Veronica Galletta | Nina sull’argine

Veronica Galletta | Nina sull’argine
Veronica Galletta – Nina sull’argine
L’irraggiungibilità della perfezione di una vita colma di solitudini e alienanti verità, il rifugiarsi nell’incorporeo in cerca di consolazione
di Chiara Bianchi

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Dopo aver letto Nina sull’argine scritto da Veronica Galletta per MinimuFax, oltre la bella copertina firmata da Patrizio Marini e Agnese Pagliarini, resta un senso di svuotamento e di assoluzione. Un romanzo che, prendendo le fila dai temi sul lavoro, si allarga a macchia d’olio verso altri contenuti: la solitudine, l’incorporeo, la perfezione e la sua irraggiungibilità.

Caterina, Nina per le persone care, è una neo-ingegnera. Dopo la laurea si ritrova catapultata nel mondo del lavoro, tra teoria e scartoffie burocratiche, dietro la scrivania di un ufficio da cui le sembra che la caparbietà dell’imperfezione degli uomini porti all’inevitabile fallimento.

Verrà il suo turno come direttrice ai lavori di un cantiere edile, destinato al contenimento di un fiume attraverso la costruzione di un argine e di un ponte.

Nina si scontra fin da subito con un mondo fatto di uomini, misogino, freddo e distaccato, senza fiducia del suo operato. A mano a mano, comprende che ciò che disegna sulla carta non corrisponde mai a ciò che è la realtà circostante. Moti di delusione si scontrano con la sua purezza di sentimenti e intenzioni.

Parallelamente, Nina sta vivendo la fine della lunga storia con Pietro. Grazie a questa separazione inizia la sua crescita. Lasciare andare non solo Pietro ma anche tutto il corollario di oggetti che hanno arredato la loro vita insieme: attimi di liberatoria rabbia si manifestano quando sfalda i libri appartenuti a entrambi, o quando lascia morire le piante in terrazza, tanto care a Pietro.

Galletta tratta il tema del lavoro descrivendo l’alienazione degli operai – quasi sempre stranieri, sottopagati, lasciati all’addiaccio, privi del minimo mezzo di comunicazione: la conoscenza della lingua italiana – e della stessa protagonista che, a un certo punto, affida tutta la sua amarezza ad Antonio, l’operaio-fantasma, in cerca di consolazione.

Natura e letteratura svolgono un ruolo consapevole tra le pagine di questo romanzo. Nina incontrerà animali lungo il tragitto in macchina, dovrà dare vita a soluzioni tecniche che tengano conto della protezione delle specie che si muovono ai lati dell’argine – specie animali difese a spada tratta da cittadini come Musso, il quale non cede ai ricatti del cemento – l’argine conterrà la furia delle acque nei periodi di piena, per difendere i territori occupati dagli umani. Il paesaggio diviene protagonista – le pagine in cui viene descritta la nebbia ricordano il caro Celati che lo rese protagonista indiscusso dei suoi racconti. E a proposito di scrittori e scrittrici, Galletta ne cita un bel po’da Primo Levi a Michele Mari, passando per Emily Dickinson.

Il libro traccia una parabola definita anche attraverso i nomi dei capitoli: dal cielo alla terra.

Nina guarda dall’alto l’area del bacino del fiume e nel realizzarlo imparerà a sporcarsi, letteralmente, di fango; una metafora di ciò che Nina tocca con mano nei conflitti lavorativi, carichi di tensione e d’imperfezione, ai quali cedere è impossibile, significherebbe perdere di vista il suo modo di sentire il mondo circostante; allo stesso modo, quel fango diviene creta malleabile pronta a disegnare un nuovo atto nella sua vita privata.
Due mondi, quello del lavoro e quello della vita, collidono e si sovrappongono. In mezzo c’è Caterina carica di belle speranze, tradita dalla realtà, salda nella sua solitudine.

«Costruire un argine è una cosa complessa. Bisogna calibrare bene la quantità di terra fin dall’inizio, evitare le corde molli, prevenire i dilavamenti. Perché se si forma una breccia, puoi anche riparare, ma qualcosa rimane. Perché non basta ridipingere la casa o spostare tutti i mobili. Chiudere le fotografie di prima in un cassetto. Anche con la casa tinta e bianca come la sua vita adesso. Pulita, ordinata, lineare. Una traccia rimane. L’argine lo sa. La memoria rimane».


Nina sull'argine
Veronica Galletta
ISBN: 978-88-3389-287-0
Pagine: 216
Pubblicazione: ott 2021
16,00 €
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