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#morsostellato06 | Giacomo Bevilacqua

#morsostellato06 | Giacomo Bevilacqua

© Giacomo Bevilacqua per CrunchEd

Bevilacqua.
Ultimamente se ne sente molto parlare un po’ ovunque, in edicola, in libreria, nei telegiornali nazionali.
“Consigli per affrontare il caldo estivo: non uscire di casa prima del tramonto, mangia frutta e verdura, Bevilacqua


Ghghgh.
Sigla! Sipario! Demo!

Sì lo sappiamo, state già costruendo un casco di stagnola per connettervi con gli alieni urlando “Veniteveli a prendereee! Torturateli con "Despacito" in loop per 45mila anni luce, dategli solo della birra sgasataaaa!”

In nostra difesa, però - non tanto per gli e.t., quanto per l’idea aberrante di passare un’estate senza il nostro alcolico preferito, prefecito, despacito - possiamo dirvi che sì, Giacomo Bevilacqua è davvero ovunque: da pochissimo in edicola con Lavennder (ne avevamo parlato qui), in tutte le librerie con graphic novel come Metamorphosis Omnibus (Panini comics, 2014), Il suono del mondo a memoria (Bao Publishing, 2016) e la raccolta delle avventure del suo celeberrimo A Panda piace, Panda che anima persino le strade di Roma con strisce in formato big size all’uscita della metro Jonio.

Illustratore, fumettista, street artist “one shot”.
Ma chi si nasconde davvero dietro il volto di Giacomo Bevilacqua? È amico dei panda o è esso stesso un panda? Sarà forse Banksy? O magari è la Sandra Mondaini nella coppia con Zerocalcare/Raimondo Vianello (se ancora non lo avete fatto, leggete su Facebook le conversazioni che i due fumettisti si scambiano su whatsapp. Crisi di iperventilazione per le risate)?

Da profondi amanti dei suoi lavori, lo abbiamo inseguito saltellando tra fiere e mostre del fumetto come fossero l’ombra degli ombrelloni a mezzogiorno sulla spiaggia, e ne abbiamo approfittato per farci svelare da lui la sua vera identità:

Sono diversi anni che lavori nel mondo del fumetto cimentandoti in parecchi generi, ce n’è uno che vorresti approfondire o su cui hai idee particolari che vorresti sviluppare?
Sono un grande fan del genere horror-thriller, Lavennder, il mio prossimo fumetto, viaggia su quel genere lì, è un genere che mi piacerebbe approfondire.
Magari in futuro, visto che ora sono impegnato in tutt’altro. 

Tra un fumettista e la sua creatura il rapporto è sempre un po’ travagliato, hai avuto problemi con Panda oppure la vostra convivenza è pacifica oltre che prolifica?
La nostra convivenza è sempre stata abbastanza pacifica, in genere è lui che si fa sentire nel momento del bisogno, io cerco di stressarlo il meno possibile.
A volte ci rimane un po’ male se lo trascuro a favore di altro, ma vabe’, fa parte del gioco anche questo.

Un po’ di fan service (per me!) “Il suono del mondo a memoria” non solo è una bellissima storia, ma da essa traspare il tuo amore per la grande mela. È per questo rapporto speciale che hai deciso di “fare tutto da solo” e curare ogni aspetto del volume? 
Hai in mente di raccontare altre storie ambientate a New York? 
Sono un po’ maniaco del controllo, lo ammetto, nei fumetti da autore completo che ho realizzato finora (Metmoprhosis, Ansia la mia migliore amica, Il suono del mondo a memoria) ho sempre fatto tutto da solo, anche lettering e balloon, per me fare fumetti è qualcosa di molto personale, è un ponte che mi lega ad ogni persona che mi legge, ed è una cosa strettamente personale, per questo cerco di fare meno interventi possibili e ci rimango estremamente male se qualcosa indipendente da me nel processo non esce fuori nel mondo in cui io vorrei. Ci saranno altre storie ambientate a New York? Sì, anche se sarà una città di passaggio verso un altro luogo, non posso dire altro.

