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Notturno per Violoncello Solo | Pablo Lentini Riva

Notturno per Violoncello Solo | Pablo Lentini Riva

Un romanzo che parla di musica e musicisti, di amori sofferti, perduti e recuperati, quando ormai sembravano essere finiti fuori dal pentagramma.
di Paolo Perlini

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Sono trascorsi dodici anni dalla prima edizione e dieci dalla mia prima lettura di Notturno per Violoncello Solo di Pablo Lentini Riva, autore che abbiamo già segnalato con la recensione di Fantasia Elegiaca e La chitarra del liutaio di Almeria.

Tutti i suoi lavori sono editi da Ellin Selae che ora ripropone Notturno per Violoncello solo in un nuovo formato.

Dieci anni dalla prima lettura sono giusti, perché ormai la trama è sbiadita, ne hai un ricordo vago, sai che ti era piaciuto ma ne hai dimenticato il motivo. Era stato uno dei primi acquisti online, effettuato direttamente sul sito dell'editore, e c'ero arrivato per quelle vie algoritmiche del web, notando la copertina su un blog che seguivo.

Il protagonista del Notturno è Pietro Fossati, un musicista e insegnante di violoncello, che dà senso al ritmo e al tempo. Ha una moglie fotografa che invece, il tempo cerca di fermarlo con uno scatto. Possono andare d'accordo? Si può andare d’accordo con una donna che riesce a farsi desiderare da chiunque, così bella che «in quel volto non c'era un solo errore, non uno»? Pietro stringe amicizia con un personaggio il cui nome è già suggestivo, Adam Fulara. Diventa ancora più intrigante sapendo che è ammiraglio, assassino, suonatore ambulante, ladro, padre di famiglia e vive su un battello. Conosce anche una donna, Marie Weber madre di Simon, studente modello sulla quale investirebbe molto del suo tempo mentre invece vuole togliere tutta la propria attenzione da Margot e Armand Pambakian, coppia di impresari che gli procurano solo noie. Sullo sfondo Parigi, della quale si riesce a percepire il suono, il profumo, e addirittura quel traffico silenzioso di gente e nuvole.

«Nelle opere di Bach sento il vento che soffia tra gli alberi. Sento la tempesta e le montagne con i loro orridi, le cascate, il vischio sui pioppi. Sento la melanconia e il furore, la passione e lo struggimento. Sento i sospiri più languidi, il calore dell’autunno, le viscere e la superficie, le tombe e i vagiti, le gemme della primavera, la sirena di una nave alla fonda e il canto delle sirene, i flutti e i gabbiani, la voluttà della danza» dice Pietro all’allievo Simon.

Prima di iniziare la rilettura mi ero chiesto se sarei riuscito a rileggere pagine piene di musica e suoni pieni di parole. Ed è andata proprio così, come solo i classici riescono a fare.
Pablo ha il talento e sembra che gli riesca tutto facile. In realtà credo che dietro ci sia un grande studio, una meticolosa pulizia delle frasi, una pratica trasferita dalla professione di musicista. Maestro e concertista di chitarra classica, vive e lavora a Parigi, dove insegna in conservatorio.

E probabilmente ruba le ore al sonno per dedicarsi alla scrittura.





Titolo: Notturno per violoncello solo - Confessioni di un musicista incantato da una sirena
Autore: Pablo Lentini Riva
Casa editrice: Ellin Selae
Pagine: 248
Pubblicazione: maggio 2022

Acquista sul sito dell’editore


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