Il primo desiderio | Rossella Milone

Il primo desiderio | Rossella Milone

La vulnerabilità nascosta nei desideri. Rossella Milone indaga il desiderio come una forza che, nella sua fragilità, rivela le tensioni più profonde dei suoi personaggi.
Recensione di Chiara Bianchi

Rossella Milone torna alla forma racconto con Il primo desiderio, pubblicato da Neri Pozza. E non si limita a raccontare storie, ma trasforma la parola in uno strumento di introspezione profonda. La sua scrittura, ricca di tensione emotiva, riesce a intrecciare le emozioni più complesse dei personaggi, dando loro una dimensione quasi palpabile. Milone non racconta solo la superficie delle cose, ma scava sotto la pelle dei suoi personaggi, indagando quel delicato equilibrio tra desiderio e disillusione che attraversa le esistenze umane.

Quello che colpisce maggiormente nel suo lavoro è proprio il modo in cui le parole si fanno mezzi di introspezione, mai fini a sé stesse, ma sempre funzionali a rivelare il conflitto interiore dei personaggi. Le frasi di Milone sono cariche di significato e si incastrano perfettamente con il mondo emotivo dei personaggi – prevalentemente femmilini –  come una lingua che diventa il veicolo di desideri mai completamente realizzati. «Il tempo di tutti è un incessante vagabondare» è una frase che trasmette quella sensazione di irrequietezza, di ricerca continua, di qualcosa che non si riesce mai a afferrare. Allo stesso modo, l'idea che «la felicità deve essere qualcosa di meschino ed egoista che riesce a imporsi solo a discapito di qualcun altro» diventa il riflesso di una disillusione più profonda, dove ciò che è giusto non sempre corrisponde alla realizzazione del desiderio.

Il primo desiderio, dunque, non è solo quello della ricerca della felicità, ma un desiderio che implica inevitabilmente una certa perdita, una certa sofferenza. Quella che Milone mette in scena è una tensione continua tra ciò che i personaggi vogliono e ciò che ottengono, una spinta che non si ferma mai, nonostante una sfumata consapevolezza che il "primo desiderio" non sarà mai pienamente soddisfatto. Nell'universo narrativo dell'autrice, emergono figure animali come specchi della vulnerabilità dei personaggi. Questi esseri, simboli di una natura sempre presente, riflettono quella parte dei personaggi che resta sempre fuori portata, tra l’impulso e il limite, ma che esiste. Una riflessione sul desiderio, che diventa quasi un gioco tra affermazione e contraddizione, che ricorda la scrittura di autrici come Dorothy Allison e Flannery O'Connor, che, pur appartenendo a contesti diversi, sanno ritrarre in modo magistrale i conflitti interiori dei loro protagonisti.

Come Allison, Milone sa come scavare nelle profondità emotive, nei desideri repressi e nelle contraddizioni che definiscono la vita dei suoi personaggi. Allo stesso modo, come O'Connor, la sua scrittura è intrisa di una moralità ambigua, in cui il desiderio di redenzione o di affermazione è sempre minato dalla consapevolezza della propria imperfezione, della propria umanità fragile che i personaggi, come Isabel, dimostrano spesso con una semplice alzata di spalle. In entrambe, come in Milone, c'è una costante ricerca di senso, un desiderio di comprensione che non può mai essere pienamente soddisfatto.

Eppure, proprio in questa incessante ricerca, si nasconde una bellezza crudele, che diventa il motore di ogni storia. Ogni "primo desiderio" è una promessa di cambiamento, ma anche di accettazione di sé e degli altri. Milone non offre risposte, ma con la sua scrittura regala a chi legge una visione di mondo intensa, a tratti dolorosa, ma autentica.

Storie che si fanno portavoce di un'umanità complessa, in cui il desiderio e la disillusione si intrecciano in modo indelebile. Con la sua scrittura raffinata, Milone ci invita a riflettere sul desiderio come forza che ci guida, ma che, proprio nella sua inafferrabilità, ci definisce come esseri umani. Una lettura che lascia un'impronta indelebile, proprio come il primo desiderio che, pur non realizzandosi mai completamente, continua a definire la vita.

Titolo: Il primo desiderio
Autore: Rossella Milone
Casa editrice: Neri Pozza
Pagine: 304
Pubblicazione: 2025

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