Machina Mystica | Pietro Verzina

Machina Mystica | Pietro Verzina

Di questo libro è difficile parlare: è molto meglio leggerlo
Recensione di Paolo Perlini

Non mi capitava da anni di provare quello che sentii da ragazzo scoprendo Celati e Cavazzoni: la certezza di avere in mano una letteratura che inventa, crea mondi, cammina su terreni poco battuti. Ti fa ancora dire: oh!

I fatti, in breve. Un eroe mitico, il divino Radcliff, scende al centro della Terra entrando nell’occhio rettangolare di una capra e vi trova una macchina «mystica» che governa il mondo. Sono sette discese, una per capitolo. Ognuna fa da cornice a una serie di racconti indipendenti, con personaggi che non somigliano a nessuno, episodi che paiono inverosimili ma sono raccontati così bene che se qualcuno mi dicesse: “guarda che è tutto vero”, ci crederei.

Tanto per dire, potreste essere afflitti dalla sindrome di Killipishiti senza saperlo:

«Nonostante il crescente interesse nei suoi riguardi, la sindrome di Killipishiti è un male ancora sostanzialmente oscuro. Non se ne conoscono i sintomi, il decorso e la prognosi, figurarsi le cure, ma sin dalla sua scoperta sono stati ad essa riferiti migliaia di casi in tutto il mondo […] Sahabzade Jatinder, il primo malato scoperto dal dottor Killipishiti, ha di recente dichiarato: “È terribile essere in questa condizione. È un’ingiustizia. Qualunque altro malato sa perlomeno di cosa è affetto, o si accorge che qualcosa non va: noi non sappiamo mai cosa aspettarci e viviamo in un’eterna sospensione. Ogni giorno potrebbe essere quello della nostra morte, ogni sensazione del nostro corpo potrebbe essere dovuta a un male che non conosciamo. È un’angoscia insostenibile.”»

Potreste anche essere stati contagiati dal morbo di Takashi, dalla sindrome di Piritaru e da molte altre che è bene conoscere. Così come è utile sapere tutto sulle sagre che si tengono in Italia, quella della girandola di Canbagnato, del macinato di Favazzano, del fungo velenoso di Piccalabruncino. E non meno curioso è scoprire le Madonne sparse per la penisola, i serial killer, perfino gli amanti.

Potrebbe sembrare tutto confuso, casuale. Invece in questo caos c’è un ordine: lo si intuisce andando avanti e se ne ha la conferma davanti al sommario finale.

Per questo è difficile parlarne. Leggere Machina Mystica è come assistere a uno spettacolo pirotecnico. Partono i primi botti, discreti, e vi dite che è un bello spettacolo. Poi la tensione cresce, le esplosioni si fanno più alte e più audaci, e a un certo punto siete convinti che di più non si possa fare: l’artista ha già dato tutto, è impossibile andare oltre. E invece ci riesce. Parte un ultimo lancio che non vi aspettavate e che ridimensiona tutto quello che avevate visto fino a lì. Così fa Verzina, e a noi non resta che toglierci il cappello, ringraziare e tornare a casa contenti.


Titolo: Machina Mystica
Autore: Pietro Verzina
Casa editrice: pièdimosca edizioni
Pagine: 400
Pubblicazione: settembre 2025

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