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Racconti Crestati | Contest Sregolato

Racconti Crestati | Contest Sregolato
Racconti Crestati | Contest Sregolato

Racconti in pillole, versatili, digeribili, facili da trasportare e da somministrare.
Raccontati, interpretati sia a voce che in forma illustrata.
Un piatto perfetto per NoidiCrunched. L’abbiamo morso al volo e siamo pronti a condividerlo con voi.

Stiamo parlando dei Racconti Crestati e di Riccardo Boccardi.

Vista la prossima pubblicazione di una selezione dei suoi racconti, abbiamo voluto fare due chiacchiere leggere e gradevoli come un aperitivo e, come al solito, noi ci abbiamo messo tutta la nostra fame e Riccardo ci ha offerto un finger food in prosa davvero niente male.

Per celebrare questo incontro di tendenze complementari abbiamo dunque deciso di lanciare un contest ambiguo e senza regole, come i Racconti Crestati, aperto a tutti gli illustratori, inventori, sognatori e voraci intenditori. Conoscete già la nostra passione per la ricerca e collezione di quanti più possibili punti di vista e interpretazioni, per raccoglierli in un buffet visivo che possa soddisfare ogni palato oculare.

Vi diamo in pasto un Racconto Crestato speciale a tema #Morsi che troverete in fondo alla pagina.

Chiunque vorrà potrà aggiungere agli ingredienti la propria illustrazione che sarà poi racchiusa insieme alle altre in un gustoso libricino virtuale e/o cartaceo.

--> Il contest è aperto fino al 04 maggio 2019. 


 Ed ecco la nostra gustosa intervista a Riccardo Boccardi

Dato che il languorino non ci abbandona mai, i Racconti Crestati sembrano proprio lo spezzafame ideale. Vorremmo saperne di più. Per cominciare: cosa sono queste creste? Sono commestibili?
Dunque, i microromanzi hanno un alto potere energetico, pertanto sono ottimi spuntini da consumarsi nei momenti di debolezza. Vanno assunti con moderazione, questo è indubbio. La quantità di caratteri al loro interno è dosata con parsimonia proprio per evitare indigestioni narrative. Al di là del preambolo nutrizionale, i Racconti Crestati sono testi minimi nati per una diffusione sui social. Sviluppati per una rapida fruizione, affrontano tematiche varie dal grottesco al noir, passando per il fantastico con punte di sentimentale. Simili alle gelatine “Tuttigusti+1” di Harry Potter, leggendo non saprai mai cosa potranno restituirti, se un sorriso oppure una smorfia.

Il formato in pillole è uno dei nostri preferiti. Indubbiamente versatili, facili da trasportare e da somministrare. Le dimensioni dei racconti sono condensate e ridotte per questi motivi? O ci sono altre componenti che ne hanno determinato il destino?
In effetti porto sempre con me una decina di Crestati all’interno di un portapillole in argentone. Nei momenti di stanchezza possono essere offerti agli amici con disinvoltura per movimentare la conversazione. Come accennato prima, la lunghezza dei testi è motivata dal media per cui sono nati e soprattutto dalla mia innegabile pigrizia. O meglio, più che di pigrizia si tratta di eccessiva sintesi e di ritrosia nell’articolare storie complesse. Mi stanco rapidamente di personaggi, intrecci e vicende. Tuttavia questa brevità permette alla fantasia del lettore di colmare i vuoti, sviluppare gli accenni e completare le immagini abbozzate dal testo. 

Il buffet narrativo non poteva che essere completato e esaltato dalla controparte vocale che lo interpreta. L’idea di far leggere i racconti a scrittori, attori e doppiatori c’era fin dall’inizio o si è sviluppata man mano?
Direi che già dopo la pubblicazione dei primi microracconti l’idea di sviluppare un progetto più articolato si è palesata naturalmente. Da qui le collaborazioni con affermati scrittori italiani di giallo e noir, i miei generi letterari preferiti. In seguito le richieste a doppiatori e attori per interpretazioni professionali dei testi e per concludere jingle musicali di cantanti e musicisti. Non solo suoni però. Infatti ad oggi, sul sito (www.racconticrestati.com) esiste una splendida galleria di oltre 800 illustrazioni basate sulle nanostorie. Anzi, lasciatemi ringraziare tutti gli artisti che hanno contribuito alla crescita multimediale del progetto con materiale originale. 

Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica, quanto incide, accompagna, modula i tuoi racconti?
Amo la musica, in particolare jazz e bossa nova, ma non ascolto niente quando scrivo, preferisco avere silenzio attorno. Raramente può esserci un sottofondo che funge più da «rumore bianco» per acquietare la mente. Però a ben sentire esiste nei Crestati un certo ritmo di fondo, una struttura melodica involontaria governata dal piacere per i suoni delle parole. Spesso alcuni microromanzi nascono infatti dall’innata musicalità di un singolo vocabolo, dalla sua intima sonorità. Questa suggestione acustica governa poi l’andamento dell’intera stesura. 

Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Grazie a voi per aver dato spazio ai minuscoli Crestati. Vi comunico in anteprima che uscirà a breve una raccolta cartacea dei racconti, questo mi rende particolarmente felice. Passare dal piano incorporeo del digitale all’oggetto libro è ancora entusiasmante. Dare consistenza alle idee, riappropriarsi della fisicità. In futuro mi piacerebbe sviluppare una rivista dove illustrazione e racconto possano avere uno spazio comprimario. Infine, avendo riscoperto da poco l’amore per il disegno sto lavorando ad una nuova idea basata più sulle linee che sulla parola, il protagonista sarà un boxeur… con qualche disagio.


 IL RACCONTO | MORSI

Rapito dalle filosofie orientali aveva modificato il proprio stile di vita praticando la non violenza, il vegetarianesimo, la meditazione. L’amore verso ogni creatura lo indusse a manifestare pacificamente contro l’allevamento intensivo. Come arma scelse il digiuno appostandosi ai cancelli del vicino stabilimento di pollame. Dopo giorni di sit-in i borborigmi gastrici divennero sempre più intensi sovrastando i deboli mantra meditativi. Al passaggio dell’ennesimo furgone stipato di tenere creature abbandonò la stasi per l’azione. Aggrappatosi alle sponde del mezzo divelse le sbarre delle gabbie liberando i pennuti. Ne trattenne solo uno sbranandolo al naturale.
Nam myōhō renge kyō.  


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L'illustrazione dovrà essere formato A4 a 300 dpi.
Jpg o Tiff in rgb e cmyk.
Buon divertimento!

 

 

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