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#crunch52 | Glenda Sburelin

#crunch52 | Glenda Sburelin

“Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante." Alda Merini

Cos'è il tempo se non la misura di noi stessi? Nessun attimo è circoscritto, non un giorno che basti a sè e a sè solamente. Non c'è passato che sia solo passato, non c'è un futuro che non abbia basi in questo istante. Il tempo è un concetto fluido, ogni momento si fonde con l'attimo prima e con quello successivo, in un susseguirsi di stati di coscienza che ci portano direttamente al qui ed ora, al noi del presente.
Se si abbandona l'jdea del tempo come concetto puramente fisico e definito, il proprio essere potrà aprirsi ad una piena espressività fatta insieme di ricordi, istinto e visioni, di passato, presente e futuro.

Per il quadrato di oggi mordiamo la meravigliosa illustrazione di Glenda Sburelin, artista friulana che del tempo si fa scudo, abisso e cielo, ricerca e sviluppo. Illustratrice, pittrice, grafica, scultrice, ceramista, insegnante, Glenda è un albero dalla resina ricca - la stessa resina che ama utilizzare per alcuni dei suoi lavori - un albero dai cerchi concentrici e stratificati come le sue illustrazioni che ci permette di sbirciare nei suoi ricordi e insieme di gioire per i rami rivolti al cielo della sperimentazione.

Animi così ancestrali non potevano che stuzzicare la nostra curiosità, ne abbiamo approfittato quindi per fare a Glenda qualche domanda:

Ciao Glenda e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Un saluto a tutta la redazione e grazie per il vostro graditissimo invito.
Il disegno è sempre stato parte di me sin da bambina, una condizione necessaria, il mio dialogo con il mondo, il segno che si fa parola. Ero una bambina piuttosto taciturna e disegnare era il mio modo di comunicare emozioni e comprendere la realtà.
Mi sono avvicinata al mondo dell’illustrazione per ragazzi casualmente, per una sorta di “sincronicità” di eventi: terminati gli studi, ero piuttosto smarrita sulla direzione da prendere, così tentai di seguire la mia passione per la fotografia. A quei tempi si lavorava su pellicola e mi capitò di trovare presso un service di stampa, una busta per un concorso a tre sezioni (fotografia, murales e illustrazione). Tornando a casa, con la busta riposta sul cruscotto dell’auto, vidi adagiato sulla strada, nell’area del mio parcheggio, quello che all’apparenza mi sembrava un uccellino caduto dal nido. Scesa dall’auto, mi accorsi invece che si trattava di una farfalla enorme, una Saturnia del pero. Rincasai con la mia busta in mano e gettai l’occhio sul titolo del concorso... “Sulle ali delle farfalle”. Coincidenza, segno... questo mi spinse a partecipare a quel concorso di illustrazione per la realizzazione di un albo illustrato, che poi ebbe esito positivo con la selezione per la mostra, dandomi così la possibilità di conoscere il fantastico mondo dell’illustrazione per ragazzi. 

C’è un autore in particolare che ha illuminato o illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Oggi siamo circondati da immagini e la grande diffusione di opere, ci espone ad una immersione tale in espressioni artistiche e linguaggi differenti, che può anche disorientare e distogliere l’attenzione dal proprio percorso. È importante per me, mantenere il fuoco sulle linee fondamentali del mio intento artistico e selezionare ponderatamente quelle personalità che possano trasmettere insegnamento o elementi di sviluppo alla mia ricerca. Quello che mi interessa sondare, è il rapporto tra “inconscio, coscienza e tempo” e come esso agisca a livello della percezione della realtà. Pertanto è in questa direzione che rivolgo le mie ricerche, sia sul piano saggistico (da Bergson a Jung, ad autori viventi), sia sul piano espressivo, nella visione di capolavori del passato e nell’opera di artisti contemporanei, che lavorano attraverso un linguaggio di tipo metafisico-surrealista. Questa mia necessità di analisi trova beneficio sia per quanto riguarda l’ambito dell’illustrazione (nella valutazione dei processi cognitivi e dello sviluppo del bambino), sia nell’impianto concettuale della dimensione artistica.

I tuoi lavori urlano un grande amore per l’illustrazione in tutte le sue tecniche, dal disegno a matita all’acquerello. Qual è lo stile che preferisci e che pensi ti rappresenti meglio? Con che strumenti lavori di solito?
La sperimentazione continua sta alla base del mio lavoro. Ogni contenuto narrativo richiede un approccio stilistico diverso. È necessario valutare la tecnica in funzione della rappresentazione di un messaggio, come lo è la composizione e il colore. L’illustrazione porta con se anche tutto quel mondo individuale e personale di linguaggi espressivi e intuizioni, che si palesano non solo attraverso il disegno, ma anche attraverso la tecnica, che ne veicola i significati. Pertanto diventa essenziale l’approccio sperimentale su diverse tecniche, dal digitale al pittorico, alla matita. La cosa importante credo debba essere la coerenza e la riconoscibilità stilistica.

Non solo illustrazioni su carta. Sappiamo che spesso realizzi opere su ceramica, come le tue creazioni per la mostra Flora Mirabilis a Portobuffolè (Tv). La tua immaginazione però non si ferma e invade anche la letteratura, come le recenti illustrazioni per la mostra Libri di versi 8 alla biblioteca di Maniago. Trovi differenze di approccio creativo e comunicativo in base al materiale che usi?
Con il tempo ho imparato ad osservare il mio lavoro in tutte le sue inclinazioni e forme, notando un filo sottile che unisce il tutto. Cercare di intuire quali siano le costanti nella propria ricerca, ci permette di comprendere che gli ambiti di espressione, sono tutti uniti da un nesso logico e pertanto il medium utilizzato diventa semplicemente terreno nuovo di indagine. Il concetto legato alle stratificazioni del tempo sulla coscienza, si esprime perfettamente, dal mio punto di vista, attraverso l’utilizzo della resina ed è proprio su questo materiale che sto rivolgendo il mio interesse.

Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni? 
C’è una musica impegnata, che richiede concentrazione ed immedesimazione nell’ascolto e stimola l’intuizione e c’è una musica di svago e di leggerezza. Come c’è anche una musica di viaggio, per andare lontano stando fermi nella stanza. E c’è il silenzio, necessario, per ascoltare le ragioni dell’anima.

Collaborazioni ma soprattutto mostre personali, ricordiamo la tua recente esposizione “Assaggi d’arte” al Caffè letterario di Villa Varda Brugnera (Pn). Scatta immediata quindi la domanda classica: Progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
La mia attività non si ferma. Sto già lavorando per la nuova edizione di Libri di Versi9, poi a maggio parteciperò ad una mostra d’arte contemporanea a Maribor (Slovenia). E anche qualche nuova collaborazione si sta aprendo... vedremo gli sviluppi.

Grazie mille, Glenda! A presto!
Potete mordere l'arte di Glenda sul suo facebook e sul suo sito.

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