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#crunch26 | Federico De Luca

#crunch26 | Federico De Luca

Divide each difficulty into as many parts as is feasible and necessary to solve it. René Descartes 


Per il quadrato di oggi mordiamo l'arte di Federico De Luca, in arte Kere.
Fumettista e grafico born in Rome ma di base a Berlino, illustratore dei sogni in chiaroscuro che si annidano dietro le palpebre semichiuse, creatore di mondi cupi, Federico crea immagini dallo stile inconfondibile che colpiscono, riempiono e non ti mollano più.

La botta è ben assestata e fa crescere la curiosità. Ne abbiamo approfittato così per fargli qualche domanda.

Ciao Federico e benvenuto tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Da dove viene il tuo nome d’arte, KERE? Che giro ha fatto e di cosa si è nutrita la tua immaginazione prima di approdare tra carta e colori?
Ciao e grazie dell'ospitalità!
Il nick KERE viene dagli anni del liceo. All'epoca si chiamavano "TAG" e bisognava averne uno. Kere, o Chere, appartiene alla mitologia greca e mi fu suggerito da un amico.
Lo uso sempre meno in realtà, ma ci sono affezionato. Non ricordo onestamente cosa facessi prima di disegnare. Ho sempre disegnato, fin da piccolissimo. Non ho ricordi più vecchi: probabilmente il disegno é il mio vero linguaggio e il mio modo di guardare il mondo perché il disegno é nell'occhio prima che nella mano.

Quanto Berlino ha influenzato il tuo modo di disegnare e di sognare?
Berlino mi ha influenzato poco nello stile, ma mi ha offerto l'opportunità di tornare a disegnare assiduamente. È una città che ha questo potere: ti spinge verso le tue passioni. Qui si trova sempre il tempo e lo spazio per coltivare quello che piace. Qualsiasi cosa, nel bene e nel male (a volte). Berlino é un buon posto per avere un sogno.

Una domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali strade sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
La musica e il disegno sono gli opposti che si attraggono: nessuno é mai riuscito a farli coesistere veramente, ma nessuno é in grado di separarli. La musica nel disegno ispira come suggestione emotiva ma anche come soluzione tecnica per concentrarsi. La musica é quello che manca al fumetto, riuscirebbe a completarlo se si riuscisse a fonderli.
Purtroppo non si può. Ogni tanto ho provato, e sto provando, a "fumettare" della musica. Mi diverto molto nel farlo, nonostante la Siae.

Parlaci del progetto di cui vai più fiero e della tua massima ambizione.
Beh, lo scorso anno ho disegnato una storia scritta da John Carpenter, i cui film sono scolpiti del mio immaginario da quando ero bambino. È stata una bella emozione.
Non ho una sola grande ambizione, ne ho tante piccole/medie. Non riuscirò certo a raggiungerle tutte, ma qualche soddisfazione me la vorrei togliere.
Una cosa che non credo riuscirò mai a fare per motivi vari è un'antologia di storie brevi ispirate dai brani più evocativi di David Bowie.

Un classicone per chi alimenta la fame con la curiosità: progetti per il futuro?
Rimanendo sempre in ambito musicale, sta per uscire una mia storia breve ispirata da "The house of the rising house" sempre sulla bella antologia di "Halloween" di Carpenter.
Poi un progetto di cui spero di poter parlare tra poco, ora é troppo presto!

Grazie Kere, al prossimo morso! 

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