Ryu. Vita, amore, morte all’ombra del Drago | Akira Higashiyama

Ryu. Vita, amore, morte all’ombra del Drago | Akira Higashiyama

Mistero, memoria, formazione e l’arte di ingraziarsi la dea Volpe.

Recensione di Paolo Perlini

Pubblicato in Italia da 21lettere nella traduzione di Daniela Guarino, Ryu. Vita, amore, morte all’ombra del Drago è il romanzo con cui lo scrittore taiwanese Akira Higashiyama ha vinto nel 2015 il prestigioso Premio Naoki, uno dei riconoscimenti più ambiti della narrativa giapponese.
La storia segue Ye Qiu Sheng, diciassettenne di Taipei negli anni Settanta, un ragazzo scapestrato che porta con noncuranza l’uniforme scolastica e si caccia spesso nei guai in compagnia di amici poco raccomandabili. La sua vita cambia drasticamente quando scopre il cadavere del nonno, Ye Zun Lin, assassinato brutalmente nel suo negozio. L’uomo, un ex militare del Kuomintang, portava sulle spalle un passato oscuro: durante la guerra civile cinese si era macchiato della strage di Shahezhuang, dove cinquantasei civili furono massacrati. L’omicidio, che appare come una vendetta più che come una rapina, spinge Ye Qiu Sheng a indagare, aprendo una crepa nel suo percorso di crescita.

Il romanzo si muove su più piani narrativi che si intrecciano con naturalezza. C’è innanzitutto la dimensione del giallo, con il mistero legato alla morte del nonno e la sete di giustizia che spinge Ye Qiu Sheng a indagare, trasformando la sua vita in una ricerca ossessiva di verità. Al tempo stesso il libro è anche un romanzo di formazione, perché segue il protagonista nel suo percorso dall’adolescenza all’età adulta: dalle bravate giovanili e dalle prime infatuazioni sentimentali fino alle delusioni amorose, alle amicizie sbagliate e all’esperienza dura della scuola militare. 
Accanto a queste vicende private prende forma un affresco storico e sociale che restituisce tutta la complessità della Taiwan degli anni Settanta, ancora segnata dalla legge marziale e attraversata da forti tensioni identitarie tra i waishengren, i cinesi emigrati dopo il 1949, e i benshengren, la popolazione nativa dell’isola, con il peso della guerra civile cinese che grava come un’ombra sulle nuove generazioni. 
A tutto questo si aggiunge una vena di realismo magico, che emerge dalle superstizioni popolari, dalle presenze degli spiriti e dalle leggende legate alla dea Volpe, figura misteriosa e al tempo stesso protettiva, che sembra vegliare sul destino della famiglia.

«Le case venivano distrutte, perfino le bare venivano disseppellite e utilizzate come legna da ardere».

Uno degli aspetti più interessanti del libro è la capacità di Higashiyama di intrecciare storia e memoria familiare: il passato violento di un uomo diventa un’eredità ingombrante per il nipote, chiamato a fare i conti con il senso di colpa e con il bisogno di risposte. Al tempo stesso, la vicenda personale si intreccia con i grandi eventi della Storia, ricordando al lettore come le guerre e le scelte politiche possano lasciare cicatrici profonde nelle generazioni successive.
Lo stile alterna toni drammatici a momenti più ironici e perfino grotteschi, con scene che alleggeriscono la tensione pur rimanendo radicate in un contesto sociale violento e patriarcale, dove punizioni corporali, criminalità e soprusi sono parte della quotidianità. 

«Quando il taxi arrivò a casa nostra, mia madre, mia nonna e le galline dallo sguardo torvo ci vennero incontro. Mia madre mi prese a cinghiate sul fondoschiena e quando fu stanca la nonna le diede il cambio. Persino le galline mi beccavano sulle gambe. Io restai buono a farmi picchiare».

L’autore non risparmia al lettore immagini forti, ma riesce anche a donare alla narrazione un ritmo avvincente. Dopo l’ultima pagina resta sulla pelle il profumo d’Oriente, tra memorie sospese, verità che bruciano e ombre che continuano a parlare.

«Si dice che esistano luoghi in cui nemmeno le galline deporrebbero le uova o i conigli farebbero la cacca e il villaggio in cui viveva lo zio Yu Wen era esattamente così, nel bel mezzo di una terra sterile». 

Titolo: Ryu - Vita, amore, morte all'ombra del Drago
Autore: Akira Higashiyama
Traduzione: Daniela Guarino
Casa editrice: 21lettere
Pagine: 490
Pubblicazione: maggio 2025


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