Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

Approvo

crunch244 | Clarissa La Viola

crunch244 | Clarissa La Viola

“The ass is the face of the soul of sex”.
Il culo è la faccia dell'anima del sesso

Charles Bukowski


Ciao Clarissa e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo? 


Ciao e grazie mille per avermi invitata. Essere coinvolt* in questi scambi è anche occasione di riflessione sul proprio lavoro.
Risponderò a questa domanda nel modo più classico: ho sempre disegnato.
Questa attitudine poi ha preso una strada leggermente diversa, volevo diventare graphic designer, lo sono tuttora e mi piace molto. Però è un lavoro che toglie quasi completamente il tempo libero se fatto full-time e sentivo che mi mancava qualcosa di molto importante e questo qualcosa era il disegno. Ho studiato Arti Visive all’Accademia di Belle Arti, ma ho iniziato a lavorare in agenzia mentre studiavo ancora per cui mi sono fatta trascinare dagli eventi.
Negli ultimi due anni invece ho rivoluzionato la mia vita dal punto di vista lavorativo e questa passione ha preso il sopravvento, per fortuna!


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?


La citazione è meravigliosamente macchinosa! Credo che anche le mie illustrazioni siano un po’ così (non meravigliosamente), le guardi e non capisci bene cosa siano, poi le riguardi, non capisci lo stesso, ma pensi che abbiano ragione.
Di Bukowski mi piace tanto il modo crudo di raccontare le cose, il suo scrittore preferito poi era Fante che aveva un’ironia tutta sua e che a sua volta amava Dostoevskij, io amo i libri di tutti e tre e a quel punto dovevo solo scegliere.


Le tue illustrazioni presentano una linea netta e pulita, i soggetti sono definiti dal contrasto di colori e dallo sfondo vuoto e complementare. Questo stile ti è sempre appartenuto o l’hai ricercato in più mezzi espressivi prima di trovarlo?


Cerco sempre di ottenere la massima sintesi possibile nei miei soggetti. Mi rendo conto che non sono neanche tra i lavori più apprezzati, ma quando riesco a raggiungere il livello più essenziale senza perdere il tratto e la personalità mi sento più soddisfatta. Probabilmente viene da una deformazione professionale!
Spesso quando ho in mente un soggetto lo realizzo prima in modo quasi realistico, con acquerelli, matite, penne. Dico quasi perché non sono mai stata brava tecnicamente e forse non mi è mai nemmeno interessato esserlo, però per me è un passaggio fondamentale per assimilarlo e farne una elaborazione personale. I colori non li uso quasi mai in modo decorativo ma solo se necessari per esprimere meglio l’idea.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?


Io sono una che piange quando vede le cose particolarmente belle, ho pianto quando ho letto la frase di Fante su Dostoevskij (che citavo prima), ho pianto al concerto di Nick Cave, ho pianto davanti all’Annunciazione di Simone Martini.
Sono anche senza dio però, non sono mai riuscita a dire di preferire un* in particolare.
Dal punto di vista dell’ispirazione mi piace tutto quello che è stato fatto al Bauhaus, mi piacciono i manifesti di Leonetto Cappiello e quelli di Depero e tante altre cose.
 

Anche al loro estremo più surrealista le tue opere sembrano contenere una forte idea di fondo. Nascono quindi da un concetto o da una riflessione? Oppure sono per lo più visioni istintive che al loro trasferirsi in immagine riescono ad esprimersi con tale decisione e autonomia?


Sono vere entrambe le cose. A volte le mie opere sono palesemente schierate socialmente e politicamente, quindi si tratta solo di trovare la giusta forma da dare alla mia idea. E qui era facile rispondere ;) Altre volte, la maggior parte forse, possono sembrare totalmente random. La verità è che queste immagini mi girano nella testa per un bel po’ di tempo, prendono forma e per liberarmene devo disegnarle. La realizzazione poi è molto istintiva e veloce, perché la composizione ce l’ho ben chiara in mente. Mi piace comunque fare associazioni di pensiero o usare una forma per comunicarne un’altra, piegare le forme a mio piacimento.


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?


Spesso a posteriori do ai miei disegni il titolo di una canzone. Forse è pigrizia, per non pensare a un titolo originale! A parte gli scherzi, la musica è fondamentale, perché è formativa, detta gli stati d’animo, l’attitudine. A me piace la musica stonata, mi piacciono un sacco i progetti l* cui cantante non è intonat*, i Pavement, i Sonic Youth, Brigitte Bardot… si vede?
 

Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?


È un periodo un po’ pieno, oltre al lavoro creativo c’è anche l’insegnamento per cui ho una serie di lavori lasciati a metà che mi aspettano. Devo finire di fare il sito, finire un albo illustrato, un quadro a cui mancano due pennellate da mesi. Ho anche una pentola incompiuta fatta al laboratorio di ceramica che non vedo l’ora di (far) usare.

Grazie per l’occasione e per il lavoro che fate, mi sono divertita molto!


Grazie a te Clarissa, noi continueremo a seguirti
Instagram

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS