A chi appartengono davvero le nostre città?
Ce ne parla Lorenzo Pierini
Quest’anno sento di aver trovato un po’ di sollievo dal caldo asfissiante che ha attanagliato l’Italia nella compagnia del saggio di Elena Granata. Liberatorio e fresco, La città è di tutti parla e analizza le tante trasformazioni che caratterizzano il nostro complicato rapporto con le città e con chi le abita, così come con l’economia e l’utilizzo degli spazi pubblici. Spesso al centro di discusse riqualificazioni, sarebbero proprio questi ultimi a definire il livello di civiltà delle nostre città, oltre a rappresentare un’ulteriore difesa dalle temperature cittadine, divenute insostenibili negli ultimi anni.
Estendendosi oltre il diritto alla casa, Granata sviluppa un discorso legato alle nuove condizioni sociali degli abitanti delle metropoli e alle massicce trasformazioni dello spazio pubblico, ennesimo riflesso di come stia cambiando l’uso che la nostra società ne fa, tanto da parte degli abitanti quanto da parte dei turisti. Termini come “turismo estrattivo” non dovrebbero sorprenderci se pensiamo a quello che succede nella Barceloneta o nella vicinissima Venezia. Eppure, sono condizioni relativamente nuove a cui dovremmo trovare una risposta, capace di conciliare il diritto al turismo con un’economia responsabile che non trasformi la vita quotidiana in una merce.
Si parla quindi di privatizzazione degli spazi, di allontanamento di certe fasce di popolazione dalla scena pubblica, anche giovanissime, o di persone con disabilità, che hanno bisogno di essere incluse e riportate all’interno di un panorama quotidiano che deve tornare a parlare a tutti, dando forma a una vera inclusione.
Da queste premesse nasce l’interessante capitolo dedicato ai bambini e ai nostri primi cinquemila giorni. L’analisi da cittadina e madre è puntuale, a volte pungente, in un mondo post-pandemico e iper-igienista che nasconde la propria prole e, al tempo stesso, la allontana dagli spazi di comunità, di scoperta e soprattutto di crescita. Forse il capitolo più liberatorio del saggio.
Tra esempi virtuosi, certamente anche italiani, e criticità che attanagliano le economie delle nostre città, La città è di tutti rappresenta una lettura consigliata ad addetti ai lavori e non, a chi ha a cuore la propria città e a chi non riconosce più quelle peculiarità che, in passato, hanno portato le persone a scegliere di vivere proprio in città invece che in campagna.
Quando ci ritroviamo i feed dei nostri social intasati, ogni estate, di post sulla “vita lenta”, dobbiamo ricordarci che il buon vivere dovrebbe essere possibile oltre la dimensione della provincia o del paese, e quindi anche nell’ambiente urbanizzato, che ha bisogno di essere continuamente ridefinito e adattato a mutamenti costanti, tanto sociali quanto materiali.
L’analisi di Granata è quindi benvenuta in questa calda estate: porta ottimismo e nuovi modi di guardare all’ambiente costruito intorno a noi, offrendo una nuova e fresca prospettiva sulla città.

Titolo: La città è di tutti
Autore: Elena Granata
Editore: Einaudi edizioni
Lunghezza stampa: 236 pagine
Data di pubblicazione: 2026