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#crunch211 | Lia Mariani

#crunch211 | Lia Mariani

“Hush now baby, baby, don't you cry. Mama's gonna make all your nightmares come true”. Pink Floyd

Ciao Lia e benvenuta tra i morsi quadrati! 
Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo? 
Il disegno è una cosa che è tornata da poco nella mia vita. Ho cominciato da bambina, come succede a quasi tutti, quando mi sembrava di avere un  milione di cose da dire e poche parole, poi sono passata dal restauro, dalla scultura, dalla pittura. Nel mio percorso ho cercato e rincorso la mia modalità espressiva fino a che non ho scoperto l'illustrazione. 


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Siamo tutti figli e gran parte della mia generazione ora è genitore. I Pink Floyd raccontano una storia terribile e banale, universalmente condivisa, in termini più o meno drammatici. É un piccolissimo film dell'orrore messo in opera, probabilmente senza nessuna volontà di ledere, mille volte al giorno in mille insospettabili, normalissime famiglie.


I protagonisti delle tue opere sono in gran parte animali. C’è un motivo per questa predilezione o è avvenuta spontaneamente? 
Ho scoperto da Esopo, da La Fontaine, che gli animali sono molto bravi a farsi carico delle emozioni umane e un po' alla volta è diventato molto più facile esprimere attraverso loro la gioia, la bontà, l'altruismo, la cattiveria, la meschinità, la pochezza d'animo, etc.... Ti mettono al sicuro dalla banalità e dal didascalico.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Sono infiniti gli spunti che sono arrivati, che arrivano e che ancora arriveranno. 
Nel mio piccolo sono stata fortunata: ho il privilegio di avere amici straordinariamente dotati che tutti i giorni fanno da esempio e ho avuto il privilegio di studiare con mostri sacri dell'illustrazione.
Una volta qualcuno, che ha fatto la differenza su questa strada e che ha creduto in me nel momento meno probabile, mi spiegò davanti a una birra la differenza tra esecutore ed autore. Mi disse che non ha importanza quanto ci vuole perché il tuo lavoro venga riconosciuto, che la cosa importante è continuare a guardare il mondo con i propri occhi, rimanendo fedeli a se stessi e alla propria visione. Mi disse che è una cosa che costa infinita fatica, ma che ripaga sempre, pensando sinceramente che fossi in grado di misurarmi con tutto questo. É stato ed è il mio spartiacque.


Il tuo stile è minuzioso e cupo. Ha sempre avuto un carattere così ben definito o si è consolidato nel tempo?
La minuzia nel lavoro deve essere compensativa del caos che mi circonda normalmente: io tendo ad essere e creare confusione e probabilmente cerco un modo per mettermi in pace. 
Non mi sono mai sentita cupa, è un aggettivo che è accostato al mio lavoro da sempre, ma che non  mi corrisponde. Il mio approccio può sembrare poco allegro, ma ci metto tutta la mia ironia. Il lato godevole della vita è sottolineato da tanti bravissimi artisti,  per quel che mi riguarda è come se avessi sempre avuto voglia di avere cura di quello che è comunque vita e che risulta meno simpatico. 


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Non è facilissimo da spiegare. La musica è una stupenda compagna, ma a tratti troppo ingombrante: non sono mai riuscita a lavorare avendola come sottofondo. Nel momento in cui la musica è nel mio spazio, lo spazio è solo suo.  


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
I progetti in cantiere sono tanti, le aspettative su me stessa forse esagerate, la voglia di fare e di imparare e di crescere enorme. Stiamo a guardare dove ci porta il vento... 
Grazie a voi della stupenda opportunità!


Grazie Lia e a presto
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