#crunch64 | Erika Calabrese

#crunch64 | Erika Calabrese

"You can't die with an unfinished book." Terry Pratchett

Un libro, si sa, non è fatto di parole, inchiostro e carta. Per un occhio più attento e vorace, un libro è vita, ricordo, immortalità. Ci sono libri che ti seducono a prima vista, libri che ti conquistano pagina dopo pagina e poi ti esplodono al centro del cuore come Ulisse fece con Troia, libri che conosci a memoria ma che ad ogni lettura ti insegnano sempre qualcosa di diverso. Ci sono libri che vorresti non terminassero mai, quelli dal finale aperto con la doppia possibilità di scelta su come proseguire la storia e che, ogni volta, rinnovano la sorpresa.

Con i disegni accade la stessa cosa. Non colori in uno spazio delimitato ma mondi che escono dai confini delle pagine o di uno schermo. Per il quadrato di oggi mordiamo l'arte di Erika Calabrese, illustratrice che meraviglia con i suoi lavori che sembrano provenire da un libro di fiabe surreali, mai uguali a se stessi e sempre stupefacenti ad ogni sguardo. Le sue illustrazioni sconfinano dagli occhi e finiscono al centro del cuore.

Con un talento così non potevamo non farle qualche domanda: 

Ciao Erika e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua quindi partiamo subito con una domanda facile e veloce, praticamente indolore: ti va di parlarci un po’ di te e del tuo lavoro?
Ciao e grazie mille! Dunque… Che io ricordi, ho sempre disegnato. Sui miei libri di scuola c’erano più schizzi che appunti e la scelta del liceo artistico è stata inevitabile. Finito anche quello mi sono chiesta “e ora cosa faccio?”. Disegnare è la cosa che più mi piace, più mi rilassa, e quindi mi sono ritrovata a pensare che dev’essere bello disegnare per guadagnarsi da vivere ahah. Non sono ancora riuscita nel mio intento di diventare illustratrice ma continuo a provarci.



Nel tuo sito saltano subito all’occhio le illustrazioni di personaggi fantastici avvolti da colori pastello. Qual è la scintilla che ti fa scattare la mano e iniziare un disegno?
Potenzialmente la scintilla è sempre presente, è che purtroppo non posso assecondare sempre e ovunque la mia sete di disegno. Il disegnare mi risulta una cosa naturale, è come se fosse una miccia sempre accesa.



C’è un autore in particolare, un fumetto o un’opera che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, cos’è che ti stimola a mordere la vita?
Mi è sempre piaciuta l’arte, più o meno classica che sia, e approfondendola anche a scuola è entrata necessariamente a far parte del mio disegno. C’è anche molta influenza da parte del mondo nipponico (manga e anime, street style, cultura, leggende…), e poi naturalmente anche di tutte quelle decine e decine di disegnatori più o meno conosciuti con cui entro in contatto quotidianamente grazie ai vari social e media. Ma se dovessi fare il nome dell’illustratore che tra tutti apprezzo di più sarebbe sicuramente Gris Grimly, di cui adoro sia lo stile che i temi affrontati.

Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
La musica è sempre presente in ogni aspetto della mia giornata e non può certo mancare mentre disegno! Ascolto generi molto diversi tra loro, dal metal finlandese al pop coreano, passando dal rock giapponese, ma non mi capita mai di scegliere cosa ascoltare in base a quello che voglio disegnare. O almeno non consciamente.

Hai uno stile particolare, incentrato molto sulle figure umane o dai tratti umanizzati. Utilizzi dei modelli specifici o ti lasci trasportare dalla creazione?
A dire il vero mi lascio trasportare. Quando disegno non ho in mente un’immagine precisa da riprodurre poi su carta, prende forma mano a mano. In pratica non so bene nemmeno io cosa verrà fuori ahah. In linea di massima, quando disegno senza dover seguire un tema preciso, il risultato sono queste figure androgine, molto esili ed allungate, spesso con caratteristiche animali come orecchie o corna.

La colorazione che utilizzi è molto particolare, dettagliata. Utilizzi una colorazione digitale o preferisci fare a mano e ritoccare in seguito i lavori aggiungendovi dei particolari? 
La colorazione nei miei disegni è totalmente digitale. Non ho mai trovato un metodo “tradizionale” che si addicesse del tutto a me, se non con i pantoni, ma quando ho scoperto il mondo del digitale non ci sono stati più rivali. Ho avuto la possibilità di sperimentare molto e ho potuto trovare un tipo di colorazione che si adattasse al mio disegnare e tuttora sto esplorando in quella direzione. Per quanto riguarda la line art invece, quando c’è, è sempre a matita perché il tratto mi riesce molto più naturale su carta che con la tavoletta grafica. 

Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità e la pazienza: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando? 
Grazie a voi! Al momento, con alcuni amici disegnatori, si stava pensando ad una raccolta di illustrazioni a tema unico, da portare a termine entro la fine dell’estate.

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