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#crunch121 | The Monkey Coma

#crunch121 | The Monkey Coma

"Nella solitudine il solitario divora se stesso Nella moltitudine lo divorano i molti." Nietzsche, Umano troppo umano.

Ciao Thomas e benvenuto tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Ciao a voi di Crunched ed inizio subito ringraziandovi per l’opportunità! Ho iniziato a disegnare da piccolo come tutti i bambini fanno; ho preso coscienza della passione crescendo e accorgendomi che questa parte della mia vita era una delle poche cose a rimanere sempre salda.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?

Sicuramente! Devi sapere che con gli anni sto pian piano affinando il mio modo di pensare e di voler vivere e forse Nietzsche è stato una delle micce che ha fatto partire questo processo, mettici in più che credo fortemente nel bilanciamento tra solitudine e socializzazione ed il fatto che si parla in qualche modo di “mordere” ed eccovi sfornato il morso quadrato per eccellenza ahah!!


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?

Ce ne sono molteplici, non credo nell’idolatria ma sicuramente Teo Skaffa, Pac23, Jamie Hewlett ed Eiichiro Oda mi hanno affamato molto in questo senso. Caparezza per me è l’Aristotele del presente, Nietzsche lo sto ancora studiando ma promette bene; ho tante influenze minime e più che “mordere” la vita assorbo come una spugna tutte le cose per poi selezionarle e raffinarle dopo.


I variegati protagonisti ritratti nei tuoi disegni spesso ci guardano (o ci ignorano) mostrandoci una visuale di tre quarti del loro viso.

Ha un significato preciso questa loro modo di comunicare con lo spettatore, né con un aperto primo piano né con un profilo dai contorni un po’ snob? O è tutto un caso e il tuo modo di bersagliarci le pupille di colori ci sta causando delle allucinazioni?
Ahahah diciamo un po’ entrambi in effetti! Premettendo di aver notato solo con questa domanda di fare molte pose in tre quarti, ci ho riflettuto e ti rispondo subito.
La posa di tre quarti canonicamente parlando è quella perfetta per dare tridimensionalità e connotazione allo stesso tempo, non è un caso che nella storia dell’arte, da un certo punto in poi, i pittori se ne siano accorti e l’abbiano adottato appunto come canone. Credo quindi che una posa del genere sia la meno noiosa per un ritratto oltre a dare certi vantaggi stilistici; il soggetto non fissa direttamente lo spettatore (mai guardare “in camera”) a meno che non glielo facciamo fare noi, rendendo però lo sguardo di sbieco e quindi più suggestivo. Inoltre i soggetti che dipingo/disegno di solito cercano di comunicare uno o più messaggi da una situazione che rimane chiusa in se stessa proprio per lasciar lo spettatore libero di guardare e scrutare senza sentirsi uno spione. Il bersagliamento di colori è per unire il corpo alla mente, con il soggetto ragioni sul messaggio mentre i colori lavorano sulle tue sensazioni.


Chi sono i migliori soggetti? Gli umanoidi flessibili, gli animali che ci somigliano più di quanto pensiamo o creature dai confini indefiniti tra il terrestre e l’alieno?
Perché non un bel mix dei tre? Per quanto riguarda gli umanoidi flessibili è colpa del già citato Skaffa che un po’ mi ha messo addosso questo fetish ahaha, credo siano molto espressivi e, se vuoi, drammatici. Gli animali che ci assomigliano (immagino tu alluda alle scimmie) sicuramente adoro disegnarli ma più che altro per quanto riguarda una funzione narrativa che, effettivamente, è quella che mi preme maggiormente.


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?

La domanda della vita!! La prima risposta che mi viene in mente è che la musica sta a me come Venom ad Eddie Brock, mi dà forza, altera i miei stati d’animo, i modi in cui penso e mi consiglia. È indubbio che conoscendomi un attimo si inizia a percepire che tipo di musica stessi ascoltando in quello o questo dipinto, provare per credere!! ;)


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?

Attualmente sto cercando di riappropriarmi della mia salute, paradossalmente facendo il più possibile; ho lanciato un progetto di collettivo in cui credo molto, Cerbero’s Cerebros, assieme ad Alessandro Ferioli (che già avete mordicchiato qualche tempo fa nel #crunch65), ho in box da un anno una mostra da 16 tele che sto cercando di piazzare in qualche galleria (anzi se qualcuno sa qualcosa faccia un fischio eheh) e l’obiettivo è quello di trovarmi presto qualche occasione per esporre, farmi conoscere ed iniziare a vendere per creare ed investire in cose sempre più grosse e migliori, le idee non mancano.


Grazie Thomas e a presto!
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