Talianka, intermezzo sulla vita di un eroe, di Agron Y. Gashi

Talianka, intermezzo sulla vita di un eroe, di Agron Y. Gashi
Talianka, intermezzo sulla vita di un eroe, di Agron Y. Gashi

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Davanti a uno spettacolo di magia, prestidigitazione o illusionismo, che tipo di spettatori siete? Osservate con attenzione, alla ricerca di un passo falso del mago, desiderosi di scoprire il trucco, o preferite vivere il momento, godervi il tutto come se fosse un miracolo?

Io faccio parte dei secondi ed è per questo che non vi parlerò molto di Talianka. Vi dirò solo che la storia ruota intorno a un fucile nato in una fucina di Torino, forgiato dalle mani del maestro Salvatore di Varese.
Un fucile che viene lucidato, amato, trattato come un feticcio.

“Mixha, per come lo conoscevano quasi tutti da quelle parti, aveva solo tre passioni:
La donna e naturalmente le donne.
Il fucile e naturalmente le armi.
Il racconto e naturalmente la storia.”

Vedete come parla l’autore? Subito, nelle prime pagine, avevo storto il naso, poi ho capito che questo era il suo stile, ironico, sarcastico, capace di scrivere come farebbe un fucile, se ne fosse capace. Quasi degli elenchi puntati, sparsi qua e là, piccoli colpi sparati con caratteri di piombo perché, la talianka in realtà spara poco.

“La grande cura che aveva per la talianka, tanto quanto per la moglie, era un lavoro ben pensato.  Per Mixha, la donna e il fucile avevano tre cose in comune, ed era in grado di ripeterle in ogni momento:
La donna e il fucile non si toccano!
La donna e il fucile non vanno lasciate in mani sconosciute!
La donna e il fucile ti tolgono la vita e te la proteggono!”

Un fucile che viene nascosto sottoterra. Come i libri, perché in certi paesi balcanici chi legge fa paura e quindi i volumi si seppelliscono, soprattutto se è prevista in paese la visita di un politico importante . La sepoltura avviene in un luogo lontano da casa ma non in terra sconosciuta, dove l’erba cresce velocemente in modo da far perdere le tracce, vicino a qualche albero e in un posto che nessuno può indovinare.

La talianka è un fucile che nonostante le cure invecchia ma da cui è impossibile staccarsi:

“Invano cercavo di persuaderlo che la sua talianka era ormai un prodotto antiquato:
che lei era un prodotto del 1938;
che lei non poteva contenere molti proiettili;
che lei ormai non era più nemmeno un oggetto di discussione”.

Così come è difficile staccarsi da questo romanzo. L’autore sembra che abbia intinto la penna nel realismo magico di Marquez e ci racconta episodi, aneddoti, personaggi da cui è bello farsi incantare.
Giunto alla fine ti chiedi: “Come mai le grandi case editrici si lasciano sfuggire questi capolavori? Come mai è pubblicato da una "piccola" casa editrice, la Ensemble Edizioni?
La risposta è semplice: le grandi case vivono con i nomi del passato, su una manciata di illustri e poi su un’editoria che è tutto tranne che cultura. E solo le piccole case conservano il gusto della ricerca, della scoperta, del rischio. E il piacere della contaminazione con altre letterature.

Talianka è stata la seconda e ultima sorpresa del 2016, e lo ricordo benissimo, l’ultimo acquisto alla Fiera Più Libri Più Liberi, poco prima di lasciare il Palazzo delle Esposizioni. Forse per la copertina, forse per come me l’aveva raccontato il ragazzo dello stand, non ho avuto esitazioni.

Talianka è il primo romanzo kosovaro tradotto in Italia,  siate anche voi tra i primi a leggerlo. Per quanto mi riguarda, conto di rifarlo a breve.

Talianka. Intermezzo sulla vita di un eroe
Editore: Ensemble (1 gennaio 2016)
Collana: Échos
Pagg. 176

© Paolo Perlini

 

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