Com'è stato affrontare la colorazione di una tua storia? Hai in previsione altre sfide tecniche per il futuro?
È stata la prima volta che coloravo qualcosa, mi è servito molto a capire un sacco di roba, mi è servito molto per il fatto che mi sono rimesso in discussione e ho ripreso a studiare, mi è servito anche molto perché il fatto di non saper colorare mi faceva sentire in qualche modo incompleto.

Per quanto riguarda il futuro, Lavennder, il mio prossimo fumetto, sarà anch’esso completamente a colori, e per realizzarlo ho usato lo stesso metodo applicato a il suono del mondo a memoria.

Sul web spopolano le conversazioni WhatsApp fra te e Zerocalcare.
I “discorsi nelle stanze del potere” tra due dei maggiori fumettisti italiani potrebbero essere interessante. Avete intenzione di sviluppare una collaborazione “professionale”? (Anche se lavorare con l’armadillo di fianco può essere stressante).
Non ci sarebbe niente di meglio che pubblicare un libro/raccolta dei vostri deliri: ci avete mai pensato o ve l’hanno mai proposto?
Ahah, sicuramente un libro raccolta di conversazioni whatsapp non è una cosa che potrebbe interessarci fare, per qualcos’altro boh, chi lo sa. 

Hai disegnato murales alla metro Jonio di Roma e ora stai collaborando con Auchan. Per un illustratore abituato a disegnare su spazi piccoli come un monitor, una tavoletta o un foglio di carta, com’è stato l’approccio con i grandi spazi urbani?
Dopo aver realizzato quelle vignette giganti alla fermata della metro Jonio ho fatto fisioterapia alla spalla per quasi un mese.
Mi si era infiammato il tendine sovraspinoso e sembrava la mia carriera fosse finita lì.
Poi invece è andata migliorando quindi tutto ok.
E comunque sì, sono una pecetta, e per rispondere alla tua domanda: l’approccio con i grandi spazi urbani è stato un incubo e non uscirò mai più dal mio studio. ciao.

La collaborazione tra Panda e il WWF sta andando molto bene, gli shopper personalizzati dai tuoi disegni vanno a ruba e contribuiscono a sostenere le Oasi WWF;  torneremo più spesso a vedere il nostro amico Panda, magari impegnato nel sociale?
Sono sempre straincasinato di robe da fare, ma in genere ogni anno non rifiuto mai la collaborazione con almeno una ONG o ONLUS, il WWF e EMERGENCY sono quelle con cui ho collaborato più spesso e sempre molto volentieri, sono piene di persone stra in gamba e che mettono sempre il cuore in ciò che fanno e promuovono. 
Ho sempre considerato Panda un personaggio positivo e promotore di un certo tipo di valori, il fatto che spesso questi gruppi mi chiedano di “farlo collaborare” con loro è una cosa che a me fa sempre molto piacere, quindi sì, se loro vorranno continuare a “chiamarlo” e non sarò proprio straincasinatissimissimo, non avrò alcun problema a portare avanti questo tipo di collaborazioni. 

Sappiamo tramite i tuoi social che hai dei progetti interessanti in ballo, ti va di raccontarci qualcosa?
(“Lavennder” per la Bonelli ma cos'altro bolle in pentola che non puoi svelare?)
Di alcune cose non posso parlare, ma di altre sì, posso dire che Lavennder uscirà il 12 Luglio in tutte le edicole, e che è un fumetto molto particolare, esiste un Giacomo di Metamorphosis, uno di Panda e uno de "Il suono del mondo a memoria", qua vedrete un quarto Giacomo, uno che unisce le atmosfere di "Metamorphosis" con il comparto visivo de “il suono del mondo”
Diciamo che quello che amo fare maggiormente è cambiare totalmente genere e stile ogni volta che passo da un fumetto all’altro, da una sfida all’altra. 
È il modo migliore che conosco per non annoiarmi e per puntare sempre a dare ai lettori qualcosa di diverso.
E infatti ciò a cui sto lavorando ora è una roba che non ho mai fatto prima d’ora.
Ma ancora non ve ne posso parlare :) 

Grazie mille Giacomo, a presto!

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