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Free State of Jones - Ribellione e razzismo nel sud confederato

Free State of Jones
Free State of Jones - Ribellione e razzismo nel sud confederato

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Sono un grande appassionato di film storici e quando ho letto che avrebbero portato al cinema la storia della contea di Jones (Mississippi) con Mattew McConaughey come protagonista, ho pensato di fare tombola.

La vicenda è poco conosciuta ma molto interessante: durante la guerra di secessione americana un infermiere militare, Richard Knight (McConaughey), decide di smettere di combattere per la causa del Sud confederato e torna alla sua fattoria nella contea di Jones.
All’inizio prova a vivere la sua vita in pace ma la guerra incombe e quando l’ennesima fattoria della zona viene depredata dai soldati confederati in cerca beni di prima necessità, Knight reagisce venendo dichiarato fuorilegge.
La moglie lo abbandona e lui si rifugia nella palude della zona assieme ad un gruppo di ex schiavi.
All’inizio compie qualche atto di brigantaggi ma, man mano che il gruppo si infoltisce di altri disertori e contadini esasperati dalla situazione, il piccolo gruppo diventa un vero e proprio esercito, prende coraggio e strappa al governo confederato il controllo di varie contee dandosi un vero e proprio auto governo al di fuori di Stati Uniti e confederazione: lo “Stato libero di Jones”, per l’appunto.

Il film però non è “solo” questo e si divide in due linee temporali: il passato durante la guerra di secessione americana e gli anni cinquanta del '900 quando in un' aula di tribunale un bis bis nipote di Richard Knight è accusato di immoralità perché ha sposato una donna bianca anche se lui è, secondo la legge, un uomo di colore. L’assurdità della situazione è accentuata dal fatto che viene rimarcato il “problema” ovvero che questo pronipote risulta nero per un ottavo (ovvero la madre del bisnonno era nera).

Il film ha vari temi che si intrecciano e si sviluppano: assieme alle vicende politiche e storiche della contea di Jones si affermano preponderanti anche quelle sociali e personali di Knight: prima fra tutte la sua lotta per l’uguaglianza tra bianchi e neri durante e dopo la guerra.

Sicuramente la vicenda è romanzata ma trae le sue basi da fatti realmente accaduti ed ha il pregio di immergere lo spettatore in una situazione in perenne mutamento come gli anni della guerra civile e la ricostruzione subito dopo. 

Ci riesce con una cura nella scenografia e nei costumi che lasciano soddisfatti anche i più esigenti; al contrario di altri film su argomenti simili (primo fra tutti “12 anni schiavo”) non si perde in inutile crudeltà e non si lascia andare al facile luogo comune del sudista sadico schiavista scavando di più in una mentalità razzista e bigotta che spesso era più pericolosa della semplice violenza fisica.

Gli attori sono bravi a dare espressività ai loro personaggi così come regia e fotografia sono ben studiate e calzanti per un film che incastra vari ritmi narrativi al suo interno.

L’unica pecca potrebbero forse essere i dialoghi, non incisivi o graffianti ma in ogni caso mai stupidi.

In definitiva "Free State of Jones" si può dire un lavoro riuscito e piacevole sia per gli amanti dei film storici sia per chi si trova incuriosito da una vicenda sicuramente peculiare della storia americana.

© Castelletti Marco

 

 

 

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