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La stagione più crudele | Chiara Deiana

La stagione più crudele | Chiara Deiana

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di Stefania Serena Sanna 

 

Asia ha dodici anni, ascolta i Nirvana con il walkman e attende fra le viuzze del paesino di campagna, come ogni estate, l’arrivo della sua migliore amica Matilde per trascorrere insieme la libertà che si inizia ad assaporare in preadolescenza. A dodici anni si ha fame di vita e ogni momento può trasformarsi in avventura. 

Le monetine per i videogiochi tintinnano nelle tasche mentre Asia si lancia con la bicicletta a tutta velocità per esplorare zone del bosco ancora avvolte dal mistero. Ed è proprio in una di queste lande inesplorate, tra campi di girasoli che sembrano superfici lunari, vecchi lavatoi diventati ritrovi di vampiri, e l’agriturismo abbandonato infestato da spettri e dimora di un feroce cane assassino che Cujo, in confronto, sembra un cucciolo di labradoodle, che Asia vive un’inconfessabile esperienza. 

“Il mondo era finito, l’uragano che aveva immaginato la sera prima aveva risucchiato tutto, per davvero”.

La magia dei luoghi in cui ha trascorso l’infanzia e gli scenari dipinti attraverso la sua immaginazione si sovrappongono alla realtà, talmente brutale da sembrare parte di un incubo destinato a perdurare anche una volta aperti gli occhi. 

Asia non può confidarsi con nessuno, l’attesa per l’arrivo di Matilde - che si sta protraendo più a lungo del previsto - è insostenibile; il suo segreto è troppo grande e, come la gramigna, si espande intorno a lei e dentro di lei fino a diventare soffocante. 

La stagione più crudele romanzo d’esordio di Chiara Deiana, redattrice e laureata in neuroscienze, racconta di amicizie, di separazioni, di dolore, di morte, di vacanze estive in suggestivi paesini di campagna ma, soprattutto di attese, in un dialogo timido ma arrabbiato che ben si incastra con la nostra parte adolescente, seppur sbiadita come un ricordo fermato in vecchie polaroid impolverate. 

Asia è una bambina all’inizio dell’estate, e vaga tra le pagine alla ricerca di se stessa, annusando l’aria come un lupo in esplorazione. Insieme a Matilde forma un branco e questa sorellanza si legge nei nomignoli Buck e Zanna, incisi l’anno prima nel loro rifugio. Attraverso il personaggio di Asia, la scrittrice si avventura lungo un sentiero pericoloso strizzando l’occhio a mostri sacri come Stephen King, e delinea tutto il dolore intrinseco alla crescita, al passaggio dalla fanciulezza all’età adulta e alle sfide che bisogna affrontare per sostenere questo cambiamento.

Un giorno Asia si sveglia e non è più una bambina sebbene sia ancora ben lontana dall’essere un’adulta. La stagione più crudele è l’adolescenza: in silenzio e senza troppi clamori, tutto cambia. Asia cambia e si evolve, la sua infanzia si sgretola e lei può solo constatare il cambiamento ormai in atto. Cambia soprattutto la percezione che Asia ha delle persone intorno a lei: l’idolatria per il padre si incrina; Matilde non sembra più l’amica fidata e Asia scopre il sesso, che può essere sporco, misterioso, intrigante ma può diventare anche merce di scambio sino a fare paura e a snaturarsi e incarnarsi in un’altra forma di branco, da cui si può solo scappare e nascondersi. La scrittura di Deiana è timida, ci promette grandi cose ma non osa portarci nel punto dove l’acqua è più torbida. Come Asia, la scrittrice si avventura nel bosco di parole e vaga da sola nella sua stessa storia, inseguendo come lucciole ricordi del passato, attraversando un processo di crescita destinato a sfociare, come un fiume, verso un nuovo inizio. Come si suol dire, l’acqua cheta infrange i ponti e Chiara Deiana ci lascia basiti, non ci svela i molti segreti celati fra le pagine e rimaniamo sospesi con molte domande, poche risposte e diversi spunti di riflessione. 

Consiglio da ipersensibile: lasciate perdere gli interrogativi e non affannatevi a cercare risposte ma godetevi la lettura sotto un pino ombroso in attesa della prima grandine estiva. 

 

Autore: Chiara Deiana
Titolo: La stagione più crudele
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2021
Pagine: 216 p.

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