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#crunch214 | LaVerve

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"Bello come l’incontro fortuito su di un tavolo di dissezione di una macchina da cucire e di un ombrello! - Conte di Lautréamont

Ciao Marco e benvenuto tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?
Come tutti ho iniziato da bambino, alla fine si inizia prima a disegnare che a parlare in genere e, forse anche perché timido e taciturno ho smesso un po' meno di altri!


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Perché penso che per fare qualcosa di artistico serva proporre un'estetica, che è una scelta per forza militante e Lautrèmont con questa frase dichiara che il suo bello è da un'altra parte rispetto dove si è soliti guardare. È provocatorio, e questo mi piace, mi interessa.


I tuoi personaggi dagli sguardi fissi e inquieti sono indimenticabili. Hanno sempre accompagnato il tuo immaginario o sono emersi in un momento preciso?
Un immaginario un po' caotico lo ho sempre avuto, ma i personaggi li ho delineati nel tempo, sono di volta in volta incubi, allegorie e a volte amici immaginari.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Se devo nominarne uno senza dubbio Lewis Carroll. Nel mio lavoro è sempre presente il rapporto con l'infanzia, con il suo ricordo o con le sue metafore. Per Alice il paese delle meraviglie è un luogo non decodificato e per questo inquietante, e il fantastico, un tema a me caro, è questo: il tentativo di far conciliare il mondo interiore a quello esteriore.


Le tue illustrazioni sono estremamente popolate, ricche di dettagli, oggetti e soggetti. Come crei simili agglomerati visivi? Pensi prima a chi ritrarre e dove o si aggiungi elementi man mano che procedi nel disegno?
Cerco sempre di creare dei rapporti tra i miei personaggi, a volte sottintesi, intuibili ma non espliciti. I miei disegni sono spesso finestre su dinamiche oniriche, che vorrebbero incuriosire, pur restando non pienamente comprese. Il disegno lo penso solo in parte, perché disegnare è pensare su carta, il disegnare cambia il pensiero che ho avuto inevitabilmente.

Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Quando penso a una mostra penso sempre alla musica che ci abbinerei, un disegno evoca sempre dei suoni. Amo molto Matt Elliott e Nick Cave, ma anche i Blonde Redhead, Caroline Polachek, Bjork, Lingua Ignota, Lebanon Hanover, Bauhaus, Bowie ( anche i Baustelle). Insomma un po' di nomi fra i tanti!


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Ho finito da poco un libro 'Le Valentine' che chiuderà una trilogia di albi illustrati fatta con Bakemono lab che ragionano intorno al tema della casa, ai fetticci e quindi la memoria. E poi sto lavorando a un fumetto per bambini: 'Testa di Krapfen', che parla di come il disegno può essere un rifugio, ma un rifugio ha bisogno di porte per uscire e per fare entrare gli altri, per non essere una prigione insomma.

Grazie Marco e a presto
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