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Francesco D’Isa | L’assurda evidenza. Un diario filosofico

Francesco D’Isa | L’assurda evidenza. Un diario filosofico
Francesco D’Isa – L’assurda evidenza. Un diario filosofico
D’Isa apre la porta al suo nuovo “credo” raccontandoci la sua vita pensata e vissuta

di Chiara Bianchi

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«Credo che esista tutto, compresa la non esistenza di tutto. Credo nell’assurdo e che un’applicazione rigorosa della ragione porti all’autodistruzione della stessa. Di questa convinzione ho sofferto per anni, finché ho capito che era una buona notizia. Il libro che hai in mano è la storia di questo percorso».

Pubblicato da Edizioni Tlon, scritto da Francesco D’Isa (filosofo, romanziere, artista visivo e direttore della rivista L’indiscreto) è stato fin da subito il titolo di questo libello ad attrarre la mia attenzione: la stranezza di trovare la parola diario, affiancata a filosofico. L’assurda evidenza è entrare nella vita vissuta e pensata del suo protagonista, D’Isa, in cui la malattia, l’adolescenza, il dolore hanno dato seguito a una ricerca, oserei dire incessante, di liberazione del pensiero, nell’attesa di trovare risposte plausibili a domande umanissime quali: perché soffriamo? Cosa esiste davvero?
Insomma, mi sono approcciata a questo diario filosofico proprio come se fossi seduta su un comodo divano e accanto a me, altrettanto comodamente, Francesco D’Isa mi stesse raccontando la sua vita secondo filosofia. Il tono colloquiale e il suo rivolgersi al lettore è un tentativo di creare quel dialogo a cui ho, personalmente, deciso di partecipare accomodandomi sul divano suddetto.

L’aspetto più interessante è senza dubbio la trasversalità degli argomenti affrontati: l’ibridismo dei linguaggi – evidente anche dalla copiosa bibliografia corredata – l’introduzione del pensiero filosofico orientale, la pratica della meditazione (pratica che ha generato la realizzazione delle illustrazioni presenti nel testo), lo Zen (di cui D’Isa accoglie pienamente la meraviglia legata alla gioia dell’istante ma anche la piena accettazione dell’insensatezza, che diviene sua «migliore alleata»), l’egualitarismo ontologico. Essi permettono una comparazione lucida con l’approccio filosofico a noi più familiare, quello occidentale, e costituisce una nuova visione che, seppur in maniera limitata, ci offre una comprensione del nostro sguardo sulle cose fuori di noi.

Il libello si divide in tre capitoli: Esiste qualcosa; Esiste qualcosa se esiste qualcos’altro; Ogni relazione è una differenza. Più ci si addentra, più essi svelano un passaggio del viaggio dell’autore che incontra, lungo il suo cammino, le filosofie orientali a mitigare i suoi affanni nella ricerca di risposte alle domande sull’esistenza, specie sul senso del dolore. Lo scopo del Buddhismo è estinguere il dolore attraverso la vacuità – che non è nullità – ma vuol dire un’assenza totale, un’assenza di un modo effettivo di esistenza che corrisponda a quello che proiettiamo istintivamente a causa della nostra abitudine radicata di credere che le fantasie della nostra immaginazione siano la realtà.

«L’innegabile concretezza delle cose determinate mi porta a preferire l’idea che queste esistano, ma più mi allontano da una prospettiva antropocentrica, più questa concretezza e la sua ragion d’essere sembra evaporare, in favore di un mondo che si palesa ineffabile e infinito».

Permettersi di dare respiro al pensiero, dargli nuova linfa, guardare altrove, miscelare i fondamenti e concepirne di rinnovati. Questo è il viaggio condotto da D’Isa fino a oggi. Non ci rimane che stare a vedere fin dove lo porterà l’accettazione dell’assurda evidenza.


Anno Pubblicazione: 2022
Argomento: Filosofia e Storia delle idee
Autorə: Francesco D'Isa
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