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#crunch68 | Annalisa Ferrari

#crunch68 | Annalisa Ferrari

 "You're so good looking I can barely keep my eyes on the meter." da Manhattan di Woody Allen

Vi è mai capitato di osservare un disegno, di concentrarvi sui dettagli, sulle luci, sulle esplosioni di colori infuocati o di buio assordante e di avvertire distintamente le sensazioni di calore o di freddo, di sentire una carezza sul volto o una spinta in un pozzo nero?
Ci sono opere che valicano il confine tra la realtà e l'immaginazione, il bidimensionale esce dalla cornice e circonda gli occhi.

Come dite? Non vi è mai successo?
Osservate bene le illustrazioni di Annalisa Ferrari, autrice de quadrato di oggi, noterete dopo qualche istante un improvviso calore sulle guance. Provare per credere.

Abbiamo incontrato Annalisa in occasione dell'uscita del progetto Transhuman (ne avevamo parlato qui) e ne abbiamo approfittato per farle qualche domanda:

Ciao Annalisa e benvenuta tra i morsi quadrati! 
Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Ciao e grazie mille a voi! Beh, penso di aver iniziato a disegnare più o meno dal momento in cui ho capito come tenere in mano una matita, all'asilo il momento "artistico" era il mio preferito e man mano che continuavo gli studi la passione non è mai diminuita, anzi. Ho capito di voler diventare fumettista quando presi in mano il mio primo numero di W.I.T.C.H., mi ha affascinata a tal punto da non aver più dubbi su che strada prendere.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Bella domanda, non so da dove iniziare. Effettivamente non c'è una sola persona, in ambito fumettistico sicuramente Jordi Lafebre, vedere i suoi lavori mi stimola a impegnarmi sempre di più. Per quanto riguarda scrittori il mio amore incondizionato va a Daniel Pennac con la sua famiglia Malausséne. Poi ci sono Wes Anderson, Tina Fey, Woody Allen e troppe altre persone che se sto a elencarle tutte rimaniamo qui fino a settimana prossima!

Da dove nasce l’ispirazione? Vita reale, racconti, sogni? Sei mai riuscita a illustrare un sogno che hai fatto o che ti hanno raccontato?
La mia ispirazione nasce dal quotidiano, mi piace scrivere e disegnare storie che parlano di quello che vivo, delle mie passioni e dei miei segreti. Diciamo che quando creo una storia mi apro, parlando attraverso metafore e non. Purtroppo non sono mai riuscita ad illustrare un mio sogno dal momento che ho la memoria di un pesce rosso e mi dimentico di tutto prima che io possa appuntarmelo da qualche parte.

Disegni a mano ma anche computer e tecniche digitali. Che tipo di approccio preferisci, in quale ti senti più a tuo agio?
Decisamente digitale, per comodità. Mi piace molto anche la via tradizionale, quando posso disegno su carta ma in questi ultimi anni ho dovuto compiere delle scelte che mi hanno portata a lavorare totalmente in digitale, dalla matita al colore. Mi trovo davvero bene così, penso di aver trovato un ottimo equilibrio personale.
Sappiamo che state portando avanti il progetto: Transhuman. Ci puoi dare qualche news oltre alle promettenti tavole che troviamo sulla tua pagina facebook e su quella del progetto?
Transhuman è un artbook collettivo incentrato sulla mitologia rivisitata in chiave fantascientifica. Personalmente mi sono occupata dell'illustrazione su Jeanne d'Arc, una figura storica che mi ha sempre affascinata. Transhuman è stato pubblicato a maggio e pian piano lo stiamo portando in diverse fiere. Siamo stati da poco al RiminiComix e ci troverete sicuramente a Lucca, quindi se volete scoprire nuove leggende fantastiche, seguiteci!

Da un punto di vista più pratico, com’è lavorare ad un progetto considerando le diverse e indipendenti identità che compongono questo agglomerato di scienza visiva?
È stato molto divertente, mi piace confrontarmi con persone con diversi stili di disegno e di storytelling. È un'esperienza che mi piacerebbe rifare, è un ottimo modo per migliorare le proprie capacità!

Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Penso che senza musica starei male, è una parte importantissima del mio processo lavorativo, senza una buona colonna sonora non vado da nessuna parte, il silenzio mi distrugge. La musica, invece, mi dà una carica enorme, quando credo di non riuscire a fare determinate cose basta la giusta traccia per farmi cambiare atteggiamento nei confronti della difficoltà. Al momento nella mia playlist ci sono First Aid Kit, Nobraino, David Bowie, Muse, Sufjan Stevens, Florence + The Machine e tanti altri.
Adoro anche ascoltare le OST dei musical di Broadway, sono una grande appassionata. Al momento le mie preferite sono quelle di Hamilton, R.E.N.T., Wicked e The Lion King.

Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Vediamo, a settembre porterò all'esame finale del mio percorso scolastico un mio progetto personale, "Starstruck", una commedia on the road ambientata negli USA. Spero di poterla portare avanti, ci sono molto affezionata.

Se volete saperne di più seguitemi sulla mia pagina Facebook "Annalisa Ferrari Art" e su Instagram "Afsophie".
Grazie mille per l'intervista!

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