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#crunch134 | Giulia Oberholtzer

#crunch134 | Giulia Oberholtzer

"I'm an instant star. Just add water and stir." David Bowie


Ciao Giulia e benvenuta tra i morsi quadrati! Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo?

Ciao CrunchEd! È un piacere essere qui con voi. Quando ho cominciato a disegnare proprio non lo ricordo… ma in fondo non cominciamo tutti a farlo molto presto? La questione, più che altro, quando si decide di smettere… ecco, io ho deciso di non smettere.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Innanzitutto l’autore della frase, David Bowie, un mito, e poi la sua leggerezza. Essere una stella istantanea, basta aggiungere acqua e agitare. Sembra una maniera molto semplice per essere felici; un gesto banale, una cosa comune, facilissima da trovare, un po’ d’acqua e PUFF, è fatta!


Le tue illustrazioni sono un tripudio di colori che dominano il foglio, circoscritti appena da un disegno presente ma molto sottile e discreto. Come li gestisci? Fai delle prove prima di passare alla tavola definitiva o sono i colori stessi e l’istinto a decidere dove andranno a collocarsi?
La gestione dei disegni e delle palette di colori è sempre un po’ un casino, seguo uno schema ma ho moltissime varianti. Di solito inizio con uno schizzo su carta, al computer, col mio amato Illustrator, finalizzo l’immagine e poi infine scelgo i colori. A volte la giusta cromia arriva subito, a volte bisogna faticare un po’ di più.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Come non ho un film preferito, o un colore preferito, non c’è un solo autore, ma ce ne sono tanti e ce ne sono stati tanti altri cambiando e crescendo… scrittori, pittori, cantanti, ma fondamentalmente lo stimolo di prendere la vita a morsi ce l’ho dentro, fortissimo. Sono affamata, lo dico sempre, curiosa, avida, anche un po’ ingorda. Con la testa, per esempio, sto sempre in viaggio, ultima grande avventura: snorkeling con i leoni marini in Bassa California.


Nei tuoi lavori è ricorrente il tema del circo e ci sono molti dettagli che ci parlano di un interesse per i tatuaggi. Da dove nascono queste suggestioni? Ti hanno influenzata da sempre o li hai scoperti nel tempo? C’è un nesso tra loro?
Ho sempre avuto un interesse per la “Cultura Alternativa”, i rave, i centri sociali, i concertini rap… senz’altro i tatuaggi fanno parte di questo ambiente. Il circo, invece, è inteso come una community nomade di artisti, ed in questo senso molto vicina all’idea del movimento rave e molto lontana dall’idea di circo alla Moira Orfei. Amo moltissimi gli animali, amo disegnarli, ma liberi!


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Essendo una ragazza molto sensibile, lunatica, metereopatica, soggetta a repentini cambi d’umore, la musica agisce moltissimo sul mio stato d’animo. Mi piace un po’ di tutto, dal rock al punk al rap all’indie rock all’elettronica. Mi accompagna sempre nel lavoro, di solito scelgo delle cose soft, di sottofondo diciamo, ma quando ho bisogno di una bella carica metto sempre gli Offspring.


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Progetti futuri tantissimi. Vi racconto quello che si concretizzerà per primo: un libro che ho scritto ed illustrato, che uscirà a giugno con Curcio Editore, per i ragazzi delle scuole medie. Parla di bullismo, anzi, di boollysmo, in una versione storpiata del mondo dove ci sono solo antieroi ed i personaggi delle favole non sono più quelli di una volta, si sono dovuti adattare alla nostra realtà, trovarsi un nuovo lavoro ed imparare ad usare i social network.

Grazie Giulia per essere stata con noi! Un grosso in bocca al lupo a te per tutti i tuoi progetti! Noi continueremo certamente a seguirti:
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--> Leggi la nostra recensione del suo libro Fernando senza Effe

 

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