Sara Mesa | Un amore

Sara Mesa | Un amore

Sara Mesa – Un amore
Ridisegnare la geografia dei sentimenti nell’incapacità di guardarsi negli occhi

di Chiara Bianchi

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L’ultimo romanzo di Sara Mesa, Un amore, edito da La Nuova Frontiera nella traduzione italiana di Elisa Tramontin, racconta la storia di Nat, una traduttrice appena trasferitasi a La Escapa, paesino rurale della Spagna. 

Dal passato oscuro, Nat sceglie questo luogo per ritirarsi dal mondo e ricominciare una nuova fase della sua vita, lontana dal passato e da tutti.  Incontrerà e si scontrerà con diversi abitanti – la commessa, Píter, Roberta, il tedesco, la famiglia di città che arriva tutti i fine settimana – persone differenti che spesso si sostengono tra loro, ma altrettanto spesso distruggono l’altra.  

La Escapa, che in italiano si traduce la fuga, e il monte Glauco, rivelano fin da subito che l’apparente normalità di quei luoghi nasconde aspetti oscuri, confusi e per nulla rassicuranti, che costringeranno Nat a confrontarsi coi suoi demoni più profondi. Silenzi, equivoci, incomprensioni nate dai pregiudizi, trasgressioni, amicizie e tabù sono affrontati in una prosa, al netto delle omissioni, che fa i conti con un linguaggio limpido che crea uno stile solido e una narrazione agile. Colpiscono le moltissime domande disseminate nella storia, alle quali non sempre c’è un’unica risposta.  

«A volte, certi errori portano a una scelta azzeccata, un cambio di rotta o perfino una rivelazione. Non è stata una scelta indovinata trovarsi lì ora, a cominciare una nuova vita?».

Nel ridisegnare nuovi confini, Nat ci lascia il compito di decifrare i suoi pensieri e le sue scelte.

«È vero che da quando sta a La Escapa si è trascurata. […] Ma deve esserci qualcos’altro. Qualcosa che riguarda l’età, il tempo che, inesorabile, più che passare, pesa».

Il lavoro di traduzione trasla i sentimenti e il sentire di Nat, in uno scambio continuo tra la parola giusta da cercare e la difficoltà oggettiva di dare un senso a ciò che le sta accadendo in quella bolla di realtà. L’intraducibilità di alcune scelte e il messaggio dell’incomunicabilità passano attraverso i non detti e la parola. 

Un amore non è una storia propriamente d’amore, ma si potrebbe definire una storia di accoglienza che rivela «il malessere della felicità […] un tipo di felicità che contiene in sé il seme della sua stessa distruzione». Il misurarsi dei corpi nell’oscurità di una stanza, che la luce del giorno non permette per l’incapacità di guardarsi negli occhi, l’osservarsi di nascosto carpendo l’essenza dell’altro senza parlare. 

La figura del cane Fiele, senz’altro rappresentazione di una fedeltà alterata che desta preoccupazione e smuove punti fermi, permette una rivalutazione, ancora una volta, del significato profondo della cura dell’altro. 

In una sempre cara solitudine si avverte la spinta verso l’esterno che costringe a tornare a se stessi, come una molla in un continuo stendersi fino ai limiti, oltrepassandoli, per poi rientrare nelle proprie misure, fino a riscoprirsi irrimediabilmente nuovi. 

Un romanzo sorprendente per la sua scrittura fluida, per la sua cruda realtà e per il disvelarsi dei sentimenti umani in una nuova chiave di lettura. 

«[…] c’è una crepa enorme tra la logica del linguaggio e quella della realtà». 

 

AUTORE: Sara Mesa
TRADUTTORE: Elisa Tramontin
COLLANA: Liberamente
PAGINE: 192
PAESE: Spagna
PUBBLICATO IL: 09/09/2021

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