Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia | Michele Ruol

Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia | Michele Ruol

Gli oggetti come contenitori di memoria, ai quali resta appiccicato il dolore della perdita. 
Chiara Bianchi

Nelle case, il primo pavimento a essere calpestato, varcando la soglia, è quello dell’ingresso. 

«Un tavolino, un appendiabiti, uno specchio, una mensola vuota: tutto è sbiadito, ricoperto da uno strato di polvere densa come la cenere che si deposita a terra dopo un incendio» inizia così Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia pubblicato da Terrarossa Edizioni e scritto dalla penna poetica di Michele Ruol
Attraversando le stanze occupate da Madre Padre Maggiore e Minore, Ruol inventaria gli oggetti presenti in ogni angolo, restituendoci la storia di una famiglia distrutta dalla perdita dei figli, crepata nel rapporto coniugale già precedentemente al dolore. 
Pare che gli oggetti siano l’unico vero elemento della memoria. Solo attraverso di loro è possibile rivivere per Madre e Padre la loro lunga esperienza insieme. 
Insieme, una parola che sembra quasi un eufemismo, visto che Ruol sembra volerci raccontare una storia di solitudini e di abissi infiniti che si realizzano ognuno con un proprio ritmo e un proprio tempo. 
La solitudine, quello spazio interno riempito di silenzio. Il silenzio che scavalca la solitudine e genera l’isolamento. L’isolamento che genera una condizione di detenzione e in quella gabbia dorata fatta di mura finestre terrazze mobili oggetti, si dipanano le idiosincrasie di due adulti incompleti, che scontrandosi con l’adolescenza dei loro figli hanno conosciuto la perdita. 
Gli oggetti restano nel tempo, le pareti si riempiono di muschio e di radici, Ruol crea metafore tra la casa, come luogo di conforto e di unione, e la natura che prende ogni cosa e se ne frega dei processi giudiziari e di come sono andati i fatti. Avanza ignara.
Nella seconda parte, siamo catapultati in un'automobile, ne inventariamo le componenti, materializzando l’idea che anche un auto, al pari di una casa, è un contenitore di memorie, di persone, di storie, di fine. 
La foresta che brucia è solo l’indizio di qualcosa che verrà a consolare domande senza risposte. 

Forse è così che si supera il dolore, rimuovendolo insieme a quello che gli sta intorno, insieme a ogni altra sensazione.


Titolo: Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia 
Autore: Michele Ruol
Casa editrice: Terrarossa edizioni
Pagine: 208
Pubblicazione: aprile 2024

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