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Atypical – terza stagione

Atypical – terza stagione

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Anche i migliori esploratori avevano dei problemi e affrontavano ostacoli che non avevano previsto. E nonostante tutto sfidavano la paura dell'ignoto. Accettando che potesse condurli al fallimento o, auspicabilmente, a un eventuale successo”.

Questo è il mood che accompagna Sam, e noi con lui, nella tanto attesa terza stagione di "Atypical".
Per chi si fosse sintonizzato solo adesso, con queste parole (tratte da uno degli innumerevoli monologhi interiori del protagonista), Keir Gilchrist veste i panni di Sam, un diciottenne con sindrome di Asperger che, dopo aver ricercato l'amore e una maggior autonomia (soprattutto da Elsa, la mamma, interpretata da una magnifica Jennifer Jason Leigh) si trova di fronte a una delle sfide più difficili: il college.

Fresco di diploma, il giovane protagonista affronta tutte le difficoltà e le novità che comporta il diventare grandi, soprattutto per un ragazzo “diverso” in una società, come quella americana, tutta proiettata verso la competitività.
"Atypical" si riconferma una delle serie tv più interessanti riguardanti il disturbo dello spettro autistico tanto da poterne diventare il simbolo. Episodio dopo episodio Sam cresce ed evolve insieme alla sua rete di sicurezza, formata dalla famiglia, dalla fidanzata e dagli amici.
Il timore principale, riguardo alla serie, era veder appiattita, ridotta a clichè e romanzata poeticamente la sindrome con cui Sam si confronta ogni giorno.
Qualcosa nella narrazione sfugge al controllo ma, del resto, è ciò che succede anche nella vita, proprio come in quella del protagonista, attraverso le piccole e grandi sfide della quotidianità. Come un esploratore, Sam si avventura nel suo lungo e travagliato viaggio: su di lui incombono la paura del fallimento, le statistiche che gli ricordano che lui è “diverso” e che potrebbe non riuscire nella sua impresa. La terza stagione si guarda in apnea, trattenendo il fiato per il protagonista e la sua paura di fallire; per Elsa e Doug, che si stanno ristrutturando come esseri umani e, forse, come marito e moglie; per Casey e la sua voglia di emergere come individuo e non più come l'ombra di Sam.


Le altre storyline si sviluppano un po' in sordina e procedono lentamente, senza troppo entusiasmo.
Due le new entry nel cast: Eric McCormack (Will in "Will & Grace") veste i panni del professor Shinerock, eccentrico insegnate di arte, e Sara Gilbert (Leslie Winkle in "The Big Bag Theory") nei panni della professoressa Judd, severa insegnante di etica. In conclusione Atypical è una serie tv con cui lasciar andare i sentimenti, che continua a farci emozionare, a farci riflettere, ad aprirci un po' di più al mondo e ad essere più concilianti e accoglienti; una serie tv da divorare, una puntata dopo l'altra, in attesa della (speriamo!) quarta stagione.
Consiglio da ipersensibile: tenete sotto mano i fazzoletti, qui ci si commuove!

© Stefania Sanna

Leggi anche la recensione della stagione 1 e dela stagione 2 di Giulia Cristofori

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