N. Katherine Hayles | L’impensato. Teoria della cognizione naturale

N. Katherine Hayles | L’impensato. Teoria della cognizione naturale
N. Katherine Hayles – L’impensato. Teoria della cognizione naturale
L’intersezione tra scienze e discipline umanistiche per un’ecologia cognitiva planetaria in cui sopravvive il più idoneo non il più forte

di Chiara Bianchi

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N. Katherine Hayles, docente universitaria di letteratura negli Stati Uniti, costruisce questo saggio sull’idea del pensare senza pensare.

Il saggio, L’impensato, pubblicato da effequ, tradotto da Silvia Dal Dosso e Gregorio Magini rivela come utilizziamo processi cognitivi inaccessibili alla coscienza, ma necessari per il suo funzionamento.

Raccogliendo nuove intuizioni da molti campi del sapere come le neuroscienze, le scienze cognitive, la biologia cognitiva e la letteratura, Hayles cerca di ampliare la nostra comprensione della cognizione e dimostra come essa coinvolga più della sola coscienza.
La cognizione, così come Hayles ce la presenta, è applicabile non solo ai processi inconsci degli esseri umani, ma a tutte le forme di vita e non solo. Estende il campo anche ai sistemi tecnici e alla tecnologia, dimostrando come esseri umani e sistemi tecnici, nel momento in cui interagiscono, formano assemblaggi cognitivi – per esempio nel controllo del traffico urbano di LA, con i droni e negli algoritmi finanziari. Questi assemblaggi trasformano la vita sulla Terra, e il risultato di questa trasformazione è quella che lei chiama ecologia cognitiva planetaria.

Impensato, usato come sostantivo e sinonimo di ciò che Hayles chiama cognizione inconscia o nonconscio cognitivo, è il concetto chiave, ciò che crea nel lettore una serie di domande sulle differenze tra il pensiero, la coscienza e la cognizione.

Per riequilibrare la tendenza all’antropocentrismo, nel primo capitolo si parla di teorie e progressi delle neuroscienze, della biologia cognitiva, degli studi postumani, della robotica, dell’intelligenza artificiale e delle discipline umanistiche digitali e non.

Tutta la prima parte del libro verte sul nonconscio cognitivo e i costi della coscienza, ed è proprio nel quarto capitolo che Hayles dà dimostrazione di una costruzione teorica sui costi della coscienza passando per una lettura ravvicinata tra due romanzi di neurofiction Déja vu di Tom MacCarthy e Blindsight di Peter Watts. Hayles conclude suggerendo che la “normalità” non può basarsi più solo sulla coscienza e che per decidere se essa è il nostro punto di forza o la nostra condanna bisognerà ripensarla «nel contesto generale di un’ecologia cognitiva planetaria – forse persino interplanetaria».

«Immaginiamo tutti i sistemi di trasporto inattivi, tutti i servizi idrici e igienici fuori uso, tutte le reti elettriche, tutte le linee di rifornimento nazionali e internazionali interrotte, sistemi bancari in tilt, produzione agricola e allevamenti paralizzati, tutte le attrezzature mediche eccetto le strumentazioni manuali fuori servizio, e così via. Qualcuno, senza dubbio, sopravviverebbe, soprattutto in aree rurali e zone isolate, ma i morti sarebbero probabilmente milioni se non miliardi. Perché continuiamo a pensare di essere indipendenti dalla nostra tecnologia e capaci di vivere senza di essa?».

La seconda parte del saggio si addentra nel terreno degli assemblaggi cognitivi, ovvero l’interazione tra soggetti cognitivi umani e non umani e la loro capacità di arruolare forze materiali, spostando l’attenzione sul nonconscio cognitivo. Partendo dalle posizioni teoriche di Latour e Deleuze, passando per il concetto di temporalità, di social signalin, e di autonomia (internet, droni e assistenti virtuali), soffermandosi sul funzionamento degli algoritmi finanziari, Hayles ci mostra attraverso un’altra opera di finzione, un altro romanzo, L’intuizionista di Colson Whitehead, come «gli assemblaggi cognitivi sono intrinsecamente politici. […]» e quanto le forze affettive non siano un presupposto esclusivo dell’umano.

Gli ultimi due capitoli sono un tentativo di guardare la ricerca in un modo nuovo: generare interconnessioni tra le discipline tecnico scientifiche e quelle umanistiche. La letteratura dovrebbe allontanarsi, secondo Hayles, dal tradizionale dualismo interpretazione-descrizione, legato esclusivamente alla coscienza, e accettare, e riconoscere, che la cognizione non è una facoltà esclusiva del pensiero umano.

Hayles si augura che ci sia una collaborazione tra le varie arti, perché solo con la commistione tra esse, riusciremo a vedere la luce di un mondo nuovo, quello che è già qui tra noi, ma che ancora guardiamo dal punto di vista sbagliato.

«Tutto dipende da che mondo vuoi».

L’opera è stata pubblicata con il sostegno del SEPS - Segretariato Europeo per le Pubblicazioni Scientifiche è un'associazione senza fini di lucro, fondata in Italia nel 1989 e collabora con università, case editrici ed autori sostenendo economicamente la traduzione di opere di alto valore culturale.


L’impensato
Teoria della cognizione naturale
Di: N. Katherine Hayles
Traduzione di Silvia Dal Dosso e Gregorio Magini
Collana: Saggi Pop
ISBN: 9791280263162
pagine: 370
Prezzo: 19 €
Libro pubblicato con il contributo del SEPS
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