi due, i più irraggiungibili geograficamente, vale tutta la fatica e il bagno di folla e le spalle tritate dalle borse in questo sabato del terrore.

Per non farmi mancare nulla decido di inoltrarmi nella Japan Town, non ne avevo avuto abbastanza di gente stipata a quanto pare, e col senno di poi potevo riempire quell’attesa in maniera diversa perché subito dopo mi ritrovo a dribblare persone per la live performance di Junji Ito. Dopo aver confuso pure le location riesco comunque a arrivare e perdere quasi ogni speranza per la fila che si è creata fuori ma fortunatamente nella Sala Tobino entriamo tutti, seduti sulle sedie, per terra o in piedi contro il muro. E sentire aneddoti su dita infilzate da pennini per la troppa stanchezza, ammirazione dell’architettura italiana e descrizione della sue paure maggiori (ovvero gli spettri e sua moglie) mentre Ito completa l’iconica spirale nella testa di Azami (personaggio chiave e simbolo incontestabile della serie Uzumaki) è davvero impagabile.

Questo sabato si riconferma come tra i giorni più stancanti e densi di tutta la fiera e, come sempre, ne vale la pena. E un giorno, a conclusione dell’autodistruzione e del culmine del Lucca Comics, in Piazza Anfiteatro con tutti gli artisti e gli addetti ai lavori ci saremo anche noi.

Lucca Comics and Games | Giorno Quattro

Giulia
Il quarto giorno è quello dei resoconti.
Ma prima di tirare le somme, il teatro Giglio ci apre le porte per un incontro incredibile. “Masters of Horror” vede allo stesso tavolo Dave McKean, Junji Ito, il regista Ruggero Deodato e Alberto dal Lago riuniti per celebrare il duecentenario di Frankenstein. Lascio che sia Ombretta a parlarvene perché è sicuramente più adatta, io dico solo che sarebbe dovuto durare almeno dodici ore.


La giornata procede più lenta e all’insegna dei padiglioni inesplorati, un timido tentativo (fallito miseramente) di entrare nell’area Game Of Thrones e un lieve approccio alle mura.

Ci riserviamo nel gran finale la visita alle mostre, in particolare quella di Benjamin Lacombe.
Uno splendido allestimento fra gli affreschi di Palazzo Ducale che rende giustizia all’eleganza delle illustrazioni esposte. Frida, Alice, Carmen spiccano fra le cornici di legno scure intarsiate e sembrano quasi vive.


Il tempo è ormai scaduto e dobbiamo proprio caricare tutto il bottino e rientrare a casa.
Lasciamo la città mentre le strade iniziano piano piano a svuotarsi con il baule pieno di libri e il cuore pieno di cose belle.

A Lucca non puoi nascondere chi sei, puoi essere chi vuoi senza alcun tipo di filtro o imposizione. E puoi vivere in un infuso di magia per almeno quattro giorni, dove favola e realtà diventano una cosa sola.
Grazie a tutti per averci permesso di creare i nostri ricordi. Al prossimo anno.

Ombretta
Domenica la gente è notevolmente diminuita e inizia a serpeggiare una certa malinconia, sebbene la giornata sia solo all’inizio. Ma sappiamo tutti che è l’ultimo giorno e vogliamo concederci un’ultima scarica di adrenalina.

Master of Horror è l’incontro finale con Dave McKean, Junji Ito, Ruggero Deodato e Alberto del Lago di cui abbiamo bisogno, nella stupenda cornice del Teatro del Giglio, con i suoi divanetti e sipario scarlatto. Si parla del ruolo dell’artista e della sua capacità, se non missione, di poter dare un senso alla miriadi di impulsi da cui oggi ci troviamo bombardati, tramite un racconto visivo di qualcosa che parla della realtà ma che nella realtà non è visibile.
Si parla di nuovi Frankenstein, di ispirazione che produce una fusione tra Shelley e Lovecraft, una visione di incubo per esorcizzare la paura. Si parla di innovazione passata ma talmente efficace da risultare sempre attuale, di cannibalismo e strategie promozionali prima dei social, di Cannibal Holocaust, del suo sequel illustrato e di un suo riscoperto predecessore del 1846, Taipi, il primo libro di Melville, a riprova del fatto che certe suggestioni corrano nei secoli per tutta l’umanità e non ci siano invenzioni del tutto solitarie e prive di un corrispettivo nel passato. Si parla anche di doppia identità, tra fantasy e horror, e di cui per ora ci viene svelata solo l’esistenza ma ne sentiremo parlare nuovamente.

Dopo quest’ultima emozione siamo mentalmente pronti a concludere questo Lucca Comics. Gli ultimi giri sono tra i padiglioni, in tempo per scoprire nuovi irrinunciabili manicaretti che sicuramente condivideremo tra queste pagine (Oblomov Edizioni, ci sentite? Presto vi morderemo tutti i libri di Barbara Baldi, tanto per cominciare), e per salutare tutti gli amici crunchidi che sono ancora in ostaggio negli stand.

La promessa di rivederci in qualsiasi angolo di fiera per poi tornare a Lucca l’anno prossimo è incisa nel buccellato e sospesa nel peschino, non ce ne dimenticheremo.

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