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#crunch128 | Giulia Tesconi

#crunch128 | Giulia Tesconi

"È un superpotere essere vulnerabili." Vasco Brondi


Ciao Giulia e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Ciao a tutti! Grazie per avermi contattata e per avermi dedicato questo spazio! Sembrerà una risposta banale, ma non c'è un vero e proprio momento in cui ho iniziato a disegnare.. È sempre stata la mia passione: ho cominciato da bambina, il mio punto forte era disegnare persone con le teste quadrate, poi non ho più smesso! Certo, le forme si sono un po' evolute, adesso i volti che disegno non sono più quadrati, li definirei piuttosto "un po' tra le nuvole".
Ciò che mi ha spinto maggiormente a disegnare forse è stato proprio il liceo: frequentavo il classico con indirizzo linguistico.. E LO ODIAVO! I miei quaderni di latino, filosofia, matematica erano pieni di disegni, ma di appunti e formule neanche l'ombra. Quegli anni mi sono serviti per avere sempre più consapevolezza di quale fosse il mio mondo.. certe volte ripenso con affetto al mio professore di italiano che, sorprendendomi con lo sguardo perso in aria, si avvicinava al mio banco e mi "risvegliava" sbattendo forte le mani davanti al mio naso.. sotto sotto credo che lo sapesse anche lui che lì dentro ero un pesce fuor d'acqua!


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Ho scelto di illustrare una strofa di "Qui", una canzone di Vasco Brondi - Le Luci della Centrale Elettrica, a cui sono molto affezionata per svariati motivi. È uno dei miei artisti preferiti, mi piace quello che scrive e come lo interpreta, in particolare credo che queste parole mi ricordino cose che non dovrei mai dimenticare. È quasi un'assurdità affermare che essere vulnerabili sia un superpotere, ma riflettendoci è proprio così: essere vulnerabili significa avere sentimenti, esporsi alle intemperie, alla paura, ai pericoli, ed affrontarli! Essere vulnerabili significa in fondo essere vivi e mettersi alla prova.. e questo in fondo non è un superpotere?


Tra i tuoi lavori sono frequenti le citazioni come accompagnamento dell'immagine. Questo ti rende molto affine ai gusti di CrunchEd e alla filosofia dei Morsi Quadrati. Come decidi di combinare i due elementi? è la citazione a guidare un'esigenza espressiva o è un modo per memorizzarla? O sono determinate immagini che richiedono di essere completate dalle parole?
Non sono molto brava a scrivere e nemmeno ad esprimermi con le parole, trovo molto più semplice disegnare quello che penso, è per questo infatti che associo spesso i miei disegni ad una frase: fondamentalmente senza le immagini non saprei come dire certe cose. Disegno spesso per esprimere qualcosa, che sia un sentimento, uno stato d'animo, una sensazione legata ad una situazione, quello che mi passa per la testa insomma, e questo per me è il modo più semplice e diretto per farlo.


Anche nella tecnica utilizzata si nota un altro tipo di sinergia. Gli strumenti di disegno e colorazione classici sono spesso affiancati da quelli digitali. Questa dualità fa parte di una sperimentazione o è il mezzo che trovi più completo per riportare ciò che ti suggerisce l'ispirazione del momento?
Diciamo che mi piace cambiare e sperimentare tecniche nuove. Mi piace il fatto che ogni cosa che disegno sia diversa dall'altra e sempre nuova. Disegnare in digitale è sicuramente molto pratico e può facilitare o velocizzare un lavoro, spesso disegno interamente con la tavoletta grafica e il risultato mi piace.. Ma quando unisco questa tecnica con il disegno tradizionale credo che il lavoro finale sia migliore! Una delle cose che mi piace di più in assoluto è vedere l'inchiostro e il colore che scivolano sulla carta e si mischiano insieme, proprio per questo credo che non potrei mai smettere di disegnare in modo classico! Unire entrambe le cose, quindi, è il modo che mi piace di più utilizzare e con cui riesco ad ottenere il risultato più completo.


C'è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c'è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Non ho un vero e proprio punto di riferimento, mi piace guardarmi intorno! Amo Alessia Martusciello, fa parte della mia infanzia.. ultimamente sto seguendo molto un'illustratrice inglese di nome Anna Wright, e da sempre seguo Lora Zombie, le sue opere sono esplosive! Devo ammettere, però, di non avere uno "scrittore di fiducia", ossia qualcuno in particolare che leggo più spesso o più volentieri.. forse semplicemente perchè i libri senza le figure non mi sono mai piaciuti Ahaha!


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Ascolto un sacco di musica, ma è quando ascolto cose nuove che mi scatta la scintilla: mi viene in mente un'immagine, un'idea insomma.. Molto frequentemente l'idea iniziale cambia, si evolve e magari diventa qualcosa che non c'entra nulla con quello a cui avevo pensato inizialmente! Però mi piace lasciarmi trascinare da quello che ascolto e trasformarlo in qualcosa di visibile. Due delle mie più care amiche cantano, amo ascoltarle e immaginarle dentro a qualche mio disegno assurdo.. non l'ho ancora mai fatto, ma lo farò presto!

Grazie Giulia! Noi continueremo a seguirti:
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