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La Raggia | Mattia Grigolo

La Raggia | Mattia Grigolo
Arginare la rabbia attraverso la scrittura
di Chiara Bianchi

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L’esergo scelto per questa novella è un passo de La caccia alla volpe di Giovanni Verga – autore presente nei nostri ricordi dei giorni passati tra i banchi di scuola – il quale costruì la sua ideologia sul concetto pessimistico di speranza negata agli umili, così pure ai ricchi. La negazione della vera felicità riguarda tutti, più spesso i “vinti”, analfabeti e disgraziati in perenne lotta con la vita quotidiana. 

Mattia Grigolo, al suo esordio letterario con La raggia, edito da Pidgin edizioni, sceglie una voce narrante che parla attraverso i suoi appunti. Il protagonista di queste pagine è un giovane che vive in una baracca nel bosco, assieme a suo padre nullafacente e parecchio violento. Per arginare la rabbia dei suoi pensieri, che spesso si trasforma in azioni violente, compra dei quaderni e inizia a scrivere. Questi quaderni li tiene ben nascosti affinché nessuno, nemmeno i carabinieri possano trovarli. Perché su di lui pende il sospetto che abbia ucciso Nina, la sua ragazza, trovata morta nel fiume. Una volpe gli si palesa davanti nel bosco e con lei crollano gli argini ai ricordi dolorosi e ai pensieri cupi. La volpe conosce i suoi silenzi e i suoi segreti, conosce la sua raggia-rabbia. 

«È la raggia rabbia che c’ho perché c’ho solo quella e niente di altro. La rabbia che è mia e che viene fuori nel momento sbagliato senza che me ne posso accorgere. Che poi è la stessa rabbia che c’ha quella bestia, che me l’ha passata col sangue suo e le bastonate botte. Questo sono io che non c’ho più niente, manco mia madre che se ce l’avevo ancora sicuro che non mi veniva la testa matta di mio padre».

Questi quaderni sono disposti in ordine non lineare al tempo cronologico: c’è il secondo, poi il primo, il terzo e il finale. Si noterà subito dalle prime righe che il linguaggio scritto è privato, povero, spoglio, rude, riflesso del mondo della voce protagonista, dentro la quale si annida la rabbia nei confronti di suo padre e dei silenzi del paese. Il suo disagio espressivo investe persino i ricordi su sua madre che si fondono, si sovrappongono, con la figura dell’amata Nina.

Senso di colpa, frustrazione, raggia si mescolano in queste poche pagine, nelle quali la solitudine e l’abbandono, in cui versa il protagonista, emergono e maturano in una complessa valutazione del valore di se stesso. 

Mino e Toni, gli amici spesso citati, ci raccontano di un’amicizia nata dalla casualità di essere cresciuti nello stesso luogo, del bisogno dell’altro per sentirsi meno diversi, della ricerca continua di punti di contatto spesso fuori dall’ordinario. 

Molti sono i riferimenti al mondo disordinato e chiuso della provincia, o anche della periferia, in cui tutto funziona solo quando «tutti chiedono ma non dicono». 

Nei quaderni sono presenti le date, ma senza anno domini, come se quell’omissione volesse lasciare aperta la possibilità di guardare alla vita nel bosco come a un tempo senza tempo e, inoltre, una sorta di universalità dei fatti accaduti, dei temi presenti nella fitta sottotrama di questa novella. 

La voce narrante ci trascina nel suo universo, dove vige il senso di frustrazione dato dal non sapere bene cosa sia accaduto, come se il primo a dover prendere consapevolezza di ciò che è stato, sia proprio chi scrive. La scrittura si fa soccorritrice e testimonianza in un universo senza punti fermi ai quali aggrapparsi. L’unica figura tentatrice di realtà sembra essere la volpe, ma forse anche la sua presenza è specchio di un bisogno, legato all’uscita da quello stato furioso e intimo fatto di scelte tutte sbagliate. 

Un po’ come succede in Rosso Malpelo, del già citato Verga, in cui dalla tesi sostenuta si può forse dedurne una opposta, così ne La raggia, ci si chiede se l’innominato protagonista sia davvero il cattivo. 

Con una sovrapposizione di immagini, di ricordi e di personaggi, Grigolo riesce a raccontare substrati di storia senza raccontare, coinvolgendo chi legge in una molteplicità di chiavi di lettura. 

 

«PRENDI UN PENSIERO BRUTTO E METTILO NEL FIUME».





Titolo: La Raggia
Autrice: Mattia Grigolo
Casa editrice: Pidgin
Pagine: 136
Pubblicazione:
21 giugno 2022

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