Sara è una giovane neolaureata con un contratto temporaneo in un ufficio pubblico. È alla sua prima esperienza, senza particolari aspettative, ma con l’ingenua eccitazione di chi pensa che lavorare significhi capire e fare. Scopre presto, però, che lavorare in quell’ufficio significa rispettare le regole, e rispettarle vuol dire non capire, né fare; al massimo, lubrificare una macchina burocratica rumorosa, incrostata di ruggine e già in decomposizione.
Il compito di Sara è gestire un nuovo software che non funziona, grazie al quale gli utenti (che spesso non sanno usare i computer) possono inviare segnalazioni o lamentele che, in ogni caso, fanno già di persona, tutti i giorni. A metà fra Alice nel paese delle meraviglie e Gregor Samsa, Sara realizza subito che in quell’ufficio il suo vero lavoro è non lavorare.
L’ufficio è uno spazio asettico e ostile: scrivanie inutilizzate da anni, colleghi che sembrano venuti da un altro pianeta, il linguaggio giuridico è la loro lingua madre. È ansia da prestazione? Un divario generazionale? O forse, Sara si crede solo meglio di tutti loro?
/con·cór·so/: Affluenza di un numero notevole di persone in un dato luogo; dal latino concurrere, “correre insieme, gareggiare”.
Basterebbe superare un concorso per mantenere quell’impiego sicuro, il posto fisso, lo stipendio a cui tutti aspirano, che renderebbe felice sua madre e le svelerebbe, finalmente, il significato della tranquillità. Ma nel mondo di Sara , così come nel nostro, “concorso” fa rima con precarietà, noia, burocrazia e solitudine.
Sara Mesa scrive un romanzo estremamente contemporaneo, fatto di momenti microscopici, poi guizzi creativi e improvvise realizzazioni. Le parole de Il concorso – tradotto da Elisa Tramontin per La Nuova Frontiera – sono la materia prima o la struttura stessa dell’ufficio: contenitori senza contenuto, pezzi di Lego che la protagonista assembla per scrivere le sue poesie anti-noia.
L’impiego pubblico diventa un gioco senza slanci, il boss finale è un test a crocette, e la vittoria non salva nessuno. Mesa scrive un coming of age dentro un ufficio che coincide con il mondo intero, e attraverso piccoli gesti che generano maree. Fra il comico e il tragico, suppura il malessere di più di una generazione che, alla fine della fiera, non chiede realizzazione, ma di lavorare con dignità. Il concorso non offre risposte, però ci mostra l’impasse in tutto il suo inquietante splendore: un nuovo patto fra il lavoro e la ricerca di sé è una battaglia che ancora combattiamo.
Il concorso | Sara Mesa

Titolo: Il concorso
Autore: Sara Mesa
Editore: La Nuova Frontiera
Data di pubblicazione: 2025
Lunghezza stampa: 224 pagine
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