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Good Behavior - #01 "So You're Not an English Teacher"

Good Behavior - #01 "So You're Not an English Teacher"

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Una volta che si lascia partire la premiere di Good Behavior si ha un po’ quella sensazione che devono provare i Russi quando passano dalla sauna bollente al tuffo nella neve. Abbandonati i corpetti, le cavalcate nella campagna inglese e le forbite conversazioni condite da mestolate di passivo-aggressività durante le cene dello sfarzoso castello di Downton Abbey, Michelle Dockery, protagonista di questa nuova serie, veste i panni di Letty Dobesh, una ladra, truffatrice, alcolista e tossicodipendente appena rilasciata dal carcere che cerca di restare sulla buona strada per poter riottenere l’affidamento del figlio.


Letty, dopo aver perso il lavoro per aver risposto con un calcio negli stinchi a delle molestie sessuali, si ritrova a dover guadagnare denaro alla vecchia maniera: indossata una parrucca e vestita di tutto punto, con l’ausilio di un complice, sgattaiola nelle camere degli ospiti di un hotel di lusso con lo scopo di derubarli. Mentre è intenta a svaligiare l’ennesima camera, Letty viene colta di sorpresa dal ritorno improvviso di uno degli ospiti e nel panico si riesce a nascondere nell’armadio senza farsi scoprire e lì apprende di essere capitata nel bel mezzo di un incontro tra un killer, interpretato da Juan Diego Botto, e un marito che l’ha assoldato per uccidere la moglie.

Ascoltati attentamente alcuni dettagli del piano, Letty decide di sedurre il killer per ottenere informazioni utili ad avvertire la moglie dell’uomo e salvarla. Ma non a caso si dice che nessuna buona azione resta impunita e dunque da quel momento le strade dei due si intrecceranno ineluttabilmente.

Nonostante l’accento americano della protagonista non sia dei migliori - e sospendendo sino a fine stagione il giudizio circa la frigidità emotiva di Juan Diego Botto nell’interpretare un killer senza scrupoli - Letty appare allo spettatore come una donna rappresentata a tutto tondo, che non viene incasellata all’interno di uno stereotipo di cui si ritrova presto ad essere schiava, ma tutt’altro.

L’impressione che si ha nel momento in cui la trama dell’episodio pilota scorre è che la nostra (anti-)eroina sia stata costruita a strati: Letty è certamente una criminale e una tossicomane, ma allo stesso tempo è una madre, è una figlia che viene respinta per il suo bene e del suo bambino. Michelle Dockery dipinge con forza quei momenti di fragilità, di coraggio, di vulnerabilità e di tenacia di cui il suo personaggio ha assolutamente bisogno.

In definitiva Letty è una donna che sbaglia ma che non si dà per vinta e, persino quando sembra raggiungere il suo punto più basso, non è affatto difficile per lo spettatore immaginare di darle un abbraccio e tifare per la sua completa riabilitazione nella società.

Passato lo shock iniziale per il divario abissale che separa Lady Mary e Letty Dobesh, vi sfido a non rimanere impressionati dall’interpretazione di Michelle Dockery, che proprio come la cioccolata è perfetta nella crepe e deliziosa sulle melanzane.

© Stefano Pastore

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