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#crunch114 | Francesca Filomena

#crunch114 | Francesca Filomena

“People say I am mad. I am not mad. I am trying to heal my soul.” Alejandro Jodorowsky

Quadrato 114 di Francesca Filomena

Ciao Francesca e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Ciao a voi e grazie per aver pensato a me! Onestamente non so dire di preciso quando ho cominciato, ero molto piccola. Ho dei ricordi nella mia testa molto vaghi. Come quando ho disegnato un gatto per cui mia madre è impazzita. Lo ha appeso sul frigorifero per giorni, anche se a me non piaceva per niente e storcevo il naso ogni volta che lo vedevo. Ricordo le maestre che a scuola mi spronavano con progettini creativi o i pomeriggi passati a casa a pasticciare con le matite. Credo sia stata una cosa abbastanza naturale per me, sapevo disegnare, mi piaceva e ho coltivato questa attività nel corso degli anni. Non ho mai frequentato corsi d’arte finché non ho deciso di andare all’Accademia di Belle Arti per studiare grafica editoriale. Paradossalmente, però, ho scoperto il mondo dell’illustrazione solo dopo aver preso il diploma accademico e sono rimasta completamente stregata da questo universo.

Illustrazione di Francesca Filomena

Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
“People say I am mad. I am not mad. I am trying to heal my soul.” Alejandro Jodorowsky

Credo mi abbia colpito l’idea che ci si possa “ricucire” da soli. Ho passato gli ultimi due anni a superare paure personali e professionali. Ho imparato a gestire il mio carattere e ho riscoperto un lato di me che sa divertirsi e abbandonarsi al disegno. Non è stato un percorso facile, ma sicuramente sono cresciuta tanto come persona. Credo fortemente che ognuno di noi possa imparare a vivere meglio e a essere più sereni. Io mi sento vicina ad un mio equilibrio personale, ancora certe volte instabile, ma pur sempre un equilibrio.  


I tuoi lavori oscillano tra ritratti e illustrazioni stilizzate. Che possibilità espressiva ti danno queste due diverse rappresentazioni? Ne preferisci una rispetto all’altra?
I ritratti sono una forma d’arte che ho sfruttato tanto all’inizio, quando volevo imparare a disegnare e per esercitarmi con le varie tecniche pittoriche. Li preferivo a qualsiasi altra forma d’arte perché li trovavo più semplici, ma era solo perché non sapevo bene come sperimentare al di fuori di questo stile che oramai conoscevo molto bene e mi rassicurava. È sempre così, se non mi piace qualcosa è perché non la so fare. Ora le mie preferenze si sono totalmente sbilanciate a favore dell’illustrazione, con la quale posso interpretare e non solo rappresentare realisticamente. Così posso creare mondi fantastici in cui tuffarsi. In una illustrazione i personaggi possono essere più alti di case e nessuno penserebbe sia strano, i colori si possono capovolgere e la scena guadagna intensità invece che perderla, i pesci possono volare e gli uccelli possono essere di carta. 

L’illustrazione è più libera, a mio parere più creativa, e, per quanto mi riguarda, è anche rassicurante l’idea che posso chiudermi in un foglio e metterci quello che voglio. 


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Adoro Modigliani, Gauguin, Klimt. Anche Schiele mi affascina molto. Per quanto riguarda gli illustratori, sono rapita completamente dai lavori di Gabriel Pacheco, Carll Cneut, Rebecca Dautremer e Joanna Concejo. In generale però ciò che più mi intriga e mi spinge a continuare non sono prettamente gli artisti. Mi dà moltissima carica il leggere di persone che si sono costruite carriere dal nulla o hanno raggiunto obiettivi importanti sudando non so quante camicie. Quelle sono le storie che mi stimolano davvero. 


Disegni spesso bambini e scene familiari. È una scelta precisa o sono immagini maggiormente diffuse nella tua fantasia?
Sicuramente, se ho un tema da seguire o una certa situazione da illustrare, si tratta di scelte precise. Però, nel corso del tempo, mi hanno fatto notare che spesso inserisco dettagli ispirati alla mia vita personale o a cose che vedo in giro per strada o nel quotidiano. Credo sia il mio subconscio che parla senza permesso. 

Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Beh, la musica è una costante. Cambio genere a seconda dello stato umorale in cui sono. La trovo estremamente potente. Ascolto la musica quando lavoro per tenermi compagnia, nei viaggi in macchina per creare atmosfera e la uso per sfogarmi quando canto da sola. Mi aiuta a concentrarmi. A volte semplicemente prendo due cuffie e mi isolo dal mondo per un po’.


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Grazie tante a voi, è stato molto piacevole!

Il progetto che ho più a cuore è quello di scrivere e illustrare una storia tutta mia. Vorrei inoltre aprire un negozio online di stampe illustrate, cosa per cui mi sto già informando. Ho anche in sospeso una collaborazione con dei colleghi per una mostra locale dedicata a De Andrè. Spero quindi di riuscire a realizzare almeno una buona parte dei miei propositi. Di idee ce ne sono sempre tante, devo solo imparare a metterle in ordine! 

Grazie a te Francesca, è stato bello conoscerti. Noi continueremo a seguirti:

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