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Manlio Sgalambro | Contro la musica

Manlio Sgalambro | Contro la musica

«Chi ascolta veramente, ascolta l’ascolto». 
M.S. 

di Chiara Bianchi

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Nel 1994 Manlio Sgalambro pubblicava presso l’editore De Martinis & Co. un piccolo saggio dal titolo Contro la musica (Sull’ethos dell’ascolto), poi rientrato in De mundo pessimo (Adelphi, 2004) e ripubblicato nella sua essenza, da qualche mese, da Carbonio editore con la prefazione affidata a Elena Sgalambro

Secondo titolo di una collana dal nome Particelle che si propone di raccogliere scritti brevi il cui nucleo di volta in volta riguarderà filosofia, politica, attualità, arte, e una scelta di pamphlet del passato rivisitati in un’ottica contemporanea. L’intento è costruire una circolarità di discussione su queste tematiche e portarla nello spazio pubblico, qualunque esso sia.

In questo opuscolo, di piccole dimensioni e densissimo di contenuti, Sgalambro sfodera una dura critica alla filosofia della musica tradizionale, per la quale la musica colta è alla ricerca della redenzione dell’uomo dal dolore del mondo (riprendendo Schopenhauer e Wagner) o diviene spirito critico che si oppone all’ingiustizia sociale (visione proposta da Adorno e Bloch). 

Sgalambro ci propone di praticare una critica dell’ascolto, lasciando da parte l’aspetto sociale e muovendosi verso un punto di vista metafisico. 

Le teorie redentrici o critiche della musica sono fallite poiché la musica, tutta la musica, è integrata nel mondano. Nell’ignorare l’ascoltatore, e astraendo il linguaggio musicale, la filosofia della musica non ha tenuto conto che tutta la musica è sentita da qualcuno che fa parte del mondo. Un suono è ascoltato sempre da un ascoltatore. 

Un tempo si pensava che fosse la musica a impadronirsi dell’ascoltatore, fino a che si è arrivati a pensare che l’ascoltatore rozzo e senza ethos si è impadronito della musica. È per analizzare questa inversione che Sgalambro cerca di elaborare una critica dell’ascolto da contrapporre alla critica della musica di Adorno e Bloch. Per questi due filosofi la vera musica è quella che attraverso di essa evidenzia e critica l’oppressione dell’uomo sofferente in un mondo costruito sul capitalismo, alienante, al quale si contrappone l’idea di un mondo diverso. La realtà però si è allontanata da questo pensiero. La musica è diventata indipendente dall’ascoltatore, finendo chiusa nella sua definizione di colta alla quale le masse, gli ascoltatori “normali”, hanno preferito i ritmi del jazz, i suoni stridenti del rock o i semplici accordi della musica pop: forme musicali che si percepiscono come dentro il mondo e non fuori da esso. 

La musica finisce per sottomettersi al volere dell’ascoltatore che si rifugia e si accontenta della sua funzione di musica per l’ascolto, dimenticando la costruzione dei suoni. 

Sgalambro non vuole darci una soluzione, ma una nuova maniera di ragionare sull’ascolto. Perché chi ascolta veramente, ascolta la fine del mondo. 

 

Manlio Sgalambro – Contro la musica
(sull’ethos dell’ascolto) 

Carbonio Editore
Collana Particelle
Introduzione Elena Sgalambro
Pagine 64
Prezzo 9,00 euro
Isbn 9788832278279
Uscita 7 ottobre 2021

Compra sul sito dell'editore 


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