Joyce Maynard | L'albero della nostra vita

Joyce Maynard | L'albero della nostra vita
New Hampshire, anni '70: Una illustratrice ventenne visita una fattoria all'ombra di un grande frassino e capisce di aver trovato casa. Sarà l'inizio di un'intensa storia familiare.

di Erika Casciello

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È il 1972 quando Eleanor, orfana appena ventenne, a bordo della sua Toyota Corolla, attraversa gli Stati da New York al New Hampshire in cerca di una sistemazione da chiamare casa. Sono gli anni dell'ERA e delle leggi contro le discriminazioni di genere e lei è una illustratrice indipendente. Ha fatto tesoro della sua drammatica esperienza di figlia e l'ha trasposta in una collana per bambini di grande successo, tanto da potersi permettere di cercare casa da sola con tutte le speranze della sua giovane età.

Trova il luogo ideale in una fattoria da ristrutturare con un gigantesco frassino in giardino, in una zona rurale un po' isolata, di campi e ruscelli.
Qui trascorre in solitudine alcuni anni prima di incontrare Cam, un attraente ed irruente artigiano del legno dai folti capelli rossi, con cui mette da subito su famiglia.

I primi anni della loro vita insieme sono gioiosi e frastornanti. Ma appena le sue entrate per le royalties dei libri cominciano a scarseggiare, si rende conto di essere l'unica in famiglia a preoccuparsi del bilancio familiare. Gli anni passano, i figli arrivano a quota tre, ma ancora suo marito pare non preoccuparsi del fatto di non ricavare nulla dalla propria attività e Eleanor, che cerca di barcamenarsi tra un lavoro da free lance e l'altro, sente gravare sulle proprie spalle la responsabilità di tutti loro, cominciando a covare nel profondo rancore e frustrazione.
Una situazione destinata a crollare il giorno in cui Toby, il figlio minore, lasciato alle attenzioni del distratto padre, rimane coinvolto in un gravissimo incidente dalle conseguenze irreversibili, portando la coppia ad allontanarsi inevitabilmente, prima emotivamente, poi, in seguito, anche fisicamente.

Ma Eleanor, il cui unico obiettivo è evitare di creare disagio ai propri figli, sceglie nuovamente di sacrificarsi per il bene di ciò che rimane della propria famiglia, abbandonando la fattoria e prendendosi di fatto la responsabilità del fallimento del proprio matrimonio agli occhi di tutti, intraprendendo un percorso in solitaria alla riscoperta di una nuova dimensione di sé, di donna nuovamente libera sentimentalmente in una nuova casa insolitamente silenziosa.

Centrale, nel corso dell'intera opera, è proprio la famiglia: come sogno, come progetto, come realizzazione, ma anche come disagio, conflitto, come contrasto, entità bisognosa di ogni attenzione e energia ma anche fonte di profondo scoramento e solitudine.
Famiglia come impegno profondo, come gioco di equilibri sottili e fragili, che hanno bisogno di tempo per ridisegnarsi e ristabilirsi attraverso l'accettazione dei propri limiti e attraverso il perdono.
E infine come gruppo di persone, uniche, libere, con la propria individualità, coscienza e autodeterminazione.

Sullo sfondo, gli eventi più clamorosi e le rivoluzioni sociali tra la metà degli anni '70 e il primo decennio del 2000: il disastro del Challenger, il grande successo e poi la morte di Michael Jackson, l'avvento dell'informatica e la sua veloce integrazione nella quotidianità, che si intrecciano con i piccoli e grandi drammi della vita di un piccolo centro, tra tradimenti e abusi, malattie e dipendenze, amori segreti e progetti di fuga.

Un racconto epico su un percorso di vita tanto travagliato e sfiancante quanto appagante.



Joyce Maynard
L'albero della nostra vita
Edizioni NNE
Collana: La Stagione
Pagine: 496
Uscita: febbraio 2022
